13 May 2026

Taramelli, D-Link: «Albergatori, il wifi non è un dovere, è un servizio»

D-link«Il principale scoglio che riscontriamo nell’approccio con gli albergatori è che vedono il wifi come un dovere, magari per ottenere una stella in più e non come un servizio da offrire ai clienti». Alessandro Taramelli, country manager di D-Link, società di rilievo internazionale come fornitore di servizi e tecnologie, riassume così le difficoltà nel relazionarsi con l’hotellerie. Difficoltà che però, non vedono l’Italia come un caso isolato. «L’Italia, come sappiamo è molto variegata e poi c’è una grande territorialità – osserva Riccardo Cerioni, business development manager -, spesso l’albergo è in mano all’elettricista di fiducia». Fenomeni che per il management di D- Link Mediterraneo, che cura anche il mercato greco e maltese, sono diffusi. «Non trovo grandissime differenza tra l’Italia e gli altri mercati europei – prosegue Taramelli -, anche parlando con i miei corrispettivi in altri Paesi il pensiero è sempre lo stesso: il cliente finale è poco soddisfatto. Il solo punto da capire è che un investimento più importante a livello iniziale, mette al riparo da queste insoddisfazioni e da costi aggiuntivi futuri». Molto spesso infatti i servizi wifi negli hotel non sono all’altezza, non riescono a garantire la copertura o peggio ancora la sicurezza necessaria. «Abbiamo tre livelli di servizio, il primo pensato per i piccoli alberghi, con una serie di access point gestiti da nickname e password – precisa Cerioni -, un secondo che in più ha un controller e un terzo, dedicato a grandi alberghi o grandi azienda con in più un controllo software dall’esterno, tutti con tecnologia incloud».

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