15 May 2021

Ecco l’aula del futuro, sicura, adattabile e tecnologica

Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - Banchi allineati di fronte alla cattedra dell’insegnante: un modello superato. L’aula del futuro dovrà essere adattabile, tecnologica e sicura, nel segno della multifunzionalità. Ambienti educativi che permettano la sperimentazione e favoriscano la partecipazione, senza dimenticare la didattica a distanza come opportunità oltre il Covid. Spazi ripensati che, però, possono essere applicati da subito alle realtà preesistenti negli edifici scolastici. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Napisan e Stefano Boeri Interiors nell’ambito dell’iniziativa “Igiene Insieme”.

Il risultato, una nuova visione di scuola che, attraverso il rispetto di standard di igiene sempre più rigorosi e non esclusivamente legati a Covid-19, permetta alle persone di vivere spazi non più a sé stanti ma sempre più versatili, fondendo le attività didattiche con quelle ludiche e di intrattenimento e determinando un utilizzo continuo, anche oltre i classici orari d’insegnamento. Un ambiente scolastico innovativo, multifunzionale e aperto in cui tutti gli spazi possono essere adattati in base agli usi e alle necessità.

“Abbiamo avviato questa collaborazione per ripensare la classe del futuro - spiega all’AdnKronos Enrico Marchelli, Ad Reckitt Hygiene Italia - Lo stravolgimento delle abitudini di questo anno ha portato a ripensare il concetto stesso di scuola. Il progetto elaborato prevede classi flessibili, modificabili nell’arco della giornata a seconda delle lezioni, in cui la tecnologia viene inserita all’interno della struttura in maniera permanente per permettere l’accesso alla formazione anche a distanza. Partiremo con una prima classe pilota, selezionata tra le 8mila coinvolte nel progetto Igiene Insieme, all’inizio della stagione scolastica 2021/22, per dimostrare come può essere l’aula del domani, che può diventare il viatico per un approccio diverso alla scuola italiana. E se le valutazioni saranno positive, speriamo di poter estendere il progetto”.

Il progetto vivrà una prima fase di applicazione nella seconda metà del 2021, con l’assegnazione del primo prototipo ad una delle 8.000 scuole italiane che hanno partecipato al progetto “Igiene Insieme”. I principi chiave del progetto di Stefano Boeri Interiors sono l’adattabilità dello spazio, per garantire diverse possibili configurazioni a seconda delle pratiche di insegnamento adottate e delle funzioni svolte; tecnologia, per permettere l'espansione delle opportunità di apprendimento oltre i confini della classe; sicurezza, per fornire uno spazio d'insegnamento sicuro e sano.

La luce, i colori, la tecnologia e gli arredi sono tra i protagonisti di questo nuovo modo di pensare i confini dell’apprendimento: spazi flessibili che cambiano e si adattano ad ogni esigenza, diventando all’occorrenza anche sale per la musica, laboratori artigianali e scuole di danza, modificandosi nel corso della giornata. Una scuola libera ed aperta ad ogni forma di apprendimento, al servizio della socialità e della comunità intera.

“Stiamo ragionando su modelli di spazio educativo che permettano la sperimentazione – spiega Stefano Boeri, Co-Founder di Stefano Boeri Interiors - Stiamo immaginando spazi che possano essere adattabili a modelli di insegnamenti differenziati, magari nella stessa aula, con pareti mobili che permettano di modulare lo spazio su diverse esigenze”.

L’aula del futuro è uno spazio capace di espandersi verso il corridoio o verso l’esterno, dotato di pareti attrezzate che permettono di contenere il materiale scolastico e gli arredi stessi. Per Giorgio Donà, Founding partner & Director di Stefano Boeri Interiors, “è lo spazio dai molteplici paesaggi educativi, un luogo che concorre al benessere psicofisico e sociale di chi lo abita, che possa offrire tempi e modi d’uso di differenti funzioni”.

L’aula è inoltre dotata di sistemi tecnologici avanzati e studiati per migliorare la qualità della didattica a distanza. Educazione all’igiene, distanziamento sociale, dispositivi di pulizia dell’aria, attività di pulizia ordinarie e ricerca di materiali lavabili e antibatterici, sono temi cardine per una ripartenza consapevole e per ripensare il concetto di igiene e inquinamento indoor.

Il progetto “Igiene Insieme”. Il percorso di responsabilità sociale già avviato da tempo, spiega all’AdnKronos Enrico Marchelli, Ad Reckitt Hygiene Italia, con la pandemia ha visto Napisan concentrarsi sul mondo della scuola “perché la scuola significa educare e formare i bambini che sono i cittadini del domani”. Igiene e buone abitudini al centro del progetto “Igiene Insieme” che ha coinvolto, dal 2020, inizialmente 5mila scuole. Nel 2021 se ne sono aggiunte altre 3mila per un totale di 8mila scuole su tutto il territorio nazionale. “E’ un progetto connesso alla visione di lungo termine dell’azienda: avere marche e prodotti capaci non solo di portare risultati ma di avere un impatto positivo sulla comunità, questo lo vediamo come un investimento a lungo termine”, sottolinea Marchelli.

Con l’obiettivo di rendere sempre più diffuse le buone pratiche di igiene tra i più piccoli, il progetto “Igiene Insieme”, voluto Napisan fin dai primi mesi della pandemia, ha portato alla donazione alle scuole coinvolte di materiale didattico e informativo realizzato con l’Università Vita-Salute San Raffaele, oltre a kit per l’igienizzazione personale e delle superfici, per un impegno economico superiore ai 2 milioni di euro. Inoltre, è stata offerta a tutti gli insegnanti coinvolti la possibilità di partecipare a un corso di formazione a tema igiene, sviluppato anche questo con la consulenza scientifica dell’Università Vita-Salute San Raffaele, riconosciuto dal Miur e utile all’assolvimento dell’obbligo formativo.

Le iscrizioni al progetto, rivolto alle scuole d’infanzia e a quelle primarie, sono ad oggi ancora attive, e lo saranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di garantire una sempre più crescente importanza e diffusione al tema dell’educazione all’igiene personale, che una volta appresa ha poi riflessi molto positivi nei contesti familiari.

Secondo una ricerca condotta a gennaio 2021, sostanzialmente a metà progetto, da La Fabbrica su 1.000 docenti di scuole primarie e d’infanzia che hanno aderito al progetto, il 70,3% dei docenti sostiene di aver osservato significativi miglioramenti nei comportamenti spontanei dei bambini circa l’attenzione all’igiene e alla prevenzione; l’88% dei docenti sostiene che vi siano stati miglioramenti in igienizzazione delle mani, il 67% che vi siano stati miglioramenti in lavaggio delle mani, il 44% dei docenti ha notato miglioramenti anche nell’igienizzazione banchi.

Fonte Adnkronos






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