10 settembre 2008 12:38

Msc Crociere continua la sua avanzata e annuncia l’ordine di due nuove unità, Msc Meraviglia e Msc Favolosa, che verranno consegnate dai cantieri Aker Yards rispettivamente nel 2011 e 2012. «La compagnia prosegue nella realizzazione di un piano industriale importante e ben strutturato – commenta il managing director, Domenico Pellegrino – e procede a tappe forzate nel potenziamento della flotta». Dopo l’appuntamento di Napoli per l’inaugurazione della Fantasia, programmato per il prossimo 18 dicembre, nel 2009 verranno battezzate anche Splendida e Magnifica. «Il tutto per portare la flotta ad avere nel 2012 ben 29 mila letti bassi disponibili – aggiunge il ceo, Pierfrancesco Vago -. La capacità passeggeri nel 2012 arriverà a oltre un milione 400 mila unità». Dal canto suo, anche il general manager di Aker Yards France, Jacques Hardelay, ha rimarcato l’importanza della collaborazione fra Msc e Aker Yards. Intanto, nel 2008 Msc prevede di sfiorare un fatturato di un miliardo di euro e per il 2009 ipotizza un ulteriore balzo in avanti del 50%.
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[post_content] => Oltre cento professionisti del turismo si sono dati appuntamento alla Casa del Cinema di Villa Borghese per il Travel Open Day Summer Party 2026, l’evento che ogni anno riunisce agenti di viaggio, enti del turismo, tour operator, compagnie di trasporto in una serata dedicata alle relazioni e alle opportunità di business.
L’edizione di quest’anno ha confermato il successo della formula, che abbina momenti di incontro informale a occasioni concrete di networking. La serata si è aperta con un aperitivo in terrazza, nel giardino della location immersa nel verde di Villa Borghese, per poi proseguire con una cena servita nelle sale interne della Casa del Cinema, il tutto accompagnato da musica, intrattenimento e un’atmosfera conviviale.
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Altre foto della serata su questo link
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La nuova struttura conferma il percorso di crescita di Lvg Hotel Collection nel segmento dell’ospitalità alpina premium, che punta su un modello di accoglienza originale e contemporaneo: 47 appartamenti tra bilocali e trilocali, gestiti con la stessa cura e gli stessi standard qualitativi che caratterizzano l’intera collezione Lvg, ma pensati per un pubblico che ricerca autonomia, privacy e i comfort tipici di una struttura alberghiera di livello.
Ispirato alla Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d'Europa, il progetto interpreta l'architettura d'alta quota con un linguaggio essenziale e raffinato, capace di dialogare con il contesto naturale senza alterarne l'equilibrio.
Le 47 residenze si aprono attraverso grandi vetrate, lasciando che il Monte Rosa, il susseguirsi
delle stagioni e il silenzio accompagnino ogni momento del soggiorno. Un'architettura che non cerca di
imporsi sul paesaggio, ma di viverlo con rispetto ed eleganza.
L'accoglienza su misura, attenta e mai invasiva, comprende servizi premium personalizzati, coordinati da un concierge attivo 24 ore su 24, fino alla proposta gastronomica d'eccellenza firmata Maio Group, che eleva le materie prime locali attraverso i canoni dell'alta cucina contemporanea.
Bisa Rifugio Gastronomico, il nuovo indirizzo diMaio Group dedicato alla convivialità di montagna ai piedi del Monte Rosa, è un luogo contemporaneo che unisce cucina, pizzeria, steak house, intrattenimento per tutti, per vivere la montagna senza orari e senza pensieri.
«Abbiamo scelto Alagna Valsesia - commenta Claudio Lavagna, ceo e founder di Lvg Group - perché è una destinazione autentica, internazionale e con una domanda di qualità in forte crescita. Con i nostri 47 appartamenti gestiti con gli standard Lvg e con la presenza di un’offerta gastronomica di eccellenza, siamo convinti di poter offrire qualcosa di nuovo: la libertà di un appartamento in montagna, con tutti i vantaggi di una struttura alberghiera professionale».
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[post_content] => La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio. Nel 2025 il settore ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro e, nel periodo 2022-2025, ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi entra in una fase più matura, in cui gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce la domanda di format più flessibili, anche in spazi non convenzionali.
È quanto emerge dai dati presentati durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi al Centro Congressi Confindustria di Roma e dedicato all’evoluzione del turismo congressuale, alla lettura dei trend e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
Secondo il rapporto “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il primo elemento che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.
«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.
Un segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.
«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».
Il peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.
L'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».
Tra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.
Onorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»
Nel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.
Gentile: «Ora progetti concreti per consolidare»
Per la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».
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La struttura, che conta volutamente solo dieci suite, punta ad offrire un’esperienza di soggiorno più fluida e personalizzata, riducendo attese, passaggi intermedi e tempi morti tipici dell’ospitalità urbana.
Per quanto concerne l’hospitality business l’obiettivo è offrire servizi integrati e una maggiore concentrazione delle attività in un unico luogo. Un’evoluzione che privilegia la gestione efficiente del tempo rispetto alla frammentazione degli spazi e degli spostamenti.
Il vero elemento distintivo di 10Keys Milano è la sua integrazione all'interno di Workness House, l'ecosistema ideato da Sergio Filograna che riunisce, nello stesso indirizzo di Via Andrea Maffei 1, ospitalità, spazi di lavoro, ristorazione, wellness e arte.
«Oggi il tempo è il bene più prezioso che abbiamo – spiega Sergio Filograna - Abbiamo immaginato un luogo in cui chi arriva a Milano possa trovare tutto ciò di cui ha bisogno senza disperdere energie negli spostamenti, trasformando il soggiorno in un'esperienza più semplice, efficiente e piacevole».
L'obiettivo è offrire una risposta concreta alle esigenze di chi visita Milano per lavoro o in occasione dei grandi eventi cittadini, consentendo di alternare meeting, momenti di relax, attività fisica e ristorazione senza uscire dalla struttura.
Anche le camere interpretano questa filosofia. Ogni suite è stata progettata per favorire il recupero fisico e mentale al termine della giornata, grazie a pareti insonorizzate, materassi Simmons, angolo caffè privato e prodotti di cortesia Grown Alchemist.
Ogni camera dispone inoltre di una doccia con bagno turco privato, mentre le suite Deluxe offrono una sauna personale attivabile da remoto tramite smartphone. L'esperienza è completata dal check-in completamente digitale tramite app e da un servizio concierge operativo 24 ore su 24.
A pochi passi dalle suite, gli ospiti possono accedere a tutti gli spazi di Workness House: Bistruccio, ristorante aperto dalla colazione alla cena con servizio in camera; Muse, area dedicata al benessere con Pilates, indoor cycling, allenamento funzionale e trattamenti osteopatici; The Space, uffici privati e sale meeting completamente attrezzate; Other size gallery.
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[post_content] => «Un accesso rapido e ben indicizzato alle partenze: si trova subito quello che si cerca, si verifica se è disponibile e si prenota»: Roberto Minardi, direttore commerciale King Holidays, sintetizza così i plus di Artù, il nuovo portale b2b - fresco di lancio - dedicato alla programmazione da catalogo.
«È un vantaggio importante - osserva il manager - se si considera che la programmazione King Holidays conta più di 90 programmi e oltre 2.700 partenze, ed è in costante sviluppo. Ottimizziamo il supporto tecnologico per semplificare i passaggi operativi e lasciamo più liberi i nostri operatori del booking affinché possano offrire agli agenti di viaggio una consulenza di qualità più legata al tailor made».
In parallelo il to ha varato anche un radicale rinnovo del sito: «E' un’evoluzione funzionale dell’ecosistema digitale del tour operator. Il sito accompagna l’agenzia dalla fase di ispirazione e consultazione delle proposte di viaggio fino alla prenotazione su Artù. Finalmente, inoltre, valorizza anche le nostre aree di business complementari rispetto all’outgoing Fit: gruppi, incentive, corporate e Dmc sull’Italia. Nel caso dei gruppi, ad esempio, abbiamo previsto una guida alle destinazioni consigliate mese per mese, utile per individuare le mete più adatte in base alla stagionalità, al clima, alla vendibilità del prodotto e alle diverse esigenze dei clienti».
Ma le novità di King Holidays guardano già oltre: «Stiamo lavorando su due fronti: da un lato, l’implementazione di Artù con nuove funzionalità, maggiore profondità informativa e strumenti commerciali innovativi, con l’obiettivo di renderlo sempre più efficiente per le agenzie; dall’altro, il potenziamento della programmazione con investimenti sul lungo raggio a partire dall’autunno, tenendo sempre fede al principio per cui inseriamo in programmazione solo destinazioni conosciute, gestite e garantite con competenza».
Il valore della collaborazione con il trade
«Le agenzie sono l’unico canale distributivo del prodotto King Holidays - puntualizza Minardi -: lavoriamo con circa 2.500 punti vendita e intendiamo rafforzare ulteriormente questa collaborazione, offrendo il nostro modello operativo anche su aree di business complementari rispetto all’outgoing, favorendo il cross-selling tra gruppi, incentive, corporate, dmc, incoming e servizi su misura. Sono attività che presidiamo da sempre e che ci rendono un interlocutore unico per esigenze diverse: dal viaggio individuale al gruppo, dal tailor made all’incoming».
Grazie a questo nuovo ecosistema digitale, King Holidays stima una crescita «non solo in termini di fatturato, ma anche in termini di qualità del servizio, soddisfazione delle agenzie e penetrazione sul lungo raggio e sui viaggi esperienziali. Puntiamo a crescere in modo equilibrato, rafforzando il rapporto con il trade, migliorando la marginalità e rendendo la nostra programmazione sempre più chiara, prenotabile e competitiva».
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Oltre 8 milioni di passeggeri trasportati ogni anno attraverso un network che copre sette Paesi nelle Americhe (Cile, Perù, Brasile, Argentina, Uruguay, Repubblica Dominicana e Stati Uniti) per un totale di 45 destinazioni tra rotte domestiche in Cile e Perù e servizi internazionali.
Con questi numeri Sky Airline si affaccia con interesse al mercato europeo e italiano in particolare, come spiega la sales manager, Francisca Valenzuela (nella foto): «Il nostro obiettivo è consolidare la nostra presenza in Europa attraverso Bsp e gds, con l’Italia come uno dei mercati prioritari. Stiamo lavorando per aumentare la brand awareness attraverso partnership con il trade, visibilità mediatica e specifiche iniziative commerciali».
In questo quadro, il ruolo del canale trade «è strategico, soprattutto in questi mercati internazionali. Con l’integrazione nel Bsp, ci aspettiamo un incremento significativo delle vendite agenziali, a complemento del già solido canale diretto».
La compagnia cilena, rispetto ai principali competitor punta a proporre «una proposta di valore che combini un ampio network di connettività nei mercati domestici di Cile e Perù con destinazioni internazionali di elevato interesse turistico e business, insieme a una programmazione degli orari che offra maggiore flessibilità ai passeggeri».
La manager evidenzia la grande attenzione «alla puntualità, poiché sappiamo che è uno degli elementi più apprezzati dai viaggiatori. Questo impegno ci ha posizionati per diversi mesi consecutivi tra le compagnie aeree più puntuali dell’America Latina. Inoltre, iniziative come Economy Premier e Sky Plus ampliano le opzioni disponibili per diversi profili di viaggiatori e arricchiscono l’esperienza complessiva oltre il volo stesso».
Nel mirino del vettore c’è principalmente «il segmento leisure, sebbene serviamo anche traffico Vfre corporate a seconda della rotta. I viaggi d’affari rappresentano una quota più ridotta rispetto alle compagnie tradizionali».
Elemento centrale dello sviluppo è chiaramente quello rappresentato dall’investimento sulla flotta, attualmente composta da A320neo e A321neo, ma che attende l’arrivo degli Airbus A321 Xlr, «che aprirà nuove opportunità per rotte a più lungo raggio. Sarà un elemento chiave della nostra strategia internazionale di lungo periodo. Intanto, i velivoli Neo ci consentono sin d’ora di ridurre le emissioni di CO₂ per posto di circa il 30% rispetto alla precedente generazione di aeromobili, migliorando al contempo l’efficienza operativa e supportando operazioni più sostenibili».
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Con l'inaugurazione del nuovo terminal dell’aeroporto di Roma Urbe prende ufficialmente il via anche lo sviluppo della Regional Air Mobility (Ram), il progetto ideato da Enac, attraverso la società in house Enac Servizi, per promuovere una mobilità a corto raggio integrata con gli altri sistemi di trasporto.
L’obiettivo è realizzare una rete nazionale flessibile e capillare, capace di migliorare la connessione tra territori e ampliare l’accessibilità alla mobilità, al servizio anche delle nuove esigenze sociali, con utilizzo di vettori pet friendly.
I primi collegamenti commerciali della Ram da Roma Urbe verranno operati entro la fine dell’anno con velivoli tra 9 e massimo 19 posti, collegando Urbe con gli aeroporti di Roma Fiumicino, Pescara, Fano, Elba e Tortolì-Arbatax. Le prime compagnie sinora candidate ad avviare le tratte sono SkyAlps, per i collegamenti con velivoli ad ala fissa, AvioItaliana con elicotteri e Altair.
In questa visione, l’aeroporto di Roma Urbe, destinato a diventare l’hub del network dei collegamenti a corto raggio, anche con operatività notturna grazie alla pista illuminata e nuove rotte integrate elicottero-aereo.
«Oggi diamo avvio al primo tassello della rete Ram che l’Enac ha voluto per rafforzare i collegamenti tra i territori e valorizzare gli aeroporti regionali - ha commentato il presidente Enac, Pierluigi Di Palma -. Una strategia che punta a restituire centralità a territori rimasti ai margini dei grandi circuiti del turismo, valorizzandone l'identità, la qualità della vita e il patrimonio ambientale. La mobilità aerea regionale rappresenta una nuova opportunità per il Paese. Grazie a aeromobili di nuova generazione e a modelli di esercizio innovativi, gli aeroporti territoriali potranno offrire collegamenti più accessibili ed efficienti, favorendo nuove connessioni tra destinazioni oggi ai margini dei principali circuiti, contribuendo a uno sviluppo più equilibrato dei territori».
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Tutto il Canada a portata di volo dall'Italia con Air Transat che, grazie al codeshare con Porter Airlines, potenzia il proprio network verso la destinazione, Ovest incluso.
Roma è collegata a Toronto con frequenze in crescita: dai 3 voli settimanali fino al 18 giugno, ai 6 voli dal 18 giugno, fino a raggiungere il volo giornaliero dal 23 luglio. Roma–Montréal è passata invece da 5 voli settimanali al volo giornaliero dal 19 giugno. Entrambe le rotte saranno attive fino al 24 ottobre 2026.
Anche da Venezia si vola su Toronto, con 3 frequenze nel periodo estivo (8 giugno–12 settembre), mentre da Lamezia parte l'unico collegamento no-stop dalla Calabria verso Toronto, operativo fino al 15 ottobre.
Grazie alla partnership con Porter Airlines, attiva dal 2022, i passeggeri in partenza da Roma, Venezia e Lamezia possono raggiungere Vancouver e Calgary in connessione via Toronto o Montréal, con un unico biglietto integrato Air Transat e un solo check-in bagagli fino a destinazione finale.
I voli intercontinentali di Air Transat - rappresentanta in Italia da Rephouse Gsa - sono operati con A330-300/A330-200 in Economy e Club Class. Ba- gaglio a mano e pasti sono sempre inclusi in tutte le tariffe Economy (Budget, Standard, Flex).
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Diventare un partner di riferimento per le agenzie di viaggio, con nuovi investimenti in digitalizzazione che ne agevolino il lavoro: questo una delle priorità di creo al giro di boa dei primi cinque anni di attività.
Il tour operator - oltre 70 destinazioni e 20 milioni di euro di fatturato nel 2025 - apre così una nuova fase di sviluppo.
Fondata nel 2021 da Fabrizio Imperatori, Jury Truffelli, Anya Bracci e Luigi Leone, creo nasceva con un obiettivo preciso: mettere l'esperienza maturata nel tour operating al servizio delle agenzie di viaggio, attraverso un modello costruito sulla consulenza e sulla personalizzazione.
«Cinque anni sono un primo punto di arrivo, ma soprattutto una conferma - commenta Fabrizio Imperatori -. Siamo partiti con un progetto chiaro e oggi abbiamo un'azienda solida, riconosciuta dal mercato. La crescita ci dà fiducia, ma è soprattutto una responsabilità: continuare a evolvere senza perdere il rapporto diretto con le agenzie, che resta il cuore del nostro modello.»
In questi anni creo ha ampliato progressivamente la propria offerta, sviluppato servizi distintivi e investito in strumenti pensati per semplificare il lavoro delle agenzie e migliorare l'esperienza del viaggiatore, restando fedele ai valori con cui è nata: ascolto, competenza e affidabilità. Lo stesso approccio ha guidato il rafforzamento della rete commerciale con l'ingresso, nell'ultimo anno, di nuovi promotori: un investimento che consolida la presenza del tour operator sul territorio e conferma la volontà di costruire un rapporto sempre più diretto e personale con le agenzie partner.
I progetti futuri
«Il 2026 sarà un anno importante per la nostra evoluzione - conclude Truffelli -. Stiamo investendo nella digitalizzazione dei processi e nello sviluppo di nuovi strumenti per rendere il lavoro delle agenzie sempre più semplice e veloce. Continueremo inoltre a rafforzare la nostra struttura commerciale e a investire nella crescita delle persone, perché è da lì che passa la qualità del servizio. Il nostro obiettivo è consolidare il ruolo di creo come partner di riferimento per le agenzie: non limitarci a fornire un prodotto, ma mettere a disposizione competenze e strumenti per affrontare le sfide di un mercato in continua trasformazione».
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