10 aprile 2017 15:44
La convenzione per far restare Ryanair a Trapani Birgi è scaduta a marzo e ancora non è stata rinnovata perché mancano i soldi per finanziarie l’intesa di co-marketing. Secondo quando ripreso dall’Ansa, un appello al Governo siciliano ad assegnare i fondi necessari subito è stato rivolto dall’assemblea dei sindaci trapanesi riunita a Castellammare. L’accordo con Ryanair, che cura la gran parte delle rotte da e per lo scalo trapanese, era garantito dal co-marketing che è scaduto lo scorso mese di marzo. La prosecuzione di questo rapporto per altri tre anni è affidata alla nuova intesa che le parti in causa hanno ampiamente dichiarato di volere raggiungere ma che deve essere ancora sottoscritta. In pratica, per far restare Ryanair, alla compagnia irlandese dovrebbero essere corrisposti oltre sei milioni di euro. L’Ars ha stanziato nel dicembre scorso 4 milioni per il potenziamento dello scalo aereo, gli altri due saranno conferiti dai comuni.
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[post_content] => Cbre Gi sta nuovamente puntando sul settore alberghiero. Secondo El Confidencial, la società di gestione patrimoniale starebbe negoziando l'acquisto di un portafoglio da Azora del valore di oltre 500 milioni di euro. Fonti consultate dal quotidiano economico indicano che l'accordo potrebbe essere finalizzato prima delle vacanze estive.
Il portafoglio oggetto della negoziazione fa parte di Azora European Hotel & Lodging, il fondo alberghiero lanciato da Azora nel 2021. Secondo quanto riportato da Hosteltur, gli asset rappresenterebbero circa un terzo del fondo e la loro valutazione si aggirerebbe tra i 500 e i 600 milioni di euro.
L'operazione si inserisce in un contesto di forte interesse da parte degli investitori per le strutture ricettive turistiche, soprattutto nei mercati dell'Europa meridionale, sostenuto dalla ripresa della domanda turistica, dal miglioramento dei ricavi alberghieri e dall'attrattiva delle destinazioni consolidate per i capitali istituzionali.
Per Cbre Gi, l'accordo segnerebbe una nuova tappa nel segmento alberghiero. Fino a settembre 2025, il fondo deteneva un portafoglio di nove hotel gestiti da Silken in Spagna, tra cui strutture a Siviglia, Madrid, Bilbao, San Sebastián, Santander, Tenerife, Valladolid e Ciudad Real. Questo portafoglio, composto da circa 1.350 camere, è stato venduto a Hotusa per circa 250 milioni di euro.
Il progetto di Azora
Azora, dal canto suo, aveva già anticipato la sua intenzione di procedere con la rotazione degli asset del fondo Aehl. Javier Arús, partner responsabile del settore Hospitality & Leisure presso la società di gestione patrimoniale, aveva spiegato all'inizio dell'anno che l'azienda stava lavorando alla dismissione del portafoglio con l'obiettivo di massimizzarne il valore e restituire capitale agli investitori.
Il portfolio internazionale di Azora comprende proprietà in Grecia (Sheraton Rhodes) e una forte presenza in Portogallo, in particolare in Algarve, con strutture come Vilalara Thalassa Resort, Tivoli Vilamoura, Tivoli Carvoeiro e Tivoli Alvor, oltre a The Lodge Hotel, la prima proprietà Autograph Collection a Porto. In Italia, possiede proprietà come Kalidria Hotel & Thalasso Spa, Alborea Ecolodge Resort, Serenusa Village, Sansicario Majestic, Is Serenas Badesi Village, Calaserena Village, Calanè Village e Valentino Village.
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Volare da Milano a Bangkok significa intraprendere uno dei viaggi intercontinentali più affascinanti che un passeggero italiano possa pianificare. La Thailandia e la sua frenetica capitale attirano ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo, e il nostro Paese non fa eccezione: l'Italia è tra le nazioni europee con il maggior numero di visitatori diretti verso il "Paese del Sorriso".
Per chi parte dal Nord Italia, lo scalo di riferimento è naturalmente Milano, con i suoi due grandi aeroporti internazionali. Ma quante ore di volo separano la Madonnina dai templi dorati di Bangkok? E quali rotte sono oggi disponibili? Questa guida risponde a tutte le domande essenziali per organizzare al meglio il proprio viaggio.
La distanza tra Milano e Bangkok: numeri e contesto
Prima di parlare di durata e compagnie aeree, è utile inquadrare geograficamente la tratta. Milano e Bangkok distano circa 9.019 chilometri in linea d'aria, una distanza che colloca questo collegamento nella categoria dei voli a lungo raggio.
La rotta percorre idealmente l'Europa orientale, il Medio Oriente o l'Asia centrale - a seconda del tracciato scelto dalla compagnia aerea - per poi scendere verso il Sud-Est asiatico, sorvolando la penisola indiana o il Golfo Persico prima di atterrare nella piana alluvionale della Chao Phraya, il fiume simbolo della capitale thailandese.
Questa distanza è determinante sia per la durata del volo sia per la struttura delle rotte: la maggior parte dei collegamenti prevede almeno uno scalo tecnico o commerciale, spesso nei grandi hub del Golfo Persico o in Asia.
Milano Bangkok: durata del volo diretto e con scalo
Il volo diretto: la soluzione più rapida
Chi cerca il modo più veloce per raggiungere Bangkok da Milano può contare su un'opzione di volo diretto, ovvero senza scalo intermedio. La durata del volo diretto Milano Bangkok si attesta mediamente attorno alle 10 ore e 50 minuti, un tempo che può variare leggermente in base alle correnti a getto e alle condizioni atmosferiche stagionali.
Il volo diretto è operato da Thai Airways International, la compagnia di bandiera tailandese, che collega settimanalmente Milano Malpensa con il Suvarnabhumi Airport di Bangkok con sette frequenze a settimana. L'orario tipico prevede la partenza nel primo pomeriggio da Malpensa e l'arrivo a Bangkok nelle prime ore del mattino del giorno successivo (il fuso orario di Bangkok è UTC+7, sei ore avanti rispetto all'Italia in ora solare).
Il volo diretto è la scelta ideale per chi vuole minimizzare i tempi di viaggio, evitare i disagi dei transit ed arrivare il più riposato possibile. Thai Airways opera sulla rotta con aeromobili di ultima generazione e offre classi Economy e Business Class.
Il volo con scalo via Istanbul: flessibilità e fascino del transito
La grande maggioranza dei voli Milano Bangkok disponibili sul mercato prevede uno scalo intermedio. La durata totale del viaggio dipende dalla destinazione dello scalo e dal tempo di transito, ma si colloca generalmente tra le 13 e le 18 ore (incluse le attese aeroportuali).
Tra le soluzioni con scalo, la rotta via Istanbul si distingue per qualità e convenienza. Turkish Airlines propone oltre 46 frequenze settimanali da Milano Malpensa verso Bangkok — un volume che garantisce una flessibilità di orario eccezionale — con scalo all'Istanbul Airport (IST), uno degli aeroporti più moderni e meglio organizzati d'Europa. Il primo segmento del viaggio, Milano Malpensa–Istanbul, ha una durata di circa 2 ore e 55 minuti, rendendo il transito agile e scorrevole.
Il vantaggio dello scalo a Istanbul è anche esperienziale: la città sul Bosforo è uno dei luoghi più affascinanti del mondo, crocevia millenario tra Europa e Asia. Chi sceglie questa rotta può valorizzare il transito anche con una sosta prolungata, scoprendo i mercati storici, la Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia prima di riprendere il volo verso la Thailandia.
Da Istanbul, il proseguimento verso Bangkok aggiunge circa 9–10 ore di volo, con arrivo al Suvarnabhumi Airport.
Per chi viaggia con scalo, questa combinazione - frequenze elevate, hub efficiente, servizio di bordo di qualità riconosciuta a livello internazionale e la possibilità di "spezzare" il lungo raggio con un'esperienza culturale unica - rende i voli Milano Bangkok con Turkish Airlines una delle proposte più complete del mercato.
Gli aeroporti di partenza da Milano
Milano Malpensa (MXP): il principale hub intercontinentale
L'Aeroporto Internazionale di Milano Malpensa è lo scalo di riferimento per i voli Milano Malpensa Bangkok e, più in generale, per tutte le destinazioni intercontinentali dalla Lombardia. Situato a circa 40 chilometri a nord-ovest del centro città, Malpensa dispone di due terminal: il Terminal 1, dedicato ai voli internazionali di medio e lungo raggio, e il Terminal 2, storicamente associato ai vettori low-cost.
Per raggiungere Malpensa dal centro di Milano è possibile utilizzare il Malpensa Express, il collegamento ferroviario diretto che in circa 30–40 minuti unisce la stazione di Milano Cadorna all'aeroporto. Sono disponibili anche autobus da Milano Centrale e taxi con tariffa fissa.
Milano Linate (LIN): il city airport per le connessioni europee
L'Aeroporto di Milano Linate si trova a soli 7 chilometri dal centro città ed è il più comodo da raggiungere per i residenti nel capoluogo lombardo. Non offre, tuttavia, voli diretti verso Bangkok o le destinazioni intercontinentali dell'Estremo Oriente. La sua funzione nel contesto dei voli Milano Bangkok è quella di aeroporto di raccolta: i passeggeri possono decollare da Linate verso hub europei — Francoforte, Monaco, Parigi — e proseguire con una coincidenza verso la Thailandia in un'unica prenotazione. Compagnie come Lufthansa e Air France operano questa tipologia di itinerario.
Quale compagnia scegliere per i voli Milano Bangkok?
La scelta del vettore dipende da tre variabili principali: budget, tempo di viaggio e qualità dell'esperienza desiderata.
Turkish Airlines si distingue come una delle opzioni più complete e versatili per chi cerca i voli Milano Bangkok. Con oltre 46 frequenze settimanali da Malpensa verso Bangkok - il volume più alto tra i vettori con scalo - la compagnia turca offre una flessibilità di orario eccezionale, tariffe regolarmente competitive e un servizio di bordo riconosciuto a livello internazionale.
Lo scalo a Istanbul, effettuato all'Istanbul Airport (IST), è uno dei transiti più scorrevoli d'Europa: l'aeroporto è moderno, ben segnalato e gestisce le coincidenze in modo efficiente. Per i viaggiatori che apprezzano l'idea di "spezzare" il lungo raggio con un breve passaggio in una città di straordinario fascino, la rotta via Istanbul rappresenta un valore aggiunto difficile da eguagliare. È possibile consultare le offerte e prenotare direttamente sul sito ufficiale della compagnia.
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Rossella Amato vanta oltre 15 anni di esperienza nelle aree della comunicazione aziendale, delle media relation, della gestione della reputazione e delle relazioni con gli stakeholder. Prima di entrare in Ryanair ha ricoperto il ruolo di senior lead, global corporate communication & internal engagement presso Avolta/Autogrill, guidando le attività di comunicazione corporate e reputazione nell'area Emea.
In precedenza ha maturato esperienze in Assolombarda e Ferrero, oltre che in agenzie di comunicazione dove ha seguito brand internazionali come Facebook, Microsoft, Hp e Discovery Italia.
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Chi visita Creta per la prima volta tende a concentrarsi sull’entroterra, con i siti minoici, i borghi, la tavola. L’offerta balneare, però, è altrettanto ricca e variegata: dalle lagune turchesi dell’ovest alle baie più selvagge del sud, è capace di soddisfare target molto diversi tra loro - dalle famiglie alle coppie, dal turismo attivo al segmento lusso.
Una varietà che merita di essere inclusa nella programmazione estiva 2026, soprattutto per il comodo collegamento dall’Italia. Infatti, easyJet collega entrambi gli scali dell’isola - Heraklion e Chania - a Milano Malpensa con fino a due voli quotidiani nel picco estivo, e a Napoli su Heraklion fino a tre volte a settimana a luglio e agosto.
Per le coste più interessanti è indispensabile l’auto — Heraklion è il gateway naturale, ma l’isola è estesa e la logistica dello spostamento può diventare l’occasione per costruire itinerari on the road più articolati. Nei dintorni del capoluogo si trovano già diverse opzioni: Agia Pelagia, Ammoudara, Malia e Limen Chersonisou sono tra le più frequentate, mentre Matala conserva un’atmosfera unica nel suo genere. Nella stessa area si trova Bali, piccola baia raccolta con ristoranti affacciati sul mare dove assaggiare la cucina locale.
Verso ovest, nella regione di Rethymno, il paesaggio costiero si apre su alcune tra le spiagge più lunghe dell’isola - Episkopi e Petres su tutte - alternate a calette più insolite come Preveli, celebre per il palmeto che incontra il mare attraverso un fiume, Triopetra, Agios Pavlos e Fragkokastello.
La regione di Chania custodisce le spiagge più iconiche: Balos, raggiungibile in barca o via sterrato panoramico, è una laguna turchese tra le più fotografate del Mediterraneo. Elafonissi, con la sua sabbia rosata e le acque basse ideali per le famiglie, e Falassarna, molto apprezzata dai windsurfer, completano un’offerta che da sola giustifica la scelta della destinazione nell’estate 2026.
A est, Lasithi propone un litorale più autentico: Elounda, affacciata sul golfo con vista sull’isola di Spinalonga, è la meta naturale per il segmento lusso; Vai sorprende con l’unica foresta di palme autoctone d’Europa. Per chi cerca esperienze fuori dai circuiti ordinari, le isole minori raggiungibili in giornata completano il quadro: Gavdos, punto più meridionale d’Europa, e Chrysi, area Natura 2000 con fondali cristallini e cedri che arrivano fino alla riva.
Quattro regioni, centinaia di chilometri di costa, target diversi: la Creta balneare è un prodotto articolato che vale la pena raccontare al cliente con la stessa profondità riservata all’offerta culturale.
(Micòl Rossi)
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[post_content] => Olm Nature Escape, eco aparthotel tra le vette di Caminata di Tures, è nato da un'idea radicale: costruire con la natura. Un cerchio di vetro e legno di larice accolto in Valle Aurina come se ne fosse sempre stato parte, immerso in quella che viene chiamata “la valle dalle mille possibilità” per la sua straordinaria varietà paesaggistica e le sue 80 vette che superano i 3 mila metri.
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La struttura
41 ApartSuite costruite secondo i principi della bioarchitettura ospitano chi cerca un rifugio diverso dal solito. Il legno di larice ricopre superfici e pavimenti, mentre materiali naturali creano atmosfere calde e avvolgenti. Venticinque ApartSuite dispongono di sauna finlandese privata. Al centro della struttura circolare, un laghetto naturale impreziosisce un giardino lasciato volutamente selvaggio. L’Eco Spa offre piscina interna ed esterna collegate.
Il ristorante Prenn°, guidato dallo chef Berni Aichner, segue la filosofia slow food del “buono, pulito e giusto” reinterpretando la tradizione altoatesina con creatività contemporanea. Olm propone un concetto gastronomico diverso dal solito, per sperimentare la libertà in cucina in tutte le sue sfaccettature: si può cenare al ristorante Prenn°, mangiare nella propria apart-suite cucinando nella kitchenette (c’è anche un piccolo shop con prodotti di alta qualità), o scoprire i tanti e ottimi ristoranti e rifugi nei dintorni. A colazione, compresa nel soggiorno, prodotti locali e regionali ad alto contenuto biologico. A cena si alternano esclusive serate solo su prenotazione con diverse formule.
Nel 2026 Olm Nature Escape si è fregiato del titolo “Hotel dell'anno 2026 in Alto Adige”, conferito dalla guida Gault Millau. Un riconoscimento che premia soprattutto la visione innovativa che permea ogni aspetto della struttura. Il premio celebra un approccio all'ospitalità che segue i ritmi della natura. A suggellare questa filosofia è arrivato anche l'ingresso nei Vitalpina Hotels Alto Adige, il circuito delle strutture certificate che promuovono benessere autentico attraverso movimento, alimentazione consapevole e tutela dell’ambiente.
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[post_content] => E' stato presentato il nuovo volo charter diretto che collegherà l'aeroporto di Vilnius a quello di Grosseto, frutto di un accordo programmatico biennale sottoscritto dallo stesso aeroporto di Grosseto e volto a consolidare i flussi turistici per le stagioni 2026 e 2027.
L'obiettivo di Toscana Promozione Turistica è ampliare i mercati di interesse per l’incoming toscano. In particolare, le Repubbliche Baltiche, insieme a Polonia e Repubblica Ceca, risultano tra i paesi con capacità di spesa in crescita e con un interesse sempre maggiore verso l’Italia e la Toscana.
Nella fase iniziale dell'iniziativa sono stati coinvolti i principali attori del comparto turistico e della comunicazione lituana, circa 25 tour operator e agenzie di viaggio selezionati, chiamati a valutare l’inserimento della destinazione nei propri cataloghi.
I collegamenti diretti stagionali verso lo scalo grossetano saranno operati con frequenza settimanale tra settembre e ottobre. Una scelta strategica che punta a intercettare una domanda orientata al turismo lento, esperienziale e alla scoperta del territorio fuori dai periodi di massima affluenza. Lo scalo di Grosseto, grazie alla sua posizione, consente inoltre di raggiungere in pochi minuti le principali località costiere e i borghi della Maremma.
La promozione della costa toscana si fonda su una partnership commerciale con Tez Tour, leader del mercato turistico lituano. Nel 2026 il segmento Italia dell’operatore ha registrato una crescita del 75% rispetto al 2024, arrivando a rappresentare il 64% dei viaggiatori previsti. L’offerta dedicata alla Toscana del Sud sarà costruita attraverso pacchetti completi, accompagnati da assistenza e guide in lingua lituana.
«L’apertura del collegamento diretto tra Vilnius e Grosseto – spiega l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras – rappresenta un risultato importante per la strategia di internazionalizzazione del turismo toscano e, in particolare, per la valorizzazione della Maremma. Stiamo investendo con determinazione nell’apertura di nuovi mercati che mostrano crescente interesse verso la Toscana e una significativa capacità di spesa. Le Repubbliche Baltiche rientrano pienamente in questa prospettiva. Questo volo non è soltanto un collegamento aereo, ma uno strumento concreto per generare nuovi flussi turistici qualificati, sostenere la destagionalizzazione e rafforzare la competitività della nostra offerta. La Maremma ha tutte le caratteristiche che il viaggiatore contemporaneo ricerca: autenticità, qualità ambientale, eccellenze enogastronomiche, borghi, mare e paesaggi unici».
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[post_content] => Aruba porta i Caraibi in tour in Italia e rafforza il dialogo con il trade italiano.
Aruba Tourism Authority ha riunito tour operator, media specializzati e partner dell’isola in diversi appuntamenti dedicati alla destinazione, nell’ambito del progetto 'Aruba Loves You Back'.
Il format ha puntato su un approccio immersivo, pensato per far vivere l’atmosfera della One Happy Island prima ancora di raccontarla. All’appuntamento romano erano presenti Amsterdam Manor Beach Resort, Bucuti & Tara Beach Resort, Courtyard by Marriott & De Palm Tours, Divi & Tamarijn e Divi Resorts, Hilton Aruba Caribbean Resort & The Westerly e Manchebo Beach Resort & Spa, coinvolti in momenti di formazione individuale, condivisione di materiali, aggiornamenti e novità.
L’iniziativa si inserisce in una fase di evoluzione del posizionamento dell’isola, sempre più orientata verso un turismo di qualità, attento all’esperienza del visitatore, alla tutela dell’ambiente e al benessere della comunità locale. A sostegno di questa visione anche il rebranding della campagna Feel The Aruba Effect, oggi declinata nel messaggio Ama Aruba e lei ti ricambierà, affiancata dalla Promessa per Aruba, che invita gli ospiti a rispettare natura, fauna e patrimonio dell’isola.
«Il mercato italiano continua ad avere un grande potenziale per Aruba, soprattutto perché il viaggiatore cerca esperienze autentiche, contatto con il territorio e una vacanza costruita con attenzione - spiega Cecilia Rignanese, marketing e digital specialist per l’Isola di Aruba -. Per questo il ruolo di agenzie di viaggio e tour operator resta centrale: il trade non è solo un canale di vendita, ma un partner strategico per raccontare l’isola nella sua evoluzione, tra nuova ospitalità, sostenibilità, cultura locale e attenzione alla comunità».
Il peso della distribuzione organizzata è confermato dai dati: il 48,8% delle prenotazioni passa da agenzie di viaggio e tour operator, il 20,5% dai canali diretti di hotel e compagnie aeree, il 26,2% da altri siti web e il 4,5% risulta non specificato. Klm si conferma il principale vettore dagli arrivi italiani, con una quota del 28% via Amsterdam, seguita da American Airlines, Delta, United, JetBlue, Latam e Avianca.
Lombardia, Campania e Lazio guidano la classifica delle regioni italiane per numero di arrivi. Agosto e settembre concentrano il 51% dei flussi, con il solo agosto al 33%. La permanenza media è di 7,6 giorni e la fascia più rappresentata è quella tra i 30 e i 39 anni.
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[post_content] => Valtur amplia il raggio d'azione su Zanzibar e introduce il Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort, una struttura nota e storicamente apprezzata dal mercato italiano.
Dal punto di vista commerciale, questa operazione consente al gruppo Nicolaus di completare la proposta sulla destinazione, garantendo alla rete agenziale un’offerta estremamente flessibile e diversificata. La programmazione su Zanzibar si struttura così attraverso una segmentazione chiara, potendo contare su due linee a marchio Valtur dedicate a differenti stili di vacanza e poteri d’acquisto: da un lato, con il Valtur Zanzibar The Mora Resort, la proposta della linea Escape, orientata a un'esperienza upper upscale, e dall'altro la new entry Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort per una proposta Valtur Resort dall’ottimo rapporto qualità-prezzo in un punto mare spettacolare. Ai due Valtur, a completamento di programmazione, si affianca una selezione di resort generalisti.
«Questo investimento risponde alla nostra volontà di mettere a disposizione delle agenzie di viaggi un prodotto ad altissima conversione commerciale su una delle mete più richieste dell'oceano Indiano. Portare il nostro format in una struttura di questo rilievo significa offrire al mercato non solo una garanzia di eccellente standard qualitativo, ma anche un modello di prodotto solido, capace di generare valore immediato per tutta la filiera distributiva», commenta Isabella Candelori, direttore commerciale trade Italia.
Il resort
Situato su uno dei tratti di costa più belli e rinomati dell'isola, il resort si sviluppa fronte mare in un contesto naturalistico di valore, immerso in rigogliosi giardini tropicali impreziositi da palme ad alto fusto. L'architettura della struttura, composta da bassi edifici ed eleganti bungalow integrati nel verde, fonde le tonalità calde tipiche della tradizione locale nelle aree comuni con ambienti più tenui e rilassanti dedicati al riposo. 238 le camere, suddivise tra le tipologie Classic Garden View; African Garden View, impreziosite da arredi in stile locale; Deluxe, con vista panoramica sulla piscina di acqua salata o sull'oceano; Family Suite Pool View, concepite per i nuclei familiari. L'affaccio diretto su una spiaggia di sabbia completa la cornice naturale del resort.
L'introduzione del format Valtur si riflette nei servizi e in una proposta gastronomica particolarmente curata e diversificata. La completezza del format Valtur è supportata dalla ricchezza delle dotazioni che conta un miniclub per i più piccoli, un teatro per l'intrattenimento serale, tre piscine (di cui una con acqua di mare) e impianti sportivi dedicati al tennis, al beach volley e al fitness.
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[post_content] => Scendendo dal Trenino dell’Albula alla stazione di Bergün si raggiunge un’altra unicità della tratta che attraversa il verde territorio dei Grigioni: il Kurhaus Hotel Bergün.
Un hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».
Anno 1906
«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».
«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».
(Chiara Ambrosioni)
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Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».\r\nAnno 1906\r\n«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».\r\n\r\n«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"517156,517163,517165\"]","post_title":"Svizzera: un viaggio nel tempo al Kurhaus Hotel Bergün","post_date":"2026-06-22T13:16:53+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1782134213000]}]}}