Ttg di Rimini molto intenso e interessante. Che ha espresso uno sguardo su una nuova stagione di progresso del turismo nazionale e internazionale. Questo il mio parere schietto sulla manifestazione appena conclusa.
Ma c’è un particolare di gestione che non mi è piaciuto per niente. A me e ai partecipanti con i quali ho parlato: la card per i caffè o i panini o per l’acqua. Una cosa sinceramente folle. Per un caffè eri obbligato a farti una card di minimo 5 euro. Naturalmente nessuno o quasi è riuscito ad esaurire i soldi della card. Chi uno, chi quattro euro, chi sei, tutti sono rimasti con qualche somma incistata nella card.
Allora ho parlato con la responsabile del servizio la quale mi ha detto che per il rimborso bisogna accedere attraverso il QRcode. Bene, e in quanto la cifra viene rimborsata? Risposta: be’ ancora non lo sappiamo. Ma io ho voluto entrare nel QRcode e fra le richieste per il rimborso c’è anche l’Iban. Ma secondo voi io metto l’Iban nel database di Fiera Rimini? E chi lo fa? Non è questo un dato sensibile? Chi ha dato il via libera a questa procedura?
Naturalmente bisogna fare chiarezza sulla questione. Perché se ragioniamo in soldoni tutti i centomila o più fra espositori, visitatori, stampa eccetera eccetera, avranno lasciato qualcosa. Ammettiamo che sia un euro. Nelle casse di Fiera Rimini ci sono almeno 100 mila euro senza nessuna giustificazione. Spero che qualcuno faccia qualcosa sia per questa appropriazione sia per la richiesta dell’Iban. Noi aspettiamo risposte da Fiera Rimini o da chi sta gestendo la faccenda.
Giuseppe Aloe













