7 October 2026

Italian Monitor Shopping Tourism: chi è il turista che viaggia per shopping e come accoglierlo

L’edizione 2026 dell’Italian Monitor dello Shopping Tourism è stata presentata a Parma nell’ambito della giornata annuale di studio e confronto, un formato inaugurato nel 2016 da Risposte Turismo per analizzare le dinamiche dello shopping tourism: in Italia e nel mondo.

Un momento di incontro e dialogo per gli operatori appartenenti tanto al mondo del turismo quanto a quello del retail. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha presentato l’edizione di quest’anno di Shopping Tourism Italian Monitor. Negli scorsi anni il rapporto di ricerca ha approfondito i mercati statunitense, francese e tedesco, quest’anno l’analisi della domanda si è concentrata, oltre che sull’Italia, sul Regno Unito e sulla Spagna, mercati particolarmente rilevanti per l’incoming nazionale. Il Regno Unito è il terzo Paese europeo per arrivi in Italia e il terzo in assoluto per spesa turistica, mentre la Spagna è il settimo mercato europeo per arrivi e il quinto per spesa.

«I risultati dell’indagine confermano che Spagna e Regno Unito sono due mercati ai quali l’Italia deve guardare con particolare attenzione. – ha affermato di Cesare – Già rilevanti per il nostro incoming e per la spesa turistica, mostrano una forte familiarità con i viaggi motivati dallo shopping e un interesse molto elevato verso il nostro Paese. Il fatto che, tra gli shopping tourist intervistati, quasi tutti gli spagnoli e circa nove britannici su dieci abbiano già viaggiato in Italia per fare acquisti o desiderino farlo, testimonia la forza della nostra offerta ma anche un potenziale ancora da trasformare pienamente in valore. L’indagine ci dice che la capacità attrattiva dell’Italia non dipende soltanto dalla convenienza o dalla presenza dei grandi marchi: entrano in gioco la qualità e il design, il fascino dei luoghi, le produzioni tipiche e le botteghe artigiane. La sfida per destinazioni e operatori è dunque passare da un’attrattività in parte spontanea a una proposta di shopping tourism più riconoscibile, organizzata e integrata con l’esperienza complessiva del viaggio».

L’Italian Monitor dello Shopping Tourism 2026 fornisce molti dati interessanti; tra questi evidenzia che del campione intervistato, composto da britannici e spagnoli, il 71% dei turisti spagnoli e il 67% di quelli dal Regno Unito hanno già viaggiato per fare shopping. Si muovono per fare acquisti soprattutto viaggiatori tra i 18 e i 29 anni che sono il 72% nel Regno Unito e l’81% in Spagna.

I turisti britannici sono quelli che hanno scelto meno il nostro Paese per una vacanza all’insegna dello shopping (41%) ma che sono maggiormente interessati a farlo in futuro (48%). Tra gli shopping tourist spagnoli, invece, il 70% ha già viaggiato in Italia per shopping e il 29% vorrebbe farlo. Lo shopping tourist britannico e spagnolo sceglie soprattutto mercatini, bancarelle di prodotti tipici e piccole botteghe di artigiani locali. «L’appuntamento di quest’anno di Shopping Tourism è stato particolarmente ricco di contenuti. – ha concluso di Cesare – Si è parlato dell’Italia come destinazione di shopping, di cibo e di vini in quanto prodotti della gastronomia locale che i turisti chiedono e vogliono portare a casa, di Parma, la città che ci ha ospitati, di GenZ e di tanto altro. Il nostro Monitor, edizione 2026, rivela che l’Italia continua ad essere una destinazione di shopping perché mette a disposizione degli shopping tourist outlet, department store, centri commerciali e negozi nel centro delle città.

Questi turisti sono più internazionali che italiani e, forse, sono proprio gli italiani ad avere la minore propensione a viaggiare per shopping. Da questo deriva un’indicazione per gli operatori impegnati nel fenomeno: devono aprirsi al mercato internazionale ed essere pronti – dal punto di vista delle lingue, delle abitudini e delle preferenze – ad accogliere una domanda, che già oggi è significativa e crescerà negli anni».
Chiara Ambrosioni

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Più staccate e posizionate su un target senior rimangono Oceania Cruises, che raccoglie l’8,45% dei passeggeri con un'età media di 73,2 anni, e Ponant, che conta il 4,23% delle scelte con un'età media pari a 67,7 anni.\r\n\r\n“Explora Journeys ha rappresentato per il settore del crocierismo di lusso un piccolo tsunami che ha agitato acque considerate tranquille fino a una manciata d’anni fa” spiega Matteo Lorusso, direttore generale di Ticketcrociere. “Il brand dispone di numerosi strumenti, dalla flotta nuova di navi ai corposissimi investimenti in advertising che spingono le vendite in Italia fino alla scelta di figure apicali che provengono dalle multinazionali del lusso e che hanno importato a bordo gli standard dell’hôtellerie a 5 stelle. Anche il posizionamento è marcato: nominare Jannik Sinner come Brand Ambassador indica una volontà chiara di puntare a un target giovanile, attento alla cura di sé ma allo stesso tempo rilassato e smart”.\r\n\r\nQuanto costa viaggiare una settimana su una nave di lusso?\r\nDall’analisi compiuta sulle transazioni risulta che una settimana all-inclusive a bordo delle navi Explora Journeys costa in media 5.200 euro, contro i 3.600 euro di Silversea: le due compagnie sono le uniche a vantare prenotazioni nell’arco dell’intero triennio effettuate su Ticketcrociere.\r\nPer salire sulle navi Oceania Cruises (prenotazioni riferite al solo 2026) e Ponant (2027) si spendono rispettivamente 2.400 euro e 5.200 euro. Staccata Seabourn: relativamente al solo 2027, la compagnia americana registra uno scontrino medio di 9.800 euro a persona.\r\n\r\nChi sono i crocieristi di lusso, dove viaggiano e quando prenotano\r\n7,5 passeggeri di lusso su 10 sono coppie, 1,55 le famiglie con figli. I viaggiatori single sono 1 su 10 e includono sia gli “edonisti” – professionisti e manager che possono lavorare da remoto – sia i “silver solo travelers”, vedovi o persone mature che desiderano continuare a viaggiare nel massimo\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\ndel comfort e della sicurezza organizzativa. Conferme arrivano anche dalla scelta delle destinazioni: le tratte preferite restano i Caraibi e il Mediterraneo, che vengono prenotate in media un anno prima delle partenze, concentrate in inverno e in agosto.\r\n\r\nIl futuro della crocieristica di lusso\r\nL’avanzata di Explora Journeys – l’unico marchio della crocieristica di lusso con DNA italiano – ha innescato una “corsa agli armamenti” tra i brand storici del settore. L’americana Crystal Cruises, non presente in queste rilevazioni, ha di recente commissionato una terza nave che diventerà operativa nel 2028, 25 anni dopo l’inaugurazione del suo secondo esemplare, Crystal Serenity. Silversea – altro competitor a stelle e strisce che di recente ha ospitato a bordo l’attrice Nicole Kidman – ha introdotto nuove tariffe, riorganizzato le categorie delle suite e ordinato due nuove navi da spedizione, che porteranno la flotta a 14 esemplari.\r\n\r\nPonant ha acquisito la maggioranza di Aqua Expeditions per espandersi nelle crociere fluviali di lusso in Amazzonia e sul Mekong; contestualmente, la compagnia francese ha completato il restyling della m/s Paul Gauguin per rafforzare la presenza in Polinesia. Già entro il 2027 l’americana Oceania Cruises metterà a disposizione del mercato due nuove unità, Oceania Aurelia e Oceania Sonata; altre tre navi gemelle andranno a completare la nuova linea Sonata Class attraverso una successione di consegne entro il 2037.\r\n\r\n“La crescita di questo segmento, seppur di nicchia, è notevolissima: per noi la quota lusso si aggira sul 15% del nostro giro d’affari. Tutto il comparto si sta muovendo: la domanda aumenta e aumentano di riflesso le vendite. Tre anni fa i porti italiani in cui attraccavano le navi di lusso erano 35, oggi sono 70, incluse tappe inedite come Crotone e Monopoli” conclude Lorusso.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nTaoticket S.r.l. è l’agenzia di viaggi leader in Italia nella vendita di crociere online. Nata nel 2008 e con sede a Genova, la società è sul mercato italiano con tre brand, tra cui Ticketcrociere. Attraverso lo sviluppo di strumenti e app all’avanguardia e con un sito web in sei lingue – italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco e cinese – mira a consolidare il primato in Italia e ad espandersi all’estero. 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