Direttiva pacchetti. Voglio riprendere, ma solo per rendere più evidente la situazione della nuova Direttiva pacchetti. Il 26 giusgno ci sarà la votazione finale e il quadro generale non è positiva per il turismo organizzato. Infatti solo l’Italia è contraria a questo provvedimento e e sta chiedendo delle modifiche senza le quali si metterebbe in difficoltà il settore. Gli altri paesi, non si riesce a capirne il motivo, sono tutti schierati a favore. Per cui il giorno del voto, se le cose rimangono così, l’Italia sarà in minoranza e la Direttiva passerà.
I punti nodali
Ricordo che la Direttiva prevede nell’articolo 5 bis il limite del 25% per gli acconti dei pacchetti turistici e la richiesta del saldo non prima di 28 giorni dall’inizio del pacchetto. E inoltre il recesso soggettivo con il rischio che potrebbe essere interpretato per qualsiasi ipotesi di impedimento personale del consumatore.
E questo sarebbe un modo per impedire alle agenzie e agli operatori di vivere. Perché non è compatibile con una gestione finanziaria adeguata.
Allora se la Direttiva dovesse passare le associazioni e il governo italiano hanno la possibilità. Qualora venga il provvedimento fosse ritenuto iniquo (e lo è) di rivolgersi al Tribunale dell’Unione europea o alla Corte dei giustizia di giustizia dell’Unione. Mi sa che dovremo prendere questa strada.























