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Evolution Travel, i “travel twins” sono la nuova tendenza

08/05/2025 12:58
Evolution Travel, i “travel twins” sono la nuova tendenza

Nel panorama turistico del 2025, emerge una tendenza rivoluzionaria che sta ridefinendo il concetto di viaggio: i “travel twins“. Questo fenomeno rappresenta una nuova filosofia di esplorazione, dove i viaggiatori cercano destinazioni meno battute che offrono esperienze analoghe alle mete più celebri, ma con un rapporto qualità-prezzo decisamente più vantaggioso.

Evolution Travel ha colto questa tendenza, con un approccio che coniuga esperienza, autenticità e convenienza, riflettendo la vocazione dell’agenzia di offrire viaggi unici e personalizzati.

L’analisi del mercato evidenzia un dato significativo: le transazioni alberghiere nelle destinazioni “gemelle” crescono più velocemente rispetto alle loro controparti più blasonate. Un trend che riflette un cambiamento profondo nei comportamenti di acquisto dei consumatori, sempre più attenti e informati. Alcuni esempi emblematici: Copenhagen raccoglie l’eredità di Amsterdam, replicandone il fascino dei canali e l’atmosfera ciclabile, Dublino emerge come valida alternativa a Londra, con una crescita significativa nel settore hospitality, Stoccolma, soprannominata la “Venezia del nord”, guadagna terreno sulla città dei Dogi, Bacalar in Messico sfida Tulum con acque cristalline e vegetazione lussureggiante.

Evolution Travel ha fatto sua questa trasformazione, predisponendo pacchetti che permettono ai viaggiatori di vivere esperienze straordinarie senza gravare eccessivamente sul budget.

Per chi ama l’arte e la storia, Evolution Travel propone a mete più note come Roma o Napoli, Bologna, città dei portici Patrimonio Unesco. Qui ci si immerge nel fascino del Rinascimento, usufruendo di servizi esclusivi come il noleggio bici gratuito e i consigli degli esperti locali per scoprire angoli nascosti della città (da 63 euro a persona, 1 notte in hotel 4 stelle). Per gli amanti dell’avventura e delle due ruote, gettonato è il pacchetto che propone un viaggio da Bologna a Firenze in mountain bike, percorrendo la suggestiva via degli Dei, una valida alternativa a destinazioni più ricercate come l’Alto Adige. Circa 130 chilometri che attraversano l’Appennino Tosco-Emiliano, seguendo antichi tracciati etruschi e romani (da 315 euro a persona minitour di gruppo con 4 notti in hotel).

In Spagna, Valencia rappresenta un’alternativa intelligente alle mete più in voga come Madrid e Barcellona. Il week-end valenciano di Evolution Travel offre un mix perfetto di storia e modernità, dalla “città della scienza” ai palazzi aristocratici del centro storico (da 360 euro a persona con volo e soggiorno di 2 notti).

Per chi cerca un’esperienza dell’est, Evolution Travel propone gioielli come Budapest, con i suoi tesori nascosti (da 400 euro a persona per volo, tour e soggiorno di 3 notti), e un tour in Bulgaria che dal Danubio al Mar Nero racconta un’Europa ancora poco esplorata. Dal Monastero di Rila, Patrimonio UNESCO, alle chiese di Nessebar, ogni tappa è un viaggio nella storia e nella natura (da 1.299 euro tour guidato di gruppo in pullman con 7 notti in pensione completa).

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  • 21:10 - Mihajlović nel 'cuore' di tutti, premio alla memoria e opera d'arte di Benito Macerata

    Roma, 14 ott. (Adnkronos) - Tra i momenti più intensi ed emozionanti della cerimonia del Premio Eccellenza Euro-Mediterraneo 2026 che si è svolta oggi a Roma nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, ha assunto un significato particolare il conferimento del Premio Speciale alla Memoria dedicato a Sinisa Mihajlović, indimenticato calciatore e allenatore serbo che ha lasciato un segno profondo nel mondo del calcio e nel cuore di milioni di tifosi. Nel corso dell'evento, che ha visto tra i premiati anche personalità di spicco del panorama calcistico come Francesco Totti, Christian Vieri, Gennaro Gattuso e Alessandro Moggi, il riconoscimento è stato consegnato alla famiglia di Mihajlović in un clima di grande partecipazione e commozione.

    A rendere ancora più significativo l'omaggio è stata la consegna di un'opera realizzata dall'artista e pittore marchigiano Benito Macerata, che ha voluto dedicare il proprio lavoro alla figura dell'ex campione serbo. Un tributo artistico che va oltre il semplice ricordo sportivo e che intende celebrare la forza morale, il coraggio e la determinazione che hanno caratterizzato la vita di Mihajlović, sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco. L'opera di Macerata si propone infatti come un simbolo di memoria e riconoscenza, capace di trasformare in immagine i valori che hanno reso Sinisa un esempio per intere generazioni: Sinisa nel 'cuore' (elemento che contraddistingue le opere di Macerata) di tutti, con la capacità di affrontare le difficoltà con dignità, la passione per il proprio lavoro e il legame autentico con il pubblico e con il mondo dello sport.

    "La consegna di questa opera alla famiglia di Sinisa Mihajlović rappresenta per me un gesto dal significato umano e simbolico molto importante. Attraverso l'arte desidero rendere omaggio alla sua figura, al suo coraggio, alla sua determinazione e ai valori che ha saputo trasmettere dentro e fuori dal campo. La memoria di Sinisa continua a vivere attraverso l'affetto di chi lo ha conosciuto, stimato e ammirato. È con questo spirito che consegno questo quadro quale segno di rispetto e di profonda considerazione", ha dichiarato Benito Macerata.

    Parole che racchiudono il senso più autentico dell'iniziativa: custodire il ricordo di un uomo che, oltre ai successi sportivi, ha lasciato un'eredità fatta di forza, umanità e resilienza. Attraverso il linguaggio universale dell'arte, l'opera di Macerata diventa così un ponte tra memoria e presente, un segno tangibile di affetto rivolto alla famiglia Mihajlović e a tutti coloro che continuano a riconoscersi nei valori incarnati dal campione serbo.

  • 19:26 - L’Ucraina colpisce Yandex e i bot russi spariscono? Cosa dicono davvero i dati sulla propaganda online

    (Adnkronos) - Per qualche giorno, dopo gli attacchi ucraini ai data center di Yandex, è sembrato che Internet fosse diventato un posto più tranquillo. Meno commenti aggressivi, meno provocazioni politiche, meno interventi apparentemente automatici a sostegno delle posizioni filorusse. Almeno questa è l’impressione raccontata da molti utenti e rilanciata da politici e commentatori in Europa e negli Stati Uniti.

    Secondo Cloudflare, società attraverso cui passa una buona parte del traffico web, il traffico automatico proveniente dalla rete di Yandex, l’equivalente russo di Google, è calato del 94%.

    L'idea che i droni ucraini avessero in qualche modo spento una parte della macchina propagandistica del Cremlino è diventata rapidamente virale. L’ha rilanciata anche Volodymyr Zelensky, che il 12 ottobre, intervenendo al Warsaw Security Forum, ha osservato come sui social fosse diventato improvvisamente più facile respirare: meno odio, meno divisioni e meno provocazioni, grazie alla diminuzione dei bot ().

    Il problema è che, passando dalle impressioni alle misurazioni, la conclusione non è così netta. Il crollo del traffico c’è stato, la sua relazione con l'attività delle reti di influenza russa, invece, resta da dimostrare.

    Tra l'8 e l'11 ottobre, droni ucraini hanno colpito tre data center di Yandex, nelle regioni di Ryazan, Kaluga e Vladimir. Gli attacchi hanno provocato pesanti interruzioni dei servizi digitali russi, dai pagamenti ai taxi, dalle applicazioni aziendali al cloud. Il centro di Sasovo ospita anche due dei tre supercomputer utilizzati da Yandex per sviluppare i propri modelli di AI (ma non è chiaro se siano stati danneggiati).

    La vicenda mostra la vulnerabilità di un ecosistema tecnologico fortemente concentrato, nel quale un'unica azienda rappresenta un'infrastruttura essenziale per milioni di cittadini e migliaia di imprese.

    Ma sono soprattutto i dati di Cloudflare Radar ad aver attirato l'attenzione e forse ad aver creato l'equivoco: il termine bot comprende attività profondamente diverse: profili automatizzati che pubblicano commenti sui social, software che inviano spam, ma anche crawler utilizzati dai motori di ricerca per esplorare e indicizzare le pagine web.

    Il traffico misurato da Cloudflare riguarda principalmente quest'ultima categoria. La sua diminuzione non equivale, quindi, alla scomparsa dei profili filorussi su X, Facebook o Telegram. Né dimostra che siano state interrotte le campagne di propaganda online, sebbene non si possano escludere conseguenze indirette.

    In Italia il caso ha attirato l'attenzione di Carlo Calenda, leader di Azione. "Mentre ridiamo di Trump che vuole ribattezzare un oceano col suo nome e aspettiamo divertiti l’ultima diretta Vannacci-Corona, scopriamo che dopo l’attacco ad un data center russo, sui social crollano di oltre il 50% i post pro AfD, pro MAGA, contro gli ucraini, pro-brexit et simili. Metà di quello che leggiamo online sono bot. Messi lì da chi vuole distruggere l'Europa. Il problema non è che non possiamo difenderci. Siamo la seconda o terza potenza al mondo. Il problema è che non ce ne accorgiamo. È arrivato il momento di reagire. Perché nessuno lo farà al posto nostro", ha scritto su X.

    Più prudente Walter Quattrociocchi, professore di Informatica alla Sapienza di Roma e studioso delle dinamiche di disinformazione e polarizzazione. In un intervento su LinkedIn ha invitato a distinguere la diminuzione del traffico automatico dall'eventuale collasso delle operazioni di influenza, per il quale mancano prove.

    Il ricercatore propone tuttavia di considerare l'episodio come un possibile esperimento naturale: osservare che cosa succede all'ecosistema informativo quando una parte delle sue infrastrutture viene improvvisamente meno.

    Le prime analisi indipendenti ridimensionano l’iniziale euforia social.

    Valdemar Osted, analista della società danese Common Consultancy. Esaminando i commenti Facebook ai post di 76 politici di AfD e 136 account collegati al movimento MAGA, il suo gruppo non ha riscontrato alcun collasso: le variazioni, corrette per orario e anzianità dei post, sono rimaste tra il -8% e il +5% per AfD e tra il +4% e il +10% per MAGA. Oscillazioni considerate ordinarie, ma lui mette in guardia: si parla solo di una piattaforma e solo di pochi giorni.

    Su X è circolata anche la notizia di un calo del 71% delle visualizzazioni dei contenuti del giornalista americano Tucker Carlson (intervistatore di Putin, un tempo trumpiano, oggi "ribelle" ma molto ascoltato dal mondo Maga) dopo gli attacchi. Ma il grafico confrontava sette post precedenti con quattro successivi, pubblicati in momenti diversi. I contenuti più recenti avevano quindi avuto meno tempo per accumulare visualizzazioni: un limite che rende impossibile attribuire il risultato agli attacchi ucraini.

    Anche Amil Khan, amministratore delegato di Valent, società che monitora decine di reti di disinformazione nel mondo, ha dichiarato al di non aver osservato cambiamenti riconoscibili nei volumi dei contenuti pubblicati.

    Lukasz Olejnik, ricercatore di cybersecurity e ricercatore al King's College di Londra, autore di studi sulla guerra informativa, su . Le operazioni di influenza utilizzano proxy, dispositivi compromessi e infrastrutture cloud occidentali. Continuano dunque a funzionare anche quando Yandex è fuori servizio. Per Olejnik, raccontare che i bot siano diventati improvvisamente silenziosi rischia paradossalmente di produrre altra disinformazione: induce a credere che la minaccia sia scomparsa, proprio mentre le operazioni di influenza proseguono.

    Il punto sollevato da Quattrociocchi riguarda però una questione più ampia. Il professore è tra gli autori di , rapporto pubblicato nell'aprile 2026 dal Joint Research Centre della Commissione europea.

    Lo studio sostiene che la disinformazione non possa essere affrontata soltanto individuando notizie false e soggetti che le producono. Il problema riguarda l'architettura stessa dell'ambiente digitale, nel quale gli algoritmi e i modelli economici delle piattaforme premiano i contenuti capaci di catturare l'attenzione, spesso quelli più emotivi e divisivi.

    Le operazioni di influenza straniere sfruttano questi meccanismi, senza averli necessariamente creati. Dietro la manipolazione dell'informazione esiste un'intera infrastruttura fatta di data center, account automatizzati, sistemi di raccomandazione, cloud e AI generativa.

    Gli attacchi a Yandex mostrano quanto questa infrastruttura sia diventata strategica. Ma anche quanto sia difficile misurare scientificamente le operazioni di influenza e quanto rapidamente un dato tecnico possa trasformarsi in una certezza politica. Per stabilire se i droni abbiano effettivamente interrotto specifiche campagne di propaganda serviranno analisi delle reti coinvolte e prove del loro legame con le infrastrutture colpite.

    Resta soprattutto la domanda posta da Quattrociocchi: quale ambiente informativo abbiamo costruito, se i contenuti che riescono meglio a trattenere la nostra attenzione sono spesso quelli che alimentano il conflitto? Una domdanda che resterebbe aperta anche se tutte le fabbriche di troll russe smettessero di funzionare.

  • 18:37 - Welfare, Lombardi (Fondo italiano d'investimento): "Selezioniamo imprese che aiutiamo a crescere"

    Roma, 14 ott. (Adnkronos/Labitalia) - "Quello che stiamo facendo come Fondo italiano d'investimento è innanzitutto di selezionare con estremo rigore le imprese che aiutiamo a crescere. Noi le selezioniamo solo laddove siano in grado di generare valore industriale, crescita dell'occupazione e maggiore qualificazione della forza lavoro, perché noi riteniamo che nel medio periodo la generazione di valore industriale sia assolutamente sinergica rispetto alla generazione di parametri economico finanziari che richiedono i nostri investitori". Lo dice in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia Domenico Lombardi, amministratore delegato e direttore generale Fondo italiano d'investimento, in occasione della terza edizione del Global Welfare Summit 2026.

    "Il mese scorso - sottolinea - il Fondo italiano ha istituito il nuovo fondo filiere strategiche che ha una concezione nuova perché interverrà esclusivamente su alcune selezionate filiere che sono appunto strategiche per l'economia del Paese. Quindi noi andremo a investire su queste filiere, favorendo la crescita delle imprese, aumentandone la dimensione, promuovendone lo sviluppo e anche accrescendo la resilienza dell'intera filiera".

    "In questo modo noi generiamo come Fondo italiano un doppio dividendo, un dividendo di mercato per i nostri investitori, ma anche un dividendo di sistema, quindi esternalità positive per la filiera e per il Paese in generale", conclude.

  • 18:22 - Fiaschi (Manageritalia), "Guardare il bisogno l'accesso e laconsapevolezza per superare gap"

    Roma, 14 ott. (Adnkronos/Labitalia) - "Il welfare gap si risolve su tre dimensioni: bisogna guardare il bisogno, l'accesso e la consapevolezza. I bisogni cambiano, la popolazione italiana muta e c'è difficoltà ad accedere ad un welfare sempre più costoso. La cronicità nelle malattie, si vive più a lungo e questo è un primo grande problema da affrontare. Ma il tema è anche l'accesso". Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Massimo Fiaschi segretario generale Manageritalia, in occasione della terza edizione del Global Welfare Summit 2026.Il welfare gap si risolve su tre dimensioni: bisogna guardare il bisogno, l'accesso e la consapevolezza.

    "Qui in Italia - spiega - ci sono le grandi aziende che offrono un welfare contrattuale molto importante. Troppe piccole aziende non lo possono offrire, bisogna fare quello che il presidente dell'Osservatorio Italian Welfare Stefano Castrignanò ha proposto oggi: un patto nazionale affinché le grandi aziende possano aprire anche alle piccole, affinché l'accesso sia più facilitato".

    "La terza dimensione è la consapevolezza. In questa complessità bisogna essere maturi e poter scegliere, sapere quali sono appunto i propri bisogni e fare in maniera che l'approccio a questo sistema complesso sia formato e consapevole", conclude.

  • 17:52 - Welfare, Di Raimondo (Asstel): "Investire su persone per sostenere la trasformazione lavoro"

    Roma, 14 ott. (Adnkronos/Labitalia) - "Il welfare non può più essere considerato soltanto uno strumento di protezione o un insieme di benefici aggiuntivi alla retribuzione. È una componente strategica della qualità del lavoro, della capacità delle imprese di generare valore economico insieme a valore sociale, di attrarre e trattenere competenze e della competitività del sistema Paese. La sfida è renderlo sempre più diffuso, strutturale, accessibile, superando le differenze che oggi separano le grandi organizzazioni dalle imprese di minori dimensioni". Lo ha dichiarato Laura Di Raimondo, direttrice generale di Asstel-Assotelecomunicazioni, intervenendo al Global Welfare Summit, nell'ambito della tavola rotonda 'Le nuove dimensioni del valore: welfare, benessere e competenze'.

    "La trasformazione digitale e quella demografica - spiega - stanno cambiando profondamente il rapporto tra persone e lavoro. Le imprese devono confrontarsi con nuove aspettative, con bisogni sempre più articolati, con la necessità di aggiornare continuamente le competenze. In questo scenario, è necessario costruire alleanze strutturate tra imprese, Istituzioni e parti sociali. La contrattazione collettiva e la bilateralità possono svolgere un ruolo determinante per ridurre il cosiddetto Welfare Gap, rendendo accessibili strumenti e servizi, adeguati ai nuovi bisogni, anche alle persone che lavorano nelle realtà più piccole".

    La filiera delle telecomunicazioni rappresenta un osservatorio privilegiato di queste trasformazioni: "Con il rinnovo del ccnl tlc dell'11 novembre 2025 abbiamo scelto di governare l'evoluzione del settore attraverso un contratto che guarda al futuro del lavoro. Il rafforzamento del welfare, la sanità integrativa, la previdenza complementare, la valorizzazione delle competenze e il Fondo di solidarietà bilaterale sono parte di una visione industriale nella quale innovazione e sostenibilità sociale devono procedere insieme".

    Particolare attenzione è stata dedicata alle esigenze delle diverse generazioni: dall'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro alla riqualificazione professionale, fino alla valorizzazione dell'esperienza delle persone più senior.

    "Le competenze - avverte - sono l'infrastruttura strategica della trasformazione digitale. Il digitale non è un progetto, è esecuzione, e per l’esecuzione servono le persone, le competenze e le capacità adeguate. Non basta investire in reti e tecnologie se non investiamo contemporaneamente nelle persone con coraggio e visione industriale. La formazione continua deve diventare permanente e deve essere parte integrante del welfare, perché rafforza l'occupabilità, offre prospettive di crescita e contribuisce alla sicurezza professionale".

    "Dobbiamo passare - sottolinea Di Raimondo - da un welfare inteso come insieme di prestazioni, strumenti, a un modello integrato capace di generare valore condiviso: benessere e opportunità per le persone, produttività e innovazione per le imprese, maggiore coesione sociale e qualità dell'occupazione per il Paese. Una responsabilità che imprese, parti sociali e istituzioni devono assumersi insieme".

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