17 March 2026

Federturismo: la gestione pubblica salvaguardi l’immagine del porto di Venezia

Il turismo crocieristico, sostiene Federturismo Confindustria,  è una materia strategica d’interesse nazionale  che non dovrebbe essere limitata da visioni localistiche. «Il sistema crocieristico di Venezia poggia sull’aeroporto, sui collegamenti ferroviari  e coinvolge  imprese situate in tutto l’hinterland regionale, impiegando una moltitudine di soggetti che distribuiscono il prodotto turistico su tutto il territorio. Ci auguriamo pertanto che ogni scelta sulle modalità di gestione pubblica sulla laguna abbia come priorità la giusta salvaguardia dell’immagine di efficienza turistica e di sicurezza che il porto di Venezia si è faticosamente conquistato negli anni a seguito di scelte tecniche ponderate  e di onerosi investimenti».

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Le agenzie che prenotano dal nostro portale dedicato hanno anche un bagaglio da 10 kg incluso, oltre alla possibilità di operare tramite tutti i gds in modalità Bsp».\r\n\r\nRisultati e piani di crescita\r\nSul piano dei risultati, il 2025 si avvia a chiudersi con un fatturato stimato di circa 840 milioni di euro, in crescita del 4%, e oltre 190 milioni di euro di ebitda, con 11,3 milioni di passeggeri trasportati. Per il 2026 la compagnia prevede di arrivare a circa 14 milioni di posti in vendita.\r\nSul fronte della flotta, la compagnia continua a crescere: dai 41 aeromobili dello scorso anno si passerà a 45 nel 2026. La flotta è oggi composta interamente da Airbus A320 da 180 posti e Airbus A319 da 156 posti.\r\nGrande attenzione anche alla sostenibilità. «Abbiamo un programma molto attivo che si chiama Voloterra, grazie al quale abbiamo introdotto diverse iniziative per ridurre il nostro impatto ambientale. Abbiamo già raggiunto nel 2025 l’obiettivo fissato per il 2030, riducendo le emissioni di CO₂ del 50%», spiega Rebasti. Le azioni riguardano sia l’operatività degli aeromobili sia l’ottimizzazione dei consumi di carburante.\r\nGuardando al futuro, i piani di crescita non mancano: «In Europa abbiamo identificato circa 1.200 rotte potenziali, di cui circa 800 oggi non sono servite. Il 65% degli europei vive in città di queste dimensioni, spesso poco collegate tra loro. 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