Focus Walsh. Sebbene il 2025 si sia concluso con una relativa redditività per le compagnie aeree, con circa 39,5 miliardi di dollari di utili previsti, l’umore era tutt’altro che euforico nell’assemblea generale del Board Iata a Parigi. Willie Walsh, direttore generale dell’associazione, ha evidenziato le debolezze strutturali che minacciano la connettività globale, osservando che il margine di profitto netto del settore è del 3,9%. “Il nostro settore rimane altamente competitivo, ma genera margini molto bassi”, ha sottolineato, evidenziando il divario tra i colossali investimenti richiesti e la realtà economica che i vettori devono affrontare.
Ma Walsh oltrepassa i confini del trasporto aereo puntando il dito sulle politiche europee che privilegiano i carburanti sostenibili.
Errori ecologici
Il dirigente ha criticato una strategia europea che considera slegata dalle realtà industriali, definendo l’enfasi sugli e-SAF un “errore” strategico, dato il costo proibitivo dell’energia elettrica rinnovabile in Europa. “Imporre qualcosa che non esiste non ha senso“, ha affermato. Per la Iata, questo eccesso di regolamentazione, unito alla mancanza di un settore strutturato, espone le compagnie aeree a costi aggiuntivi insostenibili, mentre l’utile netto medio per passeggero non supera i 7,90 dollari.
E infine se l’è presa con i governi. “Tassare l’industria nella speranza di un miglioramento ambientale è una cattiva politica”, ha affermato Walsh, denunciando il fatto che queste entrate finiscono spesso nel bilancio generale dello Stato anziché finanziare la transizione energetica.
Insomma ce l’ha con tutti. Tranne con le compagnie che non hanno ancora un fondo di garanzia.



















