26 June 2026

Ryanair si scaglia contro lo sciopero dei controllori di volo italiani

Ryanair

Ryanair

Ryanair torna a condannare gli scioperi dei controllori di volo, questa volta in Italia: «A causa di uno sciopero dei controllori del traffico aereo italiani – spiega una nota ufficiale della low cost – ci rammarichiamo di dover cancellare 108 voli da/per e all’interno dell’Italia domani (sabato, 9 aprile). Tutti i clienti coinvolti sono stati contattati via email e sms e avvertiti delle opzioni a loro disposizione: il pieno rimborso, la riprenotazione sul prossimo volo disponibile o su una rotta alternativa. Ci scusiamo sinceramente con tutti i clienti colpiti da queste immotivate azioni di sciopero – la quinta di questo tipo nelle ultime tre settimane – da parte dei sindacati dei controllori del traffico aereo che stanno tenendo in ostaggio i consumatori europei. Facciamo appello al Governo italiano e alla Commissione europea affinché prendano misure per impedire qualsiasi altra interruzione del servizio da parte dei controllori di volo. Incoraggiamo tutti i clienti a sottoscrivere la nostra petizione online, “Mantieni Aperti i Cieli d’Europa” che presenteremo alla Commissione e al Parlamento europeo per forzarli a prendere finalmente misure volte a proteggere i clienti da questi ingiustificati disservizi causati dagli scioperi dei controllori del traffico aereo». Ryanair segnala che tutte le informazioni riguardo alle cancellazioni sono consultabili anche online sul sito della compagnia.

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Il Regolamento europeo 261/2004 prevede infatti che, se un volo viene cancellato con meno di 14 giorni di preavviso o accumula un ritardo dell’aereo superiore alle 3 ore (quando non ci sono circostanze eccezionali), i passeggeri possano ottenere il rimborso del biglietto aereo e una compensazione economica tra 250 e 600 euro.\r\nTreni\r\nPer il momento a luglio è stata annunciata una sola mobilitazione nel settore ferroviario. Sarà a Palermo, nella giornata di martedì 7 luglio: a scioperare sarà il personale della società Rfi Doit per 8 ore, dalle 9 alle 17.\r\n\r\nNei giorni di scioperi, alcuni servizi essenziali verranno comunque garantiti. Come previsto dalle normative vigenti, Trenitalia ha già rilasciato la sua lista dei treni sempre garantiti in caso di sciopero. 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La ricerca presentata dal Dipartimento della funzione pubblica al Forum PA 2026 mette nero su bianco il peso economico degli adempimenti: 826 milioni di euro l’anno su 228.552 micro e piccole imprese fino a 49 addetti, alberghiere ed extra-alberghiere”. Così Nicola Scolamacchia, presidente di Assohotel Confesercenti.\r\n\r\nIl costo amministrativo si divide tra 606 milioni (73%) per consulenti esterni e 219,5 milioni (27%) per il personale interno, il cui lavoro assorbe oltre 1 milione di giornate l’anno.\r\n\r\n“Gli oneri più preoccupanti sono proprio il tempo e le competenze richiesti agli imprenditori e manager del turismo per gestire gli adempimenti”, osserva Scolamacchia, \"tempo sottratto alla sviluppo delle proprie attività economiche\". L’impatto economico medio annuo per impresa è di 3.613 euro, con un massimo teorico di 14.321 euro nel caso di tutti gli adempimenti mappati.\r\n\r\nLa rilevazione ne censisce 41 e possono erodere significativamente i margini di impresa, scoraggiando nuovi investimenti ed il miglioramento continuo dei servizi offerti. In particolare, la ricerca conferma che proprio le imprese più piccole sono proporzionalmente impattate in maniera più gravosa.\r\nVoci onerose\r\nTra le voci più onerose per il sistema, il presidente segnala la comunicazione delle generalità degli ospiti, quella dei movimenti turistici a fini statistici, l’accesso agli incentivi e la gestione del lavoro stagionale: costi che derivano da attività frequenti e ripetitive più che da procedure complesse. I primi cinque adempimenti più costosi per singola azienda sono la Scia antincendio (1.792 euro), la dichiarazione dei redditi più Irap (1.473 euro), la sicurezza sul lavoro – Duvri (810 euro), le comunicazioni Iva (711 euro) e il Nulla osta piscine (699 euro).\r\n\r\n“Il problema non è il singolo adempimento complesso, ma la somma di numerosi obblighi, gestiti da interlocutori diversi (ministeri nazionali, agenzie per lo sviluppo, regioni, comuni, camere di commercio) la cui digitalizzazione ha spesso generato sistemi informatici frammentati e disallineati. A questo si aggiunge un quadro normativo in costante evoluzione, per cui spesso il ricorso a consulenti esterni è necessario non solo per adempiere, ma anche per la paura di dimenticare qualcosa e subirne le conseguenze”, conclude Scolamacchia.\r\n\r\n“Accogliamo perciò con favore la volontà del Dipartimento della funzione pubblica di avviare una collaborazione con le associazioni di settore. 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