Nel 2022 sono mancate circa 300 mila figure professionali nei settori del turismo e ristorazione, che sperimentano “difficoltà di reperimento di lavoratori”, secondo l’analisi di Confesercenti. Solo per l’ultimo trimestre del 2022 potrebbero essere tra 55 e 60 mila i lavoratori “mancanti” nei due comparti.
L’associazione segnala come una “piaga” i contratti ‘pirata’ che “generano dumping e creano di fatto difficoltà occupazionali legate anche ad un Reddito di cittadinanza che sino ad ora ha fornito alternativa ai bassi salari determinati da questi contratti”. Per il settore turistico l’associazione vede una “ripartenza” ma “ancora insufficiente”, avviata dalla scorsa primavera.
«Nonostante la buona ripresa, tra gennaio e agosto di quest’anno – afferma – le presenze si sono fermate a 292 milioni: un aumento del 46% sul 2021, ma ancora l’11,5% in meno rispetto al 2019. A mancare soprattutto le presenze straniere, ferme al -15,5% dai livelli pre-pandemia. Neanche la domanda italiana è del tutto recuperata, con il 7,6% di presenze in meno rispetto al 2019». Dunque, si riparte ma – sottolinea Confesercenti – i livelli pre-pandemia sono ancora lontani.























