Sardegna lenta. Il turismo lento si consolida come asset strategico per la Sardegna, puntando a destagionalizzare i flussi e a svelare il fascino dei territori interni”.
Lo ha detto l’assessore regionale al turismo, artigianato e commercio, Franco Cuccureddu, a Nuoro alla presentazione della quinta edizione di “Noi Camminiamo in Sardegna”.
Itinerari e paesi
I gruppi attraverseranno l’Isola lungo 17 itinerari, toccando più di 70 comuni, attraverso gli otto cammini riconosciuti nel Registro regionale, otto Destinazioni turistiche di pellegrinaggio e un percorso pilota dedicato ai “cammini in bici” sulle tracce del romanico nel Meilogu.
“Abbiamo 15 borghi certificati che completano l’offerta di slow tourism”, ha sottolineato Cuccureddu, spiegando che il turismo lento consente di perseguire due obiettivi strategici per la Sardegna: “la delocalizzazione e la destagionalizzazione”.
L’offerta comprende cammini, destinazioni di pellegrinaggio, rete escursionistica e borghi, con l’obiettivo di proporre sui mercati nazionali e internazionali un prodotto unitario fondato su sostenibilità, natura, ambiente, ospitalità e patrimonio storico-culturale. L’evento si concluderà a Bosa, dal 2 al 4 ottobre, con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Rai Lorena Bianchetti, la presentazione di un protocollo d’intesa per la valorizzazione dei cammini a livello nazionale e una camminata finale di circa 10 chilometri aperta al pubblico. “Si tratta di un passaggio determinante per posizionare la destinazione Sardegna sul mercato internazionale del slow tourism”, ha concluso Cuccureddu.























