E finalmente arriva una data certa, quella del 3 luglio: questo il giorno in cui Ita Airways e Lufthansa sono destinate a convolare a nozze. In anticipo – si fa per dire – di un giorno rispetto al termine del 4 luglio precedentemente indicato dalla tabella di marcia della Commissione europea.
Lo anticipa l’Ansa, dopo che il 17 giugno scorso la Commissione Ue aveva adottato, a livello tecnico, un primo orientamento positivo informale sull’intesa tra Ita e Lufthansa.
Mancano dunque poche ore alla chiusura di una trattativa che, negli ultimi sette mesi, è stata quanto meno ingarbugliata. Il closing dell’accordo è previsto nell’autunno inoltrato, quando Lufthansa perfezionerà l’acquisto del 41% del capitale di Ita per poi salire – entro il 2033 – al controllo totale con un investimento complessivo di 829 milioni di euro.
Sacrifici
L’intesa prevede sacrifici dalle due pari per andare incontro alle richieste dell’Antitrust Ue sui tre fronti caldi: una quota di mercato troppo ampia a Milano Linate, una situazione di monopolio su alcune rotte di corto raggio tra Italia e Germania, Austria, Svizzera e Belgio, e la riduzione della concorrenza sulle rotte di lungo raggio tra Roma Fiumicino e il Nord America.
Nel city airport milanese le parti cederanno 15-17 coppie di slot (pari a 30-34 voli giornalieri tra andata e ritorno) – un numero significativamente più alto delle 11 coppie possedute da Lufthansa – garantendo che almeno un altro vettore possa non soltanto subentrare alla compagnia tedesca ma anche stabilirsi in maniera più strutturata nello scalo, operando anche nuovi voli. Il business plan del vettore che subentrerà negli slot ceduti dall’accoppiata italo-tedesca – in pole c’è easyJet – dovrà comunque essere “solido” e superare nei prossimi mesi l’esame Ue.
Competitor
Almeno un competitor dovrà poi subentrare per tre anni nelle rotte di corto raggio problematiche verso l’Europa centrale. E anche sui lunghi voli da Fiumicino con destinazione Chicago, Washington, San Francisco e Toronto, come Air France, Iberia, British Airlines, Klm o Tap, che potranno operare collegamenti con uno scalo nei loro hub europei, garantendo però prezzi competitivi e che il viaggio non abbia una durata totale superiore alle 3 rispetto alle traversate dirette.












