4 giugno 2026 10:17
Ryanair ha inaugurato il suo primo volo sulla rotta Forlì-Londra Stansted: il collegamento verso la capitale londinese mancava dal “Luigi Ridolfi” dal 2008 (quell’anno furono quasi 132.000 i passeggeri transitati).
Il Forlì-Londra sarà operativo nei giorni di mercoledì e sabato: «Il momento tanto atteso è arrivato – ha dichiarato Riccardo Pregnolato, Accountable manager F.A. Srl -. Torniamo a connetterci con una delle destinazioni più importanti del Vecchio Continente, meta tra le preferite per ragioni di turismo, studio, lavoro e che consentirà al territorio della Romagna di poter usufruire di un’opportunità di viaggio estremamente ricca e affascinante.
L’augurio è che attraverso la Londra-Forlì anche gli inglesi, sempre più numerosi nella nostra regione, lo certificano le statistiche del turismo, possano utilizzare questi collegamenti quale ulteriore porta d’accesso all’Emilia-Romagna. Più in dettaglio, è risaputo come esista un forte legame storico-artistico tra alcuni illustri personaggi della cultura d’Oltremanica con la vicina città di Ravenna; a cominciare proprio da Lord Byron, poeta e politico britannico, a cui l’antica capitale del mosaico ha voluto dedicare un grande museo interattivo.
Nei giorni scorsi un altro tassello si è poi aggiunto al pacchetto della mobilità da e per l’aeroporto “Ridolfi” proprio in occasione di questa nuova rotta, mettendo così a sistema un servizio fortemente voluto dall’utenza e nato grazie all’ottimo lavoro di squadra di tutte le istituzioni coinvolte: mi riferisco al servizio Bus Terminal realizzato assieme a Start Romagna, Trenitalia Tper e Comune di Forlì. Ricordo, infine, che sull’onda della collaborazione stretta con VisitRavenna è in procinto di essere attivato un altro servizio navetta diretto – senza fermate intermedie – che collegherà, su prenotazione, la stazione ferroviaria di Ravenna al nostro aeroporto. Navetta concepita appositamente per chi viaggia da e per Londra. Anch’essa sarà fruibile il mercoledì e il sabato».
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[post_content] => Come la prossima generazione sarà destinata a trasformare il lusso, l’ospitalità e i modelli di leadership? Se ne è parlato al Bulgari Hotel durante la tavola rotonda organizzata da Glion Institute of Higher Education dal titolo “Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso”.
Moderato da Sara Magro, il dibattito ha esplorato come la Generazione Alpha - i nati dopo il 2010 - sia destinata a ridefinire profondamente i codici, le aspettative e i modelli di business del lusso nei prossimi anni.
Secondo Bain & Company, le generazioni più giovani, tra cui Gen Z e Gen Alpha, rappresenteranno fino all’80% degli acquisti globali di beni di lusso entro il 2030, mentre la Gen Alpha è destinata a diventare la più grande generazione della storia, con oltre 2 miliardi di individui a livello globale. Cresciuta interamente nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’iperconnessione e dell’immersione digitale permanente, la Gen Alpha sta già influenzando la percezione dei brand, la cultura digitale e i comportamenti d’acquisto molto prima di diventare una generazione di consumatori pienamente attiva.
L’evento ha evidenziato come Glion continui a essere in sintonia con le dinamiche in evoluzione che stanno plasmando il futuro dell’hospitality di lusso, preparando attivamente studenti e partner del settore alle trasformazioni che stanno già impattando il comparto.
Ospitata presso il Bulgari Hotel Milano, la tavola rotonda ha riunito Giovanni Manfredini, head of guest experience and event management specialisation presso Glion Institute of Higher Education; Margot Canfeur, director di L’Amour Agency; Stephen Alden, Glion Alumnus ed ex ceo di Raffles Hotels & Orient Express; Serena Dognini, hr manager del Bulgari Hotel Milano.
Ridefinire il lusso
Nel corso della discussione, i relatori hanno analizzato come le giovani generazioni stiano ridefinendo il lusso attraverso nuove aspettative legate ad autenticità, sostenibilità, personalizzazione, valore emotivo e rilevanza culturale. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla crescente tensione tra accessibilità ed esclusività in un’epoca dominata dalla visibilità sui social media e dall’esposizione digitale permanente.
Giovanni Manfredini ha commentato: «Per la Gen Alpha il lusso non sarà più soltanto sinonimo di esclusività, ma un’esperienza profondamente personale, costruita attorno all’identità, alle emozioni e ai valori individuali. Oggi i consumatori più giovani chiedono autenticità, trasparenza e connessioni significative con i brand: non basta più il prodotto, conta soprattutto come un’esperienza ti fa sentire. L’evoluzione del settore passerà quindi dalla capacità dei brand di creare ecosistemi esperienziali coerenti, umani e personalizzati».
La conversazione ha inoltre approfondito l’evoluzione dell’hospitality di lusso verso modelli sempre più emozionali, immersivi e orientati all’esperienza, nei quali la connessione umana e il significato assumono un ruolo sempre più importante rispetto ai tradizionali simboli di status. I relatori hanno evidenziato come i brand dell’ospitalità si stiano progressivamente trasformando in ecosistemi culturali, collocandosi all’incrocio tra lifestyle, benessere, comunicazione ed experiential design.
Stephen Alden ha aggiunto: «L’intelligenza artificiale trasformerà profondamente molti aspetti operativi del settore, dalla personalizzazione dei servizi all’efficienza delle esperienze. Tuttavia, il vero valore del lusso continuerà a essere umano: la connessione emotiva, il ricordo di come ci si è sentiti durante un’esperienza e la capacità di far sognare resteranno elementi centrali per costruire loyalty e desiderabilità. Oggi più che mai il lusso deve riuscire a creare esperienze iper-personalizzate, in grado di riflettere l’identità delle persone e generare relazioni durature nel tempo».
Serena Dognini ha concluso: «Le nuove generazioni cercano nel lavoro purpose, crescita personale, flessibilità ed esperienze autentiche. Nell’hospitality di lusso diventa quindi fondamentale valorizzare le persone, ascoltarle e farle sentire protagoniste del proprio percorso professionale, creando ambienti basati su autenticità, benessere, inclusività e spirito di squadra. Oggi i giovani talenti non cercano soltanto un brand prestigioso, ma realtà capaci di offrire formazione continua, attenzione alla persona e una cultura aziendale coerente con i loro valori».
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Ponant Explorations insieme a Gioco Viaggi, partner esclusivo della compagnia francese sul mercato italiano, hanno ospitato trade e stampa specializzata a Palazzo Cordusio Gran Meliá per un pomeriggio dedicato alla formazione sulla crocieristica di lusso ed esplorazione firmata Ponant. Al centro dell'incontro, gli itinerari che spaziano dai Caraibi ai due Poli, dalla Polinesia alle zone più remote dell’Australia occidentale.
A presentare la compagnia è stata Ilaria Antinori, cruise director di Ponant e relatrice principale dell’incontro. Presente anche Stephen Winter, international sales director, che ha ribadito il posizionamento della maison come punto di riferimento per il segmento luxury expedition: un’offerta costruita su eccellenza gastronomica, partnership culturali d’eccezione come l’Opéra de Paris e la Pinault Collection, e un impegno ambientale concreto attraverso la Fondazione Ponant, attiva nel ripristino dei coralli alle Seychelles e nella riforestazione amazzonica. Per Gioco Viaggi a fare gli onori di casa Gigi Torre, presidente, e Chiara Lagioni, product manager, che ha definito Ponant «un unicum del panorama crocieristico» per la combinazione di lusso, spedizione e autenticità esperienziale.
La flotta
La flotta spazia dal veliero da 32 passeggeri alle Sistership da 264 ospiti, fino al fiore all’occhiello della gamma: Le Commandant Charcot, primo rompighiaccio da esplorazione polare ibrido-elettrico al mondo, che nel 2026 ha conquistato il secondo posto nella categoria “Prestige” agli Hôtel & Lodge Awards, tra i 100 hotel più belli del pianeta. «In un mondo in cui il vero lusso è rappresentato dall’unicità delle esperienze - sottolinea Gigi Torre - questo premio consacra Ponant Explorations come protagonista di una nuova idea di ospitalità raffinata, autentica e profondamente connessa ai luoghi». Con oltre 650 partenze annue, Ponant propone tre format distinti — crociere di escursione, di spedizione e il formato ibrido découverte — adattati a destinazioni che includono il Mediterraneo, i Caraibi, i poli e le regioni più remote del Pacifico.
Le mete polari
Sul fronte delle destinazioni polari, la presentazione ha chiarito la distinzione tra Artide e Antartide: la prima raggiungibile con volo diretto da Parigi alle Svalbard in circa cinque ore; la seconda con partenza da Ushuaia, con possibilità di itinerari estesi che includono le isole Falkland e la Georgia del Sud. Entrambe le destinazioni prevedono a bordo geologi, biologi ed esperti di fauna marina che accompagnano le uscite in Zodiac e arricchiscono l’esperienza con letture scientifiche del territorio.
Tra le destinazioni a più alto potenziale per il mercato italiano, Torre segnala la Polinesia francese, visitabile a bordo del Paul Gauguin, l’unica nave della flotta operativa 365 giorni l’anno nell’arcipelago, già prenotabile per la stagione 2028 con 39 partenze da 7 a 14 notti tra le isole della Società, le Tuamotu e le Marchesi. Una dimensione che riassume bene la filosofia complessiva di Ponant: il lusso non come distanza dal mondo, ma come strumento per avvicinarsi ad esso con rispetto, curiosità e attenzione autentica per la fauna, le comunità e le culture che si attraversano.
(Micol Rossi)
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[post_content] => Il turismo del benessere e termale rappresenta oggi uno dei comparti più promettenti dell’intera filiera turistica italiana.
Crescono infatti i viaggiatori alla ricerca di esperienze orientate alla salute, al benessere, alla prevenzione e alla qualità della vita, generando nuove opportunità per strutture ricettive, centri termali e operatori del settore.
Per accompagnare questa evoluzione nasce la Scuola di Alta Formazione per l’Innovazione e l’Eccellenza nel Turismo del Benessere e Termale, un progetto finanziato dal Ministero del Turismo e inserito nel Polo Nazionale Strategico del Turismo di Alta Formazione. L’iniziativa è realizzata da w.academy in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Foro Italico, UNIDAV – Università Telematica Leonardo da Vinci, Federterme e Associazione Italiana Confindustria Alberghi.
L’obiettivo è sviluppare competenze avanzate e altamente specialistiche per rispondere alle nuove esigenze del mercato, favorendo la crescita professionale degli operatori già attivi nel settore e creando nuove opportunità per chi desidera intraprendere una carriera nel mondo dell’hospitality, del wellness e del turismo termale.
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Per maggiori informazioni e per candidarsi visita la nostra pagina
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[post_title] => Turismo del benessere e termale: al via 9 percorsi gratuiti per formare i professionisti del turismo
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Le OTA hanno costruito il mercato degli affitti brevi come lo conosciamo. Airbnb ha portato visibilità a proprietà che da sole non avrebbero mai riempito un calendario; Booking.com ha reso comune la prenotazione online per chi affitta in destinazioni di mezzo mondo. Il servizio è valido ma, nel lungo periodo, il costo pesa. Le commissioni medie sulle principali piattaforme oscillano tra il 15% e il 20% per prenotazione, secondo i dati Statista sul mercato degli affitti brevi in Europa. Su una proprietà che genera 30.000 euro lordi l'anno, ogni stagione si pagano tra i 4.500 e i 6.000 euro di commissioni ad un intermediario che gestisce il traffico ma non il rapporto con l'ospite.
Costruire un sito: cosa è cambiato
Fino a qualche anno fa, aprire un canale diretto richiedeva uno sviluppatore, un gestionale, un sistema di pagamento separato e settimane di lavoro. Oggi strumenti come Smoobu hanno cambiato il vero ostacolo, che si riduce alla scelta del proprietario di possedere o meno un sito web per case vacanze con calendario sincronizzato, prenotazioni integrate e gestione dei pagamenti. La piattaforma gestisce anche la sincronizzazione con i principali portali, così chi mantiene presenza su Airbnb e Booking.com non deve aggiornare la disponibilità manualmente su più canali. In molte destinazioni stagionali italiane, una struttura con un sito web ben ottimizzato può competere efficacemente nei risultati di ricerca locali, cosa che una semplice presenza sulle OTA non consente. Questo perché Google indicizza principalmente il portale, non il singolo annuncio pubblicato su Airbnb o Booking.com. Chi cerca "appartamento sul mare a Pesaro agosto" su Google trova il portale invece dell'annuncio su Airbnb della singola proprietà. Un sito diretto indicizzato correttamente intercetta quella ricerca.
Il costo non visibile in fattura
La commissione è il costo visibile, ma non è l’unico. Il vero costo è che spesso il cliente non ritorna, perché la piattaforma non permette al gestore di costruire un rapporto diretto. Su Airbnb e Booking.com la comunicazione resta interna, non è possibile ottenere l'indirizzo email, e se l'algoritmo cambia o le tariffe salgono, il gestore si trova senza margine di manovra. Una struttura a Siracusa che raccoglie venti indirizzi email a stagione e li usa prima dell'apertura delle prenotazioni di giugno, copre spesso metà del calendario, prima ancora di pubblicare disponibilità su Airbnb. Le OTA non eliminano questa possibilità, ma nemmeno la favoriscono.
Un brand non esiste senza un sito
C'è una terza perdita che raramente si calcola: quella dell'identità. Su una OTA, ogni proprietà compete sullo stesso schermo con centinaia di altre, con le stesse foto in formato standard, la stessa struttura di scheda, lo stesso sistema di recensioni. Il nome del proprietario o della struttura rimane nascosto dietro l'interfaccia della piattaforma; ciò che resta è un punteggio e un prezzo. Un sito proprietario cambia la prospettiva. Il gestore sceglie come presentare la proprietà, quali foto mettere in evidenza, che storia raccontare sul luogo, se offrire esperienze accessorie o pacchetti per soggiorni lunghi. Per una masseria in Puglia o un trullo che punta su un ospite specifico, quello spazio narrativo vale quanto la disponibilità del calendario.
I numeri che confermano la tendenza
Il Phocuswright European Short-Term Rentals Report segnala una crescita delle prenotazioni dirette nel segmento affitti brevi europeo negli ultimi tre anni, con i gestori indipendenti che investono progressivamente in canali propri.
Chi costruisce un canale diretto non elimina la dipendenza dalle OTA, ma riduce il rischio che una singola modifica di policy comprometta una stagione di lavoro. Booking.com ha aggiornato le condizioni di cancellazione più volte in cinque anni; ogni volta, i proprietari senza prenotazioni dirette hanno dovuto adattarsi senza margine di manovra. In un mercato dove i costi di acquisizione continuano a crescere, avere un canale diretto non è più un vantaggio competitivo ma una forma di stabilità operativa.
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[post_content] => Vola alto l'aeroporto internazionale dell'Umbria che lo scorso maggio ha centrato il miglior risultato di sempre per questo periodo dell'anno e ha superato per la prima volta la soglia dei 70.000 passeggeri.
Più precisamente sono stati 74.855 i passeggeri transitati dal "San Francesco d'Assisi" con un incremento dell'8,6% rispetto ai 68.910 registrati nel maggio 2025, che deteneva il precedente primato per il mese.
Positivo anche l'andamento complessivo dei primi cinque mesi 2026, con un totale di 218.149 passeggeri, +7,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Sempre a maggio il 66,7% del traffico passeggeri è stato generato dai collegamenti internazionali, mentre il 32,1% ha riguardato le rotte domestiche e l'1,2% i voli dell'aviazione generale e privata.
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Il mese di maggio ha inoltre segnato la ripresa dei collegamenti con Londra Heathrow, operati da British Airways con quattro frequenze settimanali. Grazie a questo servizio, salgono a 12 le frequenze settimanali complessive tra l'aeroporto dell'Umbria e la capitale del Regno Unito, per un totale di 24 voli andata e ritorno ogni settimana, considerando anche i collegamenti già attivi su Londra Stansted operati da Ryanair.
L'avvio della stagione estiva prosegue inoltre con il ritorno del collegamento Ryanair da e per Brindisi, operativo dal 3 giugno con tre frequenze settimanali rispetto alle due della scorsa stagione estiva, ampliando ulteriormente le opportunità di collegamento tra l'Umbria e la Puglia. Dal 14 giugno torneranno inoltre operativi i collegamenti bisettimanali con Lamezia Terme e Olbia, serviti da Aeroitalia.
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[post_content] => Riprende oggi, 11 giugno, il collegamento diretto di Air Transat da Lamezia Terme per Toronto, che sarà operativo fino al prossimo 15 ottobre. La compagnia aerea rappresentata in Italia da Rephouse Gsa volerà dalla Calabria al Canada una volta alla settimana, tutti i giovedì.
Il volo Lamezia-Toronto è da sempre l'unico volo no-stop tra le due destinazioni, un vero e proprio riferimento per i passeggeri calabresi per Toronto.
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[post_content] => Viaggi e assicurazione. Gli ultimi dati disponibili confermano che, nonostante il contesto internazionale caratterizzato da incertezza geopolitica ed economica, la domanda turistica italiana rimane sostenuta sia sul mercato domestico sia verso l'estero.
In questo scenario emerge un tema sempre più rilevante anche per agenti di viaggio e tour operator: la percezione che l'assicurazione sia necessaria solo per viaggi lontani continua a essere molto diffusa, mentre numerosi imprevisti possono verificarsi anche durante una vacanza in Italia o in Europa.
«L'idea che una polizza viaggio sia utile esclusivamente per destinazioni esotiche o intercontinentali non sempre corrisponde alla realtà», sottolinea Soni Gezdari, country manager Italia di Intermundial. «Cancellazioni, problemi di trasporto, interruzioni del soggiorno o determinate emergenze mediche possono verificarsi indipendentemente dalla distanza della destinazione».
Viaggi di prossimità: meno complessità, ma non meno rischi
Scegliere una destinazione italiana o europea può certamente ridurre alcune criticità organizzative, ma non elimina il rischio di inconvenienti che possono compromettere la vacanza o generare costi imprevisti.
L'obiettivo non è sostenere che ogni viaggio richieda necessariamente una copertura completa, bensì aiutare il cliente a valutare il livello di protezione più adeguato in funzione del valore economico del viaggio, della durata del soggiorno e delle attività previste.
Tra gli eventi più frequenti che possono incidere sull'esperienza del viaggiatore figurano: annullamento del viaggio prima della partenza; interruzione anticipata del soggiorno; ritardi o cancellazioni dei trasporti; smarrimento, furto o danneggiamento del bagaglio; necessità di assistenza medica privata; inconvenienti durante attività sportive o escursioni.
Il ruolo della Team
Uno degli aspetti che genera maggiore confusione tra i viaggiatori riguarda la copertura sanitaria in Europa. La Tessera europea di assicurazione malattia (Team) rappresenta uno strumento importante, ma non sostituisce una polizza viaggio.
In particolare, la Team non copre: il rimpatrio sanitario; le operazioni di soccorso e recupero; particolari trasferimenti medici; l'assistenza sanitaria privata; eventuali spese non previste dal sistema sanitario locale; l'annullamento del viaggio; le problematiche legate a trasporti e bagagli.
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Cosa verificare prima di sottoscrivere una polizza
Quando il viaggio si svolge al di fuori dell'ambito di applicazione della TEAM, diventa ancora più importante analizzare attentamente le garanzie incluse.
Tra gli elementi che agenti di viaggio e consulenti dovrebbero verificare insieme al cliente figurano: massimali per spese mediche e ospedaliere; copertura per rimpatrio e trasferimenti sanitari; garanzie di annullamento e interruzione viaggio; inclusione di attività sportive e outdoor; disponibilità di assistenza operativa 24 ore su 24; presenza di supporto nella lingua del viaggiatore; esclusioni contrattuali e condizioni relative a patologie pregresse.
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[post_content] => Chiusura temporanea per il Terminal 2 dell'aeroporto di Francoforte in vista dei lavori di ristrutturazione tecnica e ammodernamento della struttura, aperta nel 1994. Secondo quanto comunicato da Fraport, la società di gestione dello scalo tedesco, la disponibilità del Terminal 3 consentirà di utilizzare la capacità aggiuntiva per gestire le operazioni mentre il Terminal 2 è fuori servizio.
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La compagnia di Dubai garantirà la continuità degli operativi di volo nonostante l'aumento dei costi, sostiene Clark - alla sua prima uscita dallo scoppio della guerra in Iran - e offrirà «ogni sorta di incentivo diverso dal prezzo» per incoraggiare i passeggeri a tornare.
Il presidente spiega che «Potrebbero essere nuovi mezzi per garantire la sicurezza delle operazioni, ad esempio (...) Ci occuperemo di tutto questo, compreso il trasporto su altri vettori, se necessario, per riportarli a casa» ha detto, aggiungendo che la sicurezza dei voli rimane la priorità assoluta della compagnia aerea.
Emirates è infatti in trattativa con i governi e le autorità di regolamentazione per allentare le restrizioni sullo spazio aereo del Medio Oriente: «La condivisione di informazioni con le compagnie aeree è ampia per garantire operazioni sicure.
Clark ha ribadito inoltre che al momento il vettore non può abbassare i prezzi dei biglietti per attrarre viaggiatori verso l'hub di Dubai. «Il prezzo del biglietto dipende in larga misura dall'andamento del prezzo del petrolio, che al momento è soggetto a fluttuazioni».
Guardando ai prossimi mesi Clark spera ancora in buona stagione estiva, nonostante il conflitto abbia lasciato le cabine di prima classe piene solo per circa la metà, e ha previsto che i prezzi del petrolio finiranno per scendere da circa 90 dollari al barile a circa 70 dollari. «E allora torneremo in pista. Ma la domanda è: quanto tempo ci vorrà?».
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Ci occuperemo di tutto questo, compreso il trasporto su altri vettori, se necessario, per riportarli a casa» ha detto, aggiungendo che la sicurezza dei voli rimane la priorità assoluta della compagnia aerea.\r\n\r\nEmirates è infatti in trattativa con i governi e le autorità di regolamentazione per allentare le restrizioni sullo spazio aereo del Medio Oriente: «La condivisione di informazioni con le compagnie aeree è ampia per garantire operazioni sicure.\r\n\r\nClark ha ribadito inoltre che al momento il vettore non può abbassare i prezzi dei biglietti per attrarre viaggiatori verso l'hub di Dubai. «Il prezzo del biglietto dipende in larga misura dall'andamento del prezzo del petrolio, che al momento è soggetto a fluttuazioni».\r\n\r\nGuardando ai prossimi mesi Clark spera ancora in buona stagione estiva, nonostante il conflitto abbia lasciato le cabine di prima classe piene solo per circa la metà, e ha previsto che i prezzi del petrolio finiranno per scendere da circa 90 dollari al barile a circa 70 dollari. «E allora torneremo in pista. 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