Santanchè. Parlando, come sempre da superior ad inferior, il ministro del turismo s’inventa una nuova formula: vuole che fra cinque anni fare il cameriere sia figo.«Se un figlio, 20-30 anni fa, diceva in famiglia che avrebbe voluto fare il cuoco, non so se i genitori sarebbero stati così contenti. Oggi, invece, è figo grazie a Masterchef: la televisione ha dato uno status a una professione. E riconoscere uno status è fondamentale. Tra cinque anni voglio che sia figo anche fare il cameriere».
Un’idea
Io potrei essere anche d’accordo. Allora convinca suo figlio (che attualmente lavora a Londra e non certo in un ristorante) a ritornare in Italia e a svolgere questo lavoro figo che sarà fare il cameriere. Magari non lo convinca oggi, ma fra 5 anni. Così potrà dire: il cameriere è un lavoro figo tanto che lo fa anche mio figlio. Può farlo anche con i figli trentenni dei suoi amici: andate a fare il cameriere che è figo. Vediamo cosa le rispondono.
Il punto è che si tende a farsi belli con le difficoltà altrui. A me questo atteggiamento non piace.























