7 febbraio 2010 16:23
Gattinoni Travel Network entra in Coin (7-10 febbraio) per conquistare le coppie in cerca di idee per la luna di miele. La rete di agenzie di viaggi, infatti, sarà presente nello storico store di piazza 5 Giornate a Milano, in occasione dell’evento New Wedding Experience, in programma fino al 15 febbraio da Matrimoni d’Autore e Chérie Sposa. Durante l’evento, organizzato in occasione dell’uscita del film “Scusa ma ti voglio sposare”, i consulenti di viaggio delle agenzie Gattinoni consiglieranno le coppie di sposi, e non solo, sulle mete per la luna di miele o sulle prossime vacanze. Gattinoni Travel Network sarà presente con due partner, Msc Crociere e Hotelplan Italia, che per l’occasione hanno lanciato una campagna ad hoc per tutti i clienti del network.
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Il parlamento europeo ha dato il via libera alla nuova regolamentazione sui pacchetti turistici. Le nuove regole definitivamente approvate dovrebbero rendere più semplice capire quali combinazioni di servizi di viaggio costituiscono un pacchetto. Questo dipenderà innanzitutto dal momento e dalle modalità con cui il pacchetto viene prenotato.
A titolo di esempio, come si legge su European Parliament, nel caso di un acquisto online in cui processi di prenotazione collegati consentono di combinare servizi offerti da operatori diversi, questi saranno considerati un pacchetto se il primo operatore trasmette i dati personali del viaggiatore agli altri operatori e il contratto per tutti i servizi è concluso entro 24 ore.
Se l’organizzatore del viaggio invita il cliente a prenotare servizi aggiuntivi, il cliente dovrà essere informato se tali servizi non costituiscono un "pacchetto" insieme a quelli già prenotati.
La direttiva pacchetti prevede che i consumatori abbiano il diritto di rifiutare un voucher e richiedere invece un rimborso entro 14 giorni. I voucher potranno avere una validità massima di 12 mesi e i clienti dovranno essere rimborsati per eventuali voucher scaduti e non utilizzati, in tutto o in parte. Le aziende non potranno limitare la scelta dei servizi di viaggio per i titolari di voucher.
L'annullamento
Secondo le norme attuali, i clienti possono annullare i propri piani di viaggio senza penali se nel luogo di destinazione si verificano circostanze inevitabili e straordinarie. Questa possibilità sarà ora estesa, grazie alla nuova direttiva pacchetti, anche a eventi inevitabili e straordinari che si verifichino nel luogo di partenza o che possano incidere in modo significativo sul viaggio. La valutazione sulla gravità delle circostanze sarà effettuata caso per caso. Anche le raccomandazioni ufficiali di viaggio potranno costituire un’indicazione in tal senso.
Quando riceveranno un reclamo relativo a un servizio, gli organizzatori di viaggi dovranno confermare la ricezione entro 7 giorni e fornire una risposta motivata entro 60 giorni. In caso di fallimento dell’organizzatore del viaggio, i clienti dovranno essere rimborsati per i servizi cancellati, attraverso la garanzia, in caso di insolvenza entro 6 mesi (9 mesi per fallimenti molto complessi). Resta invariato il termine standard di 14 giorni per i rimborsi in caso di cancellazione del viaggio.
Dopo il voto, il relatore Alex Agius Saliba ha dichiarato: «Queste norme aggiornate proteggeranno i consumatori quando qualcosa va storto con il loro pacchetto turistico. In caso di circostanze straordinarie che incidano su qualsiasi parte del viaggio, i viaggiatori potranno cancellare la prenotazione con un rimborso completo. L’accettazione dei voucher da parte dei consumatori resterà volontaria e potranno invece chiedere la restituzione del denaro. Le compagnie di viaggio avranno l’obbligo di rispondere ai reclami entro 60 giorni e una solida protezione in caso di insolvenza garantirà che, quando si verifica un fallimento, la perdita finanziaria non ricada sulle famiglie».
Il consiglio dovrà ora adottare formalmente la normativa. Il testo sarà poi pubblicato nella Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore. I paesi dell’Ue avranno 28 mesi dalla data di entrata in vigore per recepire le nuove norme nel diritto nazionale e ulteriori 6 mesi per iniziare ad applicare le nuove disposizioni.
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[post_content] => L'aeroporto di Dubai è tornato parzialmente operativo questa mattina, dopo che nella notte era stato chiuso in seguito ai danni provocati ad un serbatoio di carburante nei pressi dello scalo, colpito da un drone lanciato dall'Iran.
La Dubai Civil Aviation Authority ha quindi provvisoriamente sospeso i voli «come misura precauzionale per garantire la sicurezza di tutti i passeggeri e di tutti gli staff». L'incendio provocato dal drone è stato domato e non risultano feriti.
Alle 7 di questa mattina (10.00, ora locale di Dubai), Dubai Airports ha confermato «la graduale ripresa di alcuni voli da e per l'aeroporto internazionale di Dubai verso destinazioni selezionate, a seguito della sospensione temporanea attuata come misura precauzionale. Si consiglia ai passeggeri di rivolgersi alle proprie compagnie aeree per gli ultimi aggiornamenti sui propri voli».
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[post_content] => Korean Air tornerà a detenere il totale controllo delle proprie attività di ristorazione a bordo e di vendita al dettaglio di articoli duty-free, grazie all'acquisizione dell'80% restante delle quote di Korean Air C&D Service da Hahn & Company.
L'operazione, che prevede l'acquisizione di 5.010.343 azioni per un valore stimato di 750 miliardi di won, è stata approvata dal Consiglio di amministrazione della compagnia aerea lo scorso 12 marzo. Una volta finalizzato l'accordo, Korean Air C&D Service opererà come società controllata al 100%.
Il ritorno in casa di questi servizi essenziali mira "a garantire una fornitura stabile di pasti a bordo e a rafforzare la competitività complessiva del servizio in vista del prossimo lancio della compagnia aerea integrata - spiega una nota del vettore -. Inoltre, Korean Air prevede di lanciare un'offerta duty-free a bordo aggiornata per migliorare ulteriormente l'esperienza dei passeggeri".
La compagnia sud-coreana aveva ceduto nel 2020 l'80% delle quote della propria attività di ristorazione a bordo e duty-free a Hahn & Company per garantirsi maggiore liquidità durante la pandemia, mantenendo una quota del 20%.
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Il nuovo design si distingue perché gli utenti visualizzeranno una mappa 3D che utilizza le informazioni di street view per creare una rappresentazione più realistica dell’ambiente circostante. La nuove mappe, come si legge sul Sole 24Ore, un aspetto migliore rispetto alle precedenti, evidenziando elementi significativi come corsie, attraversamenti pedonali, semafori e segnali di stop.
I dettagli dell'aggiornamento
La guida vocale sarà più naturale e saranno predisposti zoom intelligenti oltre ad edifici trasparenti che consentiranno di visualizzare, in anteprima, il percorso successivo, incluse svolte complesse e cambi di corsia.
Il nuovo Google Maps offre più di cinque milioni di aggiornamenti sul traffico al secondo, il che significa che è sempre alla ricerca di soluzioni per offrire il percorso migliore possibile. L’ultima versione di Maps mostrerà anche percorsi alternativi.
Inoltre, gli utenti potranno visualizzare le immagini di Street View e ricevere consigli su dove parcheggiare.
La navigazione immersiva debutta, almeno per il momento, soltanto negli Stati Uniti, ma si diffonderà in breve tempo anche ai dispositivi Android e iOS.
Ask Maps
L’altro grande aggiornamento è l’introduzione di Ask Maps, basato sull’intelligenza artificiale di Gemini. Gli utenti potranno porre domande e ottenere delle risposte anche complesse su destinazioni, luoghi da visitare e ristoranti. Ask Maps potrà essere utilizzato per pianificare vacanze di più giorni. Fornirà anche immagini e informazioni sul percorso, come i pedaggi. Maps potrà persino suggerire come evitare alcuni parcheggi pieni.
Ask Maps riconoscerà l'utente, grazie alle ricerche precedenti su Google Maps e ai luoghi salvati. E aiuterà a personalizzare i consigli in base a ciò che piace o ti interessa. E' inoltre possibile prenotare dall’app e condividere i dettagli con gli amici.
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[post_content] => British Airways, nel suo più recente aggiornamento dell'operativo, comunica di aver cancellato “sino alla fine del mese” (marzo, ndr) tutti i voli da e per Amman, Bahrain, Doha, Dubai e Tel Aviv mentre i collegamenti da e per Abu Dhabi vengono sospesi fino a data da destinarsi, "più avanti, nel corso dell'anno".
La compagnia aerea britannica, che ha operato una serie di voli di rimpatrio a supporto dei passeggeri bloccati nell'area mediorientale - gli ultimi quelli previsti da Muscat a Londra Heathrow per l'11 e il 12 marzo - spiega che le rotte "saranno sospese a causa della ridotta domanda” mentre “si terrà sotto costante controllo la situazione”.
“Siamo in contatto con i clienti che riteniamo siano ancora negli Emirati Arabi Uniti per fornire loro assistenza e offrire opzioni di viaggio verso il Regno Unito. Chiediamo ai clienti che hanno preso accordi alternativi di comunicarcelo”.
Nel frattempo, Dubai Airports ha confermato che, dopo una breve chiusura dello spazio aereo avvenuta nella giornata di oggi (mercoledì), le operazioni all'aeroporto internazionale di Dubai sono riprese e lo scalo è aperto e operativo. "Dubai Airports sta lavorando a stretto contatto con le compagnie aeree e le autorità competenti per garantire il regolare svolgimento delle operazioni. Si consiglia ai clienti di verificare con la propria compagnia aerea gli ultimi aggiornamenti relativi ai loro voli".
Emirates continua a operare con un programma di voli ridotto da Dubai, affermando che “continua a monitorare la situazione” e che “adeguerà il proprio programma operativo di conseguenza”.
Anche Etihad Airways sta effettuando voli limitati da Abu Dhabi fino al 19 marzo, compresi due voli per Heathrow oggi (mercoledì) e uno giovedì.
Qatar Airways intende servire domani 15 destinazioni, come previsto dal programma voli ridotto da Doha, mentre si prepara al ritorno in sicurezza delle sue normali operazioni.
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Si aggrava la situazione per le agenzie di viaggio italiane a causa della chiusura degli spazi aerei e dell'instabilità geopolitica nell'area mediorientale. Un’indagine condotta dall’Osservatorio Fiavet Confcommercio tra i suoi associati delinea una paralisi operativa diffusa e un danno economico rilevante non solo nell’attualità, ma anche nell’immediato futuro. Il dato che emerge in modo inequivocabile è che il 65% delle agenzie sta gestendo un volume di crisi che supera le 16 pratiche per singola unità operativa, con un terzo del campione totale (33%) che si trova a gestire volumi critici superiori alle 30 pratiche.
Questo conferma che non si tratta di un'emergenza isolata, ma di un problema diffuso che coinvolge la maggioranza delle agenzie di viaggio associate.
La stima della perdita di fatturato diretta legata a questa crisi nell'ultima settimana si attesta su una media di 38.800 euro per agenzia, con un 48% del campione che dichiara perdite superiori a 50.000 euro (Fascia 5.000€ - 20.000€: 18% del campione, Fascia 20.001€ - 50.000€: 34% del campione).
Destinazioni in difficoltà
Attualmente le destinazioni che registrano le maggiori difficoltà operative sono gli Emirati Arabi con il 92% di criticità rilevate in agenzia di viaggio, un numero che non riguarda solo la destinazione in sé, ma l'intero sistema di smistamento del traffico aereo verso il lungo raggio (Asia, Oceania, Oceano Indiano). Segue nella classifica dei Paesi in difficoltà operative il Qatar: l'88% conferma che è il secondo hub colpito da queste problematiche, rafforzando la tesi che l'emergenza sia di natura infrastrutturale (aerea) prima ancora che geopolitica locale.
Tutto questo ha un impatto importante sulle prenotazioni e sulle proiezioni economiche come conferma la totalità del campione di agenti di viaggio .
Lungo raggio
Per le destinazioni di lungo raggio (es. Cina, Thailandia, Maldive, India, Australia), si registra un 38% di cancellazioni secche e un 45% di pratiche in "stand-by". Dunque quasi quattro viaggiatori su dieci hanno deciso di annullare completamente la prenotazione. Il motivo principale non è solo il timore geopolitico, ma l'impossibilità oggettiva di accettare itinerari con tempi di percorrenza eccessivi (per la riduzione ulteriore degli spazi aerei o scali incerti). Tuttavia la percentuale più ampia (45%) è quella dei viaggiatori che avrebbero dovuto confermare il viaggio per marzo e hanno deciso di congelare la pratica, in attesa che la situazione degli spazi aerei si stabilizzi e questo rappresenta il danno più grave per il fatturato del futuro a breve termine.
Attualmente la stima della perdita di fatturato totale per il comparto, limitatamente alle sole mancate prenotazioni per il periodo di Pasqua e primavera, ammonta a oltre 222 milioni di euro, con una proiezione media di 33.650 euro per singola agenzia (ad oggi) in considerazione anche del fatto che solo il 17% dei viaggiatori ha accettato di modificare l'itinerario verso mete diverse da quelle prenotate.
Destinazioni percepite a rischio
Vi sono poi da aggiungere, se proseguirà oltre questa situazione, le destinazioni percepite a rischio da alcuni viaggiatori. Qualche problema si sta rilevando con gli Usa: il 75% delle agenzie segnala incertezze, ma attenzione alle diverse motivazioni: gli italiani esitano a prenotare perché temono cambiamenti di procedure di ingresso (visto, ESTA, controlli rigidi) il 15%, invece, è preoccupato per l’instabilità sociale, e il 40% dei clienti è in fase di attesa, non annulla e non conferma il viaggio negli Stati Uniti.
Grave la situazione riguardante i rimborsi per le agenzie di viaggio italiane. Le compagnie assicurative stanno negando il rimborso nell'85% dei casi appellandosi alle clausole sugli "atti bellici". Solo il 10% accoglie richieste di rimborso in casi specifici, e il 5% è in fase di valutazione. Si lasciano così le agenzie di viaggi abbandonate a sé stesse a dover gestire l'onere economico e la relazione con il cliente insoddisfatto.
Biglietteria aerea
Per l’estate si temono ripercussioni anche sui costi della biglietteria aerea per l’aumento del prezzo del greggio. Secondo il 62% degli agenti di viaggio questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti.
Purtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. Il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnalano il blocco totale da questi mercati (in questo momento), e arrivano, per il 32% di queste imprese, anche le prime cancellazioni di eventi e matrimoni che sono le principali motivazioni che spingono alcuni di questi turisti a venire in Italia e investire molto per i loro soggiorni.
Intervento istituzionale
Fiavet Confcommercio ci tiene infine a sottolineare l’importanza, in queste situazioni, dell’iscrizione al portale “Viaggiare Sicuri” prima della partenza. Purtroppo il 55% dei clienti che si trovavano nell’area si è iscritto solo al momento della crisi. Attualmente solo il 31% dei viaggiatori provvede alla registrazione prima di mettersi in viaggio su consiglio del proprio agente di viaggio, e sono quelli che in queste situazioni hanno maggiore possibilità di essere contattati subito e aiutati.
“In questo quadro quasi tutti i nostri associati stanno richiedendo a gran voce un intervento istituzionale prima che la sia troppo tardi - afferma Luana De Angelis, vice presidente vicario f.f. di Fiavet Confcommercio – abbiamo dato vita a questa ricerca istantanea proprio per cercare di capire quanto stiamo perdendo e quando potremmo perdere in futuro, e se si possono trovare soluzioni a un rischio di default che si sta concretizzando per le nostre PMI”.
“Se si protrae la crisi potrebbe esserci una necessità di ristori economici, sicuramente sarebbe ideale una sospensione degli obblighi fiscali, con moratorie su scadenze tributarie o contributive per le agenzie maggiormente esposte” conclude la vice presidente Fiavet Confcommercio.
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A vent’anni dai Giochi Olimpici che hanno trasformato l’immagine di Torino e valorizzato le sue potenzialità turistiche, la città compie un nuovo passo con la nascita di Destination Torino. Promosso da Federalberghi Torino, il Consorzio riunisce strutture ricettive, operatori privati e servizi specializzati, offrendo una voce unica e una regia condivisa, superando la frammentazione e rafforzando la presenza sui mercati nazionali e internazionali.
«È un modello di sviluppo nato dalla volontà condivisa, in cui il turismo diventa leva di crescita dialogando con economia, cultura e innovazione senza sostituirsi ad altri settori», afferma Caterina Fioritti, presidente del Consorzio. Al fianco della presidente operano i vicepresidenti Fabio Borio (Vicario) e Laura Audi, mentre il Consiglio Direttivo riunisce rappresentanti dei comparti alberghiero, fieristico, culturale e dei trasporti.
Il Consorzio coordina realtà pubbliche e private che hanno contribuito a costruire un turismo fondato su cultura, enogastronomia, business, università, industria, innovazione e grandi eventi, confermando un approccio integrato e collaborativo. Tra gli associati figurano GL Events (Lingotto Fiere), SET – Scalo Eventi Torino, Fiavet Piemonte, Museo Nazionale dell’Automobile, Fondazione Circolo dei Lettori, Museo Lavazza, Casa Martini e Golf Club Stupinigi e Cavourese.
«Il Consorzio opera con spirito costruttivo: non sostituisce gli enti esistenti, ma li affianca», precisa Fioritti, promuovendo un dialogo costante con comune, regione, Camera di commercio e tutte le realtà coinvolte. Fulcro operativo è la Centrale di Prenotazione Alberghiera, integrata con il portale Italyhotels di Federalberghi, che gestisce disponibilità e condizioni competitive. La rete aggrega 2.700 camere per circa 6.000 posti letto tra hotel e appartamenti, con l’obiettivo di presentarsi al mercato come interlocutore unico e rafforzare il posizionamento di Torino nei segmenti leisure e MICE.
Particolare attenzione è rivolta a settori strategici come golf e congressi. Nel 2024, nell’area metropolitana torinese si sono svolti oltre 12.000 eventi, con circa un milione e mezzo di presenze; Torino ha ospitato 36 congressi internazionali. A ciò si affiancano strutture moderne, incluso il polo fieristico del Lingotto, in attesa di riqualificazione. L’obiettivo è costruire una destinazione competitiva e riconoscibile, capace di intercettare nuovi flussi e posizionarsi sui mercati internazionali, superando i picchi stagionali e distribuendo i flussi lungo tutto l’anno. Turismo e sport rappresentano leve complementari per creare lavoro, attrarre investimenti e rafforzare l’immagine della città.
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Durante la sua prima conferenza sui risultati finanziari in qualità di ceo di Norwegian Cruise Line Holdings, John Chidsey ha espresso fiducia nel fatto di essere la persona giusta per apportare cambiamenti all'interno dell'azienda.
Chidsey è stato nominatoceo a febbraio, il giorno in cui l'azienda ha annunciato le dimissioni del precedente ceo Harry Sommer. Chidsey era stato membro del consiglio di amministrazione di Nclh per un decennio.
Durante la conference call sui risultati finanziari, Chidsey ha affermato di avere «esperienza di turnaround e una storia di guida di aziende attraverso periodi di trasformazione e miglioramento delle prestazioni». A Chidsey è stato attribuito il merito di aver rimodellato Subway e Burger King.
In un intervento riportato da TravelWeekly, Chidsey ha affermato che «il miglioramento sostenibile nasce da un'esecuzione disciplinata, dal rigore operativo e da una chiara attenzione ai fondamentali. Questo è l'approccio che intendo portare in Nclh».
L'analisi del ceo
Chidsey ha quindi presentato un'analisi iniziale dei punti ancora da migliorare. Secondo il manager «occorre lavorare sul miglioramento della coesione e del coordinamento delle varie divisioni dell'azienda». Ad esempio, spiega il ceo, la compagnia ha aumentato la capacità nei Caraibi del 40% nel primo trimestre di quest'anno, ma lo ha fatto prima che fossero completati i lavori di ristrutturazione dell'isola privata di Norwegian Cruise Line, Great Stirrup Cay.
«È importante sottolineare che non abbiamo sufficientemente allineato le strategie di gestione dei ricavi, vendite, marketing, pianificazione degli itinerari e monetizzazione sulle isole per supportare questo cambiamento di distribuzione - ha aggiunto il direttore finanziario Mark Kempa -. Le singole componenti stavano progredendo, ma non erano integrate in un unico piano operativo coerente, progettato per assorbire la capacità al giusto rendimento»
Oltre a creare operazioni più coese, Chidsey intende investire maggiormente in tecnologia e gestione dei ricavi. Chidsey non è entrato nei dettagli della tecnologia, ma forse è in arrivo un miglioramento dell'app di Norwegian Cruise Line.
«Una delle prime cose che ho voluto fare quando sono entrato in azienda - aggiunge il ceo - è stata parlare con gli azionisti e conoscere il loro punto di vista. Quindi, è tutto in corso. Siamo molto interessati alle loro opinioni su come migliorare la creazione di valore per gli azionisti a lungo termine».
Chidsey ha affermato che sta esaminando l'azienda e creando un piano operativo. Una volta completato questo sforzo, «"il progresso richiederà pazienza, disciplina e un'esecuzione coerente».
Chidsey ha inoltre espresso fiducia negli altri dirigenti dell'azienda, tra cui il nuovo ceo di Norwegian Cruise Line Marc Kazlauskas e il responsabile del comparto lusso Jason Montague, che supervisiona Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises. «Questo gruppo ha bisogno di unire le forze - ha chiuso il manager -. I pezzi del puzzle ci sono sicuramente».
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[post_content] => La crisi continua e con essa il battage mediatico e il ripretersi di allarmanti déjà vu. A prendere posizione è Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour e presidente di Astoi, che sul suo profilo Linkedin commenta la situazione.
Riportiamo di seguito il suo post.
“Ebbene sì, ci risiamo – scrive su Linkedin Ezhaya -. Non è passata nemmeno una settimana dall’inizio del conflitto in Medio Oriente che i primi “falchi del turismo nazionale” hanno già fatto capolino. Almeno durante il Covid ci è voluto qualche mese; qui, senza memoria per quell’evento (che evidentemente non ha insegnato niente) sono comparsi i primi commenti a difesa delle vacanze domestiche rispetto a quelle all’estero. Qualcuno si è anche avventurato a dire che è persino più sicuro. E allora dai, che i francesi restino in Francia, gli svizzeri in Svizzera, i tedeschi in Germania e gli americani in America se così deve essere. Almeno per coerenza. E, sempre per coerenza, smettiamola di desiderare o comprare macchine tedesche, orologi svizzeri e borse francesi. Inchiniamoci alla sovranità nazionale”.
Un copione che si ripete
“Da bambino - prosegue Ezhaya - ricordo che durante le festività natalizie trasmettevano un film, “The Time Machine”, tratto dal romanzo di H.G. Wells, in cui il protagonista - salendo su un improbabile apparecchio e girando una manopola - finiva in epoche molto lontane. Ecco, la sensazione che avverto quando sento parlare di italiani in Italia e turismo nazionale è un po’ simile a quella del protagonista della macchina del tempo, che finiva in epoche remote trovandosi accerchiato da persone che peroravano idee e valori di qualche secolo prima. Inevitabilmente mi sfiora un velo di tristezza per la straordinaria capacità che ha questo paese di ripetere, con rara costanza, gli stessi errori. Ciò è ancor più grave se il settore riguarda il turismo, quello che dovrebbe facilitare la scoperta dei luoghi, gli incontri tra i popoli, la conoscenza di altri mondi, la comprensione di altre culture, mai così preziose proprio in questo periodo storico fatto di soprusi e imposizioni del proprio pensiero".
Nessuna ha un'idea chiara del lavoro del turismo organizzato
"E come se non bastasse, a Radio 24 ho sentito Paolo Mieli citare un articolo di Claudia Osmetti di Libero che sosteneva che i turisti alle Maldive dormono in spiaggia e che le agenzie di viaggio taglieggiano i turisti con prezzi esorbitanti. È evidente che non si ha proprio idea dei costi enormi che il turismo organizzato sta sostenendo per riportare a casa i propri clienti sparsi nel mondo, del naturale aumento dei prezzi dei voli conseguenti all’interruzione del planning delle tre principali compagnie aeree del golfo che armano il Sud-est asiatico e l’oceano Indiano per non parlare dell’aumento del carburante aereo che è sostanzialmente raddoppiato, da 740 dollari alla tonnellata ad oltre 1.400.
E se posso rivolgere gli occhi al cielo se sento parlare di “turismo nazionale”, quando sento la parola “taglieggiare” - rivolto a migliaia di professionisti che stanno facendo il massimo per adempiere ai propri impegni - mi arrabbio, anzi, mi girano proprio le scatole. Ma so che il Luna Park ha appena acceso le luci e le giostre hanno appena iniziato a girare; allacciamo bene le cinture di sicurezza, ne vedremo delle belle”.
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