16 April 2026

Gebta – Iata ora è contenzioso anche in materia fiscale

Il contenzioso Gebta (Guild of European Business Travel Agents) – Iata si sposta anche sulla normativa contabile e fiscale. «Il tutto nasce dalla richiesta di consulenza giuridica rivolta da Gebta Italia all’Agenzia delle Entrate circa i documenti fiscali da registrare nel caso di contabilità tenuta in regime di compravendita – si legge in una nota della Gebta Italia -. E’ infatti ben evidente e chiaro da molti anni che un agente di viaggio ha la facoltà di registrare le proprie attività con regimi fiscali differenti, in base al tipo di mandato ricevuto dal cliente finale e di servizi erogati. Nulla di strano quindi nell’interpello di Gebta, volto soltanto a sapere se l’attuale documentazione ricevuta dagli agenti di viaggio Iata (rendiconti Bsp) fosse sufficiente per un sistema contabile in regime di compravendita. L’agenzia ha semplicemente chiarito che il rendiconto Bsp non è un documento fiscalmente rilevante ma solo un documento statistico e che è quindi facoltà dell’adv chiedere in anticipo alla compagnia aerea una fattura riepilogativa per i biglietti di viaggio che saranno emessi in un periodo di riferimento. Peccato che alla richiesta degli associati Gebta vi è stata la levata di scudi di Iata, la quale, totalmente ignara della normativa di riferimento, ha comunicato a Gebta Italia e ai propri vettori che il sistema Bsp non consente all’agente di comprare i biglietti in quanto gli stessi, fiscalmente riconosciuti come scontrini, sono emessi in nome del passeggero. Vero, ma il passeggero è spesso il beneficiario di un contratto senza rappresentanza fra un mandante (azienda) e un mandatario (agenzia) e, come per tutti gli scontrini fiscali, è facoltà del cliente e obbligo del fornitore (compagnia) chiedere in anticipo l’emissione di una fattura. Dato, peraltro che le compagnie sono pagate dalle agenzie, non vi è alcun dubbio che sia facoltà di queste ultime chiedere ciò che è lecito».

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