29 June 2026

Il Movimento 5 Stelle durissimo sulle assunzioni dell’Enit

Duro attacco del movimento 5 Stelle all’Enit nell’ambito delle assunzioni, con interpellanza al ministro Franceschini. In una nota il M5S sosstiene che ci siano stae: «Assunzioni senza trasparenza per tre dirigenti presso l’Enit, controllata dal ministero dei beni culturali, che graveranno sul bilancio dello Stato».  le assunzioni a riguardo sono le seguenti: il direttore esecutivo Giovanni Bastianelli (pagato 120 mila euro l’anno), assunto a tempo indeterminato anche se il suo contratto, in base alla normativa vigente per questo tipo di posizione, dovrebbe essere a tempo determinato; il direttore finanziario Leonardo Francesco Nucara (90mila euro annui); il direttore Marketing Digitale, Roberta Milano (95mila euro l’anno). È questo, in sintesi, il tema dell’interpellanza urgente del M5S rivolta al ministro dei beni culturali Dario Franceschini che si svolgerà domani in aula alla Camera. «Le anomalie sulle nuove nomine vanno dalla pubblicità quasi nulla fatta sull’avviso di selezione alla sua dubbia imparzialità, visto che i candidati prescelti sono risultati essere in rapporti consolidati con gli organi dell’ente o con il ministero vigilante. E ancora – dichiara il deputato 5stelle Mattia Fantinati, proponente dell’interpellanza –  restano poco chiari anche i criteri di selezione per la definizione del punteggio, non supportati da alcuna griglia di valutazione. Introvabili sul sito web dell’Enit i curriculum vitae dei tre dirigenti selezionati e la delibera dell’Enit, citata nel bando a proposito della commissione concorsuale. Inoltre, il bando consente a quest’ultima di utilizzare soggetti ‘terzi’, contrariamente a quanto previsto dal regolamento di organizzazione dell’ente, che in queste procedure prescrive invece l’uso di personale interno in possesso di adeguato livello professionale». Il M5S continua elencando gli esborsi che si sono succeduti nel corso del tempo per implementare gli strumenti dell’Enit. «Dai 13 milioni di euro per un nuovo sito web nonostante i 25 già spesi per il portale già esistente Italia.it ai 6 milioni di perdite nel bilancio 2015 a cui si aggiunge il presunto conflitto d’interessi di alcuni membri del cda, Fabio Lazzerini, responsabile della compagnia aerea estera Emirates e Antonio Nicola Preiti, proprietario al 77% di una società, ‘Sociometrica’, che si occupa di promozione turistica».

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Tornati alla stazione di Filisur si parte in direzione Davos con il trenino storico che parte 2 volte al giorno ed è incluso nel Travel Pass con cui viaggiare nell’area.\r\n\r\nDavos è nota soprattutto perché dal 1971 ospita il World Economic Forum, ma il territorio racconta molto di più. Nella Prettigovia, la valle dei Grigioni che sale verso Davos, sono stati rinvenuti reperti risalenti a 2000 anni fa e fu abitata da tribù celtiche.\r\n\r\n«Abbiamo 100 chilometri di piste per lo sci di fondo - circa 75 a Davos e 25 a Klosters - e siamo tra i primi ad aprire per la stagione: a fine ottobre per lo sci nordico, verso metà novembre per lo sci alpino (circa 300 chilometri) - racconta Pietro Zala, marketing e sviluppo prodotto Davos e Klosters -. Possiamo farlo grazie alla snow-farm: immagazziniamo la neve raccolta alla fine della stagione in un deposito a circa 1800 metri di quota, la copriamo con teloni e segatura per isolarla e l’80% si preserva per l’inverno successivo. Chi arriva a Davos in treno non ha bisogno della macchina. D’inverno le piste si possono raggiungere a piedi o con una fermata di bus arrivando alla funivia dello Jakobshorn, alla valle del Parsenn - con i suoi 95 chilometri di piste - o a Madrisia».\r\n\r\nMa l’offerta di Davos è per tutto l’anno: «Con il claim “Sports Unlimited” oltre agli sport sulla neve proponiamo quelli acquatici - come wakeboard, stand-up paddle, barca a vela, windsurf, kitesurf e windfoiling - sport su due ruote e a piedi, oltre al parapendio, l’arrampicata e il tennis. Ci sono percorsi tracciati per escursionismo e trail-running, e-bike e ciclismo su strada e sta crescendo l’offerta del gravel. Abbiamo anche una buona offerta culturale con i musei d’arte e la storia dei sanatori: a fine ‘800 il dottor Alexander Spengler fu il pioniere che trasformò Davos in una rinomata stazione climatica per la cura della tubercolosi. Oggi i vecchi sanatori sono alberghi (lo Schatzalp), cliniche di riabilitazione od ospedali».\r\n\r\nDavos accoglie per il 70% un turismo svizzero, per il 20% tedesco e composito per il restante 10%; in città ci sono una cinquantina di alberghi, una ventina a Klosters. Il range è ampio e va dai b&b agli hotel di lusso: 3 a Davos e uno a Klosters. Davos è aperta a tutti i target turistici: a fianco della stazione c’è il  Grisha - Das Hotel Davos, 4 stelle superior e 93 camere, noto per il design, l’offerta gastronomica e le tante proposte sportive. Ottima l’offerta per le famiglie con hotel dedicati, come l'hotel Sport a Klosters e l’hotel Waldhuus a Davos. Inoltre c’è una ricca tradizione gastronomica: «Abbiamo diversi ristoranti consigliati sulla Guida Michelin e anche con i cappelli della Guida Gault&Millau, oltre a un’ampia proposta internazionale - conclude Zala, raccontando anche della Premium Card -. 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