Brambilla, su tassa di soggiorno: «Nessunna decisione, senza sentire la categoria interessata»
8 giugno 2010 10:09
In occasione della 60ª assemblea di Federalberghi, il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla ha risposto all’appello di Bernabò Bocca contro l’introduzione di una tassa di soggiorno sui pernottamenti negli hotel di Roma, dichiarando che: «La questione sarà oggetto di un’ampia concertazione con le categorie, come ha ribadito anche il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. Non pensiamo che alcuna decisione possa venire presa senza sentire la categoria interessata. Se il vicesindaco ha preso questo impegno, sono sicura che si arriverà ad una conclusione condivisa da tutti».
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Nell’indifferenza più totale a 20 giorni dall’interruzione arriva un nuovo adempimento per le agenzie di viaggi che mette a rischio la sopravvivenza soprattutto delle piccole realtà
Da una settimana abbiamo richiesto al ministro Santanchè di intervenire sul ministero dell’economia per l’interruzione della la ritenuta d’acconto sulle provvigioni corrisposte alle agenzie di viaggio e turismo.
E’ vero che il tutto è stato introdotto da una la Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025), ai commi 140-142 e che parte il 1 marzo 2026 , ma ci aspettavamo uno slittamento e soprattutto un intervento di tutte le associazioni di categoria.
Cosa prevede questa norma ? Che le agenzie di viaggi avranno un minore importo commissionale dai loro fornitori, che diventeranno sostituti di imposta, e quindi svolgeranno una nuova attività per lo Stato per la quale dovrebbero anche essere ricompensati. La ritenuta prevista è del 23% sul 50% dell’imponibile.
Ma quale piccola realtà agenziale paga tante imposte in maniera cosi anticipata? E soprattutto in un momento di ripresa del settore, con l’abbandono del sostegno bancario per le piccole realtà, andare a eliminare liquidità è un problema.
E poi dovrà essere fatta ogni anno comportando sia alle agenzie di viaggi che ai tour operator nuovi adempimenti in maniera gratuita?
In conclusione la nostra associazione chiede al governo di far slittare tale adempimento, che era bloccato dagli anni 70, di parlarne con le associazioni di categoria e trovare una soluzione. L’onorevole Gianluca Caramanna già è intervenuto con un emendamento e lo ringraziamo
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[post_content] => Non è solo un nuovo target ma un nuovo modello di consumo. La Generazione Z — nati tra il 1996 e il 2010 — sta ridefinendo linguaggi, prodotti e strategie del settore turistico. Il tema è stato al centro dell’incontro “Generazione Z: il viaggio che cambia le regole” alla Bit di Milano.
«È un segmento fondamentale perché ci mostra il futuro dei viaggi: influenza già oggi le scelte e i trend del mercato» ha spiegato Claudio D’Angelo, partner Ey Italia. «Per questa generazione il valore dell’esperienza di viaggio supera perfino beni materiali e lusso».
Secondo l’Osservatorio Ey (5 mila intervistati in cinque Paesi), il 53% dei giovani viaggia per partecipare a eventi culturali, musicali o sportivi, mentre il 24% utilizza già l’intelligenza artificiale per pianificare itinerari ed esperienze.
Viaggio come esperienza, non destinazione
La scelta geografica diventa secondaria rispetto a passioni e community. Social media (46%) e contenuti audiovisivi (25%) incidono più dei canali tradizionali nella decisione finale. Il fenomeno impone un cambio di approccio al prodotto: meno pacchetti rigidi e più format flessibili. Crescono inoltre i viaggi ibridi tra vacanza, lavoro e studio: il 74% della Gen Z si dichiara interessato a formule workation e bleisure.
Sensibilità a overtourism e sostenibilità
L’under 30 si dimostra anche più consapevole dell’impatto dei flussi: il 52% afferma di aver subito effetti negativi dell’overtourism nell’ultimo anno e si aspetta politiche di gestione attiva delle destinazioni. Allo stesso tempo l’84% dichiara di aver fatto scelte di viaggio attente alla sostenibilità ed è disposto a spendere di più per opzioni realmente green, chiedendo però maggiore trasparenza nelle offerte.
Agenzie e community: la nuova convergenza
Il cambiamento investe direttamente la distribuzione. La collaborazione tra Bluvacanze e WeRoad nasce proprio in questa direzione.
«Per continuare a lavorare dobbiamo comprendere i desideri delle nuove generazioni e contaminare il nostro modo di costruire il viaggio» ha spiegato Claudio Busca, gm Bluvacanze. «WeRoad vende community: è un approccio diverso che deve trovare equilibrio con il pacchetto tradizionale».
Dello stesso avviso Stefano Arossa, commercial regional manager WeRoad: «Mettere insieme competenze diverse è un plus per il cliente».
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Per il trade la sfida ora è culturale prima ancora che commerciale: far dialogare agenzie e nuove generazioni, trasformando l’intermediazione da semplice vendita a interpretazione dei desideri di viaggio.
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[post_content] => «Abbiamo voluto parlare delle Olimpiadi per arricchire il programma della Bit con appuntamenti legati al mercato mondiale del turismo e per capire quale sarà l'eredità di quanto sta succedendo non solo a Milano, a Cortina e nelle regioni limitrofe, ma anche in tutta Italia». Esordisce così Paolo Verri, presidente della Fondazione Mondadori e advisory board della Bit, che ha presentato con entusiasmo il panel: “Olimpiadi. E dopo? L’onda lunga degli eventi sportivi nelle città olimpiche. Milano - Parigi – Barcellona”. Nell’indagare un tema tanto significativo hanno preso la parola Enric Turñó, assessore allo sport del Comune di Barcellona, Sandrine Buffenoir, direttrice di Atout France, Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura della città di Milano e Domenico De Maio Education & Culture Director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Sono con noi due città amiche: Barcellona (che è gemellata con Milano) e Parigi (sede dell’ultima Olimpiade) che tanto ha avuto in comune con Milano: dalla cerimonia d’apertura all’impegno della sindaca Anne Hidalgo nel farla diventare una città totalmente sostenibile. - prosegue Verri - Un impegno che, nel corso di 24 mesi, ha dimostrato di essere un forte traino per una nuova Parigi e una nuova Francia. Per arrivare a questo abbiamo tutti imparato di Barcellona, dove le Olimpiadi hanno dato aiuto alle periferie, e hanno fatto un importante lavoro per l’inclusione sociale e per i giovani. Le Olimpiadi del 1992 hanno cambiato la storia di Barcellona e la storia del Movimento Olimpico». Nel 1992 Enric Turñó era l'assessore ai giovani, allo sport e alle Olimpiadi del Comune di Barcellona e racconta quale effetto duraturo i Giochi abbiano avuto sul turismo e sull'orgoglio locale. «Allora era in corso una transizione politica, c’era una crisi economica e la città tentava, faticosamente, di riprendersi da una dittatura lunga 40 anni. - afferma Turñó - Juan Antonio Samaranch venne nominato presidente del Comitato Olimpico Internazionale dal 1980 al 2001; era cittadino di Barcellona e decise di proporre la candidatura olimpica come motore di sviluppo della città, avviando importanti opere di recupero. Le organizzazioni governative e il comitato olimpico lavorarono insieme con le istituzioni turistiche e avviarono un piano alberghiero per favorire l’accoglienza degli ospiti, aprendo 15 grandi alberghi di catene internazionali. Alla fine dei giochi olimpici Samaranch disse che erano stati i migliori della storia e hanno accompagnato Barcellona e la Spagna nell’età moderna». «Barcellona è stata quindi la prima delle “nuove Olimpiadi”, perché ha capito che, per una città, la decisione di attrarre talenti, investimenti e turisti passa attraverso i giochi olimpici. Anche Parigi ha saputo cogliere questa opportunità» ha aggiunto Verri, dando la parola a Sandrine Buffenoir, direttrice di Atout France che prosegue: «Parigi si è candidata pensando a delle Olimpiadi diffuse che includessero tutta la Francia e anche la Polinesia Francese per le gare di surf. Abbiamo così messo in risalto un patrimonio del passato che conduce verso il futuro, con la digitalizzazione della Francia: grazie all’Ai abbiamo messo a punto strumenti per migliorare la mobilità dei passeggeri e che oggi restano come lascito dei Giochi. Abbiamo anche sviluppato una narrazione intorno alle competizioni invitando gli ospiti a sfruttare al meglio il loro tempo al di fuori delle gare visitando l’intera Francia, oltre a Parigi. Il paese intero ha così tratto beneficio dalle competizioni. È stata anche un’opportunità per la sostenibilità: i giochi dovevano avere il minor impatto in termini di emissioni di carbonio, quindi abbiamo costruito una sola struttura - una piscina e arena acquatica oggi utilizzata dalla città - mentre il Villaggio Olimpico, costruito con finanziamenti privati, ospita ora diverse attività. Per noi era fondamentale che i giochi andassero a beneficio della popolazione, in un progetto che proseguirà con i giochi nelle Alpi Francesi del 2030. Con il nostro Ministro dello Sport e il Comitato Olimpico abbiamo seguito la strada aperta da Barcellona1992, abbiamo imparato da Parigi2024 e stiamo osservando e studiando l’operato di Milano-Cortina2026: poi useremo tutto questo per organizzare nel modo migliore i Giochi Invernali del 2030 in termini di sostenibilità, nel rispetto degli abitanti locali e dell'ambiente». Le Olimpiadi coinvolgono anche la cultura: importante l’apporto di Domenico De Maio, education&culture director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Costruendo i programmi educativi e culturali per queste Olimpiadi conoscevamo l'off-city contract firmato da regioni e città nel 2019, secondo il quale i programmi educativi e culturali non sono attività a corredo dei Giochi ma, allo stesso modo di un impianto, sono parte dell'impegno di comunicazione e di responsabilità sociale di portare i valori olimpici a 8 milioni di ragazzi. Abbiamo voluto creare una comunità, che è quello che resta una volta finito il grande evento. Il nostro team è cresciuto da 3 a 15 persone e oggi produce un fatturato di 35mln di euro. Ci siamo confrontati con i territori con grande umiltà per sostenere il percorso di città che avevano ciascuna una propria identità e storia. È stata una sfida avvincente tenere insieme una metropoli come Milano con piccoli centri della Valtellina, delle aree montane di Bolzano, o città come Trento, che ha messo in campo una programmazione culturale potente. Tra i temi importanti quello dell’empowerment femminile, oppure la possibilità di vivere le aree montane usando la cultura. L’Olimpiade Culturale, i cui progetti sono stati visitati da 7mln di persone, ci ha dato la possibilità di includere città che non erano venue di gara: in Lombardia da Como a Monza, in Veneto con Venezia che in questi giorni celebra un Carnevale ispirato al gioco. È un programma che continuerà nel tempo: la comunità che è nata deve continuare a mantenersi coesa ed essere parte del fil-rouge che collega tutte le Olimpiadi. Quelle delle Alpi Francesi potrebbero infatti coinvolgere anche il Piemonte, seguendo un modello transnazionale che è il presente e il futuro delle Olimpiadi». Sono di Tommaso Bianchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, le interessanti parole conclusive del panel sul lascito dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. «Grandi sono la forza e il lascito dei momenti internazionali e centralizzati. - afferma - Penso all’Expo 1889 di Parigi con la costruzione della Tour Eiffel: un monumento che doveva essere temporaneo ed è invece diventato il simbolo di Parigi. Penso a quanto abbiamo appreso dall'esperienza pilota di Barcellona e da Parigi. 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Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Star Clippers prolunga l'iniziativa dell’Early booking discount, offrendo alle agenzie uno strumento in più per promuovere e commercializzare il prodotto in Italia.
Sconti del 10% e del 20% saranno applicati alle prenotazioni effettuate entro il 28 febbraio su una selezione di partenze previste per la prossima estate dagli home port mediterranei a bordo dei tre velieri Star Clippers.
Royal Clipper tra Costa Azzurra e Adriatico
Gli Early Booking Discount del cinque albero Royal Clipper, ammiraglia della flotta, riguardano un totale di nove partenze, tutte da sette notti, dai porti di Nizza (25 aprile, 2 e 16 maggio) e Venezia (11, 18 e 25 luglio; 1°, 8 e 15 agosto), tutte scontate del 10%, con rientro nello stesso porto di partenza.
Star Clipper tra minicrociere e coast-to-coast
Per il quattro alberi Star Clipper dieci crociere totali, tra aprile e novembre, con sconti tra il 10% e il 20%.
Dalle minicrociere di aprile con imbarco e sbarco a Nizza (25 aprile, 3 notti, con scalo a Monaco in occasione del GP Historique; 28 aprile, 4 notti) alle traversate tra Venezia e Civitavecchia (2 luglio, 11 notti, e ritorno su rotta opposta il 18 luglio, 11 notti) e tra Venezia e Atene (29 luglio, 11 notti, e ritorno su rotta opposta il 9 agosto, 11 notti).
Star Flyer tra il Canale di Suez e lo stretto di Gibilterra
I due capi del Mediterraneo, le estreme vie d’accesso al Mare Nostrum, saranno attraversate da Star Flyer. Il 30 giugno 2026 partirà una delle rotte più attese: da Safaga, porto egiziano sul Mar Rosso, il veliero raggiungerà Atene dopo aver attraversato il Canale di Suez, in 11 notti (sconto del 10%). Tra luglio e agosto, tre crociere nell’Egeo (Atene-Atene, 25 luglio, 8 e 15 agosto, sette notti), anticiperanno il gran finale di stagione in partenza da La Valletta il 25 ottobre: una crociera di 10 notti fino a Malaga, da cui il quattro alberi prenderà il largo verso le Americhe, attraversando lo stretto di Gibilterra.
Per il secondo anno consecutivo Star Clippers ripropone, su una selezione di partenze, importanti vantaggi per le famiglie per itinerari previsti la prossima estate e prenotazioni effettuate entro il 28 febbraio 2026.
Per alcune partenze a bordo dei velieri Star Flyer e Star Clipper il primo ragazzo (meno di 18 anni compiuti) viaggia gratis, mentre ulteriori ospiti under-18 ricevono uno sconto del 50% nelle cabine di categoria 2-6.
Su Star Flyer saranno quattro le crociere, in alta stagione sulle rotte Atene-Atene da sette notti, (25 luglio 2026, 1, 8 e 15 agosto 2026). Quattro partenze anche quelle a bordo di Star Clipper, sulle rotte da 11 notti Venezia-Civitavecchia del 2 luglio, Civitavecchia-Venezia del 18 luglio, Venezia-Atene del 29 luglio e Atene-Venezia del 9 agosto 2026.
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[post_content] => Per Going un nuovo sito con una nuova homepage pensata per accompagnare l’utente nella fase iniziale del viaggio: quella dell’ispirazione.
Con questo restyling, Going.it consolida una strategia digitale che privilegia l’ispirazione e la chiarezza del percorso, mantenendo il presidio del canale fisico come elemento strutturale della propria offerta. Una scelta in linea con l’evoluzione dei comportamenti di fruizione online, ma ancorata a un modello distributivo ibrido, in cui canale digitale e agenzie continuano a dialogare.
Il restyling punta su un impianto “a cards”, come una bacheca su un wallet.
Il nuovo layout si basa su griglie modulari di immagini che funzionano come unità autonome di contenuto. Le carte visive di grande formato, spesso a tutta larghezza o in composizioni irregolari, diventano il principale punto di accesso alle proposte. Il testo è ridotto all’essenziale e accompagna l’immagine, mentre la navigazione rinuncia a percorsi rigidi per favorire lo scroll e la scoperta. Inoltre, le carte si allineano in base alla navigazione degli utenti.
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«Abbiamo lavorato su una logica editoriale che sposta il sito da strumento puramente informativo a spazio di suggestione - spiega Marco Orlandi, digital consumer experience officer del Gruppo Bluvacanze - Il nuovo Going.it parla a un utente finale che non sta ancora acquistando, ma sta immaginando il proprio viaggio. È lo stesso approccio narrativo che utilizziamo sui nostri canali social, a partire da @Goingofficial: immagini forti, testi brevi, contenuti che accendono un’idea».
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Dal punto di vista funzionale, il sito presenta una struttura più ordinata e accessibile. Le sezioni principali sono dedicate a destinazioni, offerte di resort, proposte lifestyle, pacchetti crociera e parchi Disney. Restano facilmente raggiungibili le aree istituzionali “Chi siamo” e “Contatti”, con riferimenti chiari alla sede e ai contatti di emergenza.
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Il nuovo sito rafforza anche il legame con il canale agenziale. È stato infatti attivato un canale di contatto diretto che accompagna il cliente verso l’agenzia di viaggi: il form “Richiedi preventivo” consente di raccogliere gli interessi dell’utente e di indirizzarlo all’agenzia partner Going più vicina. La barra di ricerca, presente in cima a ogni pagina, permette inoltre di trovare rapidamente tutti i prodotti e di esplorare nel dettaglio itinerari e proposte.
«Il nostro approccio digitale non bypassa le agenzie di viaggio, ma le integra - sottolinea Maurizio Casabianca, chief commercial and operations officer di Going - Il sito è uno strumento di orientamento e di raccolta dell’interesse. La consulenza, il valore aggiunto e la relazione restano centrali e continuano a passare dalle agenzie partner».
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[post_content] => "Da vettore regionale a compagnia aerea globale": è l'ambizione dichiarata di Royal Air Maroc, in occasione del lancio ufficiale della nuova rotta Verona-Casablanca.
Il Catullo diventa l'ottavo scalo servita da Ram in Italia, mercato che conferma dunque la propria strategicità - è il secondo in Europa, dopo la Francia - con un aumento del 20% della capacità complessiva.
"Il decollo è previsto per il 21 giugno, con tre voli alla settimana (mercoledì, venerdì e domenica) - afferma il direttore generale per l'Italia, Walid El Khassal - pensate per servire l'importante bacino produttivo del Nord-est".
Positivo il trend attuale delle prenotazioni che "ricalca l'ottima performance del 2025, ma con un dato interessante: la booking window si sta allungando sensibilmente, segno di una pianificazione più anticipata dall'utenza". Attualmente circa "il 35-40% dei passeggeri dall'Italia vola oltre Casablanca, un dato in costante ascesa, alimentato dal progressivo ampliamento del network globale Ram". Una rete che quest'anno vedrà l'avvio di almeno "10 nuovi collegamenti, Verona inclusa, e poi Los Angeles, San Pietroburgo, Lille, Bilbao e Alicante, Palma di Maiorca, Pointe-Noire, Tripoli e Beirut".
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[post_content] => Sita lancia Advance Flight Delay Notification API per offrire alle compagnie aeree e agli aeroporti una visibilità anticipata di potenziali ritardi, consentendo alle squadre di agire tempestivamente e di limitare le interruzioni prima che si aggravino.
L’International Air Transport Association stima che i ritardi nella gestione del flusso del traffico aereo in Europa sono costati, da soli, alle compagnie aeree e ai passeggeri, €16,1 miliardi lungo lo scorso decennio. Gran parte di questo costo non è causata dal ritardo stesso, ma dalla mancanza di un’informazione tempestiva, necessaria per adeguare i piani operativi, riassegnare le risorse e proteggere i programmi futuri prima che il disservizio si diffonda.
Advance Flight Delay Notification API di Sita è la soluzione che utilizza le informazioni di partenza più aggiornate, combinate con una logica operativa basata sulla durata prevista del volo, per anticipare potenziali ritardi e per informare automaticamente gli aeroporti di destinazione. Il sistema fornisce avvisi automatici e aggiornamenti in tempo reale circa voli in ritardo o potenzialmente soggetti a disservizi, direttamente agli aeroporti di destinazione. Alle compagnie aeree e agli aeroporti di arrivo, questo può garantire il tempo necessario per adeguare tempestivamente i piani operativi, riducendo gli effetti a catena sulle operazioni di turnaround degli aeromobili, sulla pianificazione dell’equipaggio, sull’assegnazione dei gate e sui collegamenti dei passeggeri.
«La maggior parte dei disservizi non sono causati dal ritardo in sé, ma dal tempo che occorre perché il ritardo diventi visibile ai team chiamati a gestire il disservizio - spiega Martin Smillie, vicepresidente senior, communications and data exchange di Sita - In tutto il settore, gli aeroporti di arrivo sono ancora costretti a reagire piuttosto che a intervenire. Advance Flight Delay Notification API cambia quel modello offrendo segnali tempestivi e affidabili cosicché le decisioni operative possano essere prese con calma e senza pressioni, riducendo l’impatto sui passeggeri, sui costi e sulle prestazioni della rete aerea».
La soluzione fornisce avvisi centralizzati e notifiche push agli stakeholders interessati negli aeroporti di arrivo, favorendo un coordinamento più chiaro e una pianificazione delle risorse più efficace.
Fornito tramite connessioni HTTP sicure e crittografate, Advance Flight Delay Notification API comprende avvisi automatici che informano i passeggeri quando un volo è previsto in partenza con 15 minuti di ritardo rispetto all'orario programmato, dando ai team un tempo prezioso per adeguare le procedure di imbarco dei passeggeri, la manutenzione degli aeromobili e i piani di volo successivi.
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Noleggio camper in Islanda: guida pratica per un viaggio on the road
L’Islanda è una destinazione che invita a rallentare, osservare e adattarsi. Vulcani silenziosi, distese di lava, ghiacciai, fiordi e strade che sembrano dissolversi nell’orizzonte rendono il viaggio stesso parte dell’esperienza. In questo contesto, il noleggio camper in Islanda rappresenta una scelta sempre più diffusa tra chi desidera autonomia, flessibilità e un contatto autentico con il territorio.
Questa guida raccoglie informazioni pratiche e consigli utili per chi sta valutando un viaggio in camper o motorhome attraverso l’isola: dalla scelta del veicolo alla pianificazione dell’itinerario, dalle regole sui campeggi alle condizioni stradali, fino agli aspetti concreti legati al noleggio.
Viaggiare in Islanda in camper: vantaggi e aspetti da considerare
L’Islanda non è un Paese da visitare di fretta. Le distanze possono sembrare contenute sulla mappa, ma le condizioni delle strade, il clima variabile e la quantità di luoghi che invitano a fermarsi rendono necessario un approccio flessibile. Il camper risponde a questa esigenza meglio di molte altre soluzioni: permette di modificare l’itinerario in corso d’opera, di fermarsi più a lungo dove il paesaggio lo merita o di cambiare direzione se il tempo peggiora.
La libertà di movimento è il vantaggio più evidente: nessun orario di check-in, nessuna prenotazione vincolante, nessuna necessità di raggiungere una struttura specifica a fine giornata. Per coppie, famiglie e viaggiatori indipendenti, il camper offre un equilibrio unico tra comfort e avventura. Chi viaggia con bambini apprezza particolarmente la comodità di avere sempre a disposizione uno spazio familiare dove mangiare, riposare e ripararsi dal vento.
C’è poi un aspetto meno tangibile ma altrettanto importante: spostarsi in camper trasforma ogni giornata in un piccolo viaggio nel viaggio. Non si tratta solo di arrivare a una cascata o a un punto panoramico, ma di vivere il tragitto – le strade che attraversano campi di muschio, i ponti solitari, il mutare continuo della luce. Il camper diventa uno spazio di osservazione e riflessione, dove anche una sosta improvvisa può trasformarsi in uno dei ricordi più intensi del viaggio.
Va considerato, d’altra parte, che il viaggio in camper richiede un minimo di organizzazione: gestione del carburante, conoscenza delle regole sui campeggi, attenzione alle condizioni meteo e stradali. Ma è proprio questa preparazione consapevole che rende il viaggio più ricco e sicuro.
Come pianificare un itinerario in camper
Rotta generale e gestione delle distanze
La Ring Road (Route 1) è il punto di riferimento per la maggior parte dei viaggi in camper in Islanda. Con i suoi circa 1.322 chilometri, attraversa l’intera isola toccando molte delle attrazioni principali. Per percorrerla con calma, dedicando tempo a soste, escursioni e deviazioni, sono consigliabili dai sette ai dieci giorni. Chi desidera esplorare anche i Fiordi Occidentali o l’altopiano interno dovrebbe prevedere almeno due settimane.
Un errore comune è pianificare ogni tappa nei minimi dettagli. In Islanda è consigliabile costruire un itinerario di massima, lasciando spazio all’imprevisto. Come regola pratica, prevedete non più di 200–250 chilometri al giorno: sulle strade islandesi, questa distanza corrisponde spesso a un’intera giornata, considerando soste fotografiche, sentieri e condizioni variabili.
Un possibile itinerario di 7–10 giorni lungo la Ring Road
A titolo orientativo, un itinerario classico in camper potrebbe seguire questa traccia. I primi due giorni si dedicano al Golden Circle e alla costa meridionale, con tappe al Parco Nazionale di Þingvellir, a Geysir, alla cascata Gullfoss e al cratere Keríð. Dal terzo giorno si prosegue lungo la costa sud verso Skógafoss, la spiaggia nera di Reynisfjara e il villaggio di Vík.
La quarta e la quinta giornata possono essere dedicate al Parco Nazionale di Skaftafell, alla cascata Svartifoss e alla laguna glaciale di Jökulsárlón con la vicina Diamond Beach. Proseguendo verso est e nord, si raggiungono i fiordi orientali e la zona del lago Mývatn con le sue formazioni vulcaniche, le solfatare e i bagni naturali. Gli ultimi giorni possono prevedere la penisola di Snæfellsnes o il rientro verso Reykjavík con una sosta alle terme.
Questo schema è indicativo: la bellezza del viaggio in camper sta proprio nella possibilità di adattare ogni giornata alle condizioni reali, alle scoperte lungo il percorso e al proprio ritmo.
La stagione giusta per partire
La stagione incide profondamente sull’esperienza. In estate, da giugno ad agosto, le giornate offrono quasi 24 ore di luce, le strade principali sono tutte percorribili e i campeggi sono aperti su tutta l’isola. È il periodo più mite (10–13 °C di media), ma anche il più affollato, con campeggi che possono riempirsi già nel tardo pomeriggio.
Maggio e settembre sono mesi di transizione interessanti: meno affluenza, condizioni spesso ancora buone e, a settembre, la possibilità di avvistare le prime aurore boreali. La stagione delle aurore si estende fino ad aprile.
L’inverno, da novembre a marzo, è consigliato solo a viaggiatori esperti. Le ore di luce si riducono drasticamente (fino a 4–5 al giorno a dicembre), molte strade sono chiuse o ghiacciate e i campeggi operano con servizi ridotti. Chi sceglie di viaggiare in questa stagione deve disporre di un veicolo con pneumatici invernali (anche chiodati), riscaldamento ausiliario affidabile e buon isolamento termico. Un sacco a pelo adeguato a temperature sotto zero è indispensabile anche se il camper è dotato di biancheria da letto.
Il meteo come strumento di pianificazione quotidiana
Il meteo in Islanda può cambiare radicalmente nell’arco di poche ore: sole, neve e vento possono alternarsi in una sola mattina. Consultare ogni giorno le previsioni su vedur.is, lo stato delle strade su road.is e gli avvisi di protezione civile su SafeTravel dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana. Tutti e tre i portali sono disponibili in inglese.
Il vento merita un’attenzione particolare: le raffiche possono rendere la guida impegnativa, soprattutto per motorhome di grandi dimensioni, e possono danneggiare le portiere se aperte controvento. A volte la scelta più saggia è restare fermi un giorno in più e adattare la tabella di marcia alle condizioni reali, anziché forzare il programma.
Dove dormire in Islanda con il camper
Campeggi: la soluzione principale per il pernottamento
I campeggi sono la soluzione principale e più sicura per dormire con il camper in Islanda. Sono distribuiti capillarmente su tutta l’isola e in estate non c’è mai più di un’ora di viaggio per raggiungere quello più vicino. La maggior parte è aperta da maggio a settembre e offre servizi essenziali: bagni, docce, aree di scarico e, in molti casi, prese elettriche. Diversi campeggi dispongono anche di cucine comuni, aree barbecue e hot tub.
Nella stagione alta, i campeggi più popolari come Landmannalaugar e Þórsmörk tendono a riempirsi rapidamente: è consigliabile arrivare per tempo o prenotare in anticipo, dove possibile, tramite l’app Parka. Il pagamento avviene in genere con carta di credito, spesso al mattino o all’arrivo. La Camping Card islandese offre un pacchetto forfettario valido in numerosi campeggi e può risultare conveniente per viaggi superiori alla settimana.
Per chi viaggia in inverno, il numero di campeggi aperti si riduce significativamente, ma le stazioni di servizio offrono bagni accessibili tutto l’anno e quasi ogni località dispone di una piscina geotermica con docce e spogliatoi – un’alternativa pratica e piacevole.
Regole sul pernottamento: cosa è consentito e cosa no
Dal 2015, il pernottamento in camper in Islanda è consentito esclusivamente nei campeggi autorizzati e, in alcuni casi, presso strutture ricettive che offrono possibilità di sosta notturna. Dormire fuori dalle aree autorizzate è vietato, soprattutto nelle zone turistiche del sud, ed è soggetto a sanzioni. Il campeggio libero in tenda è tollerato solo in assenza di campeggi nelle vicinanze e limitato a una sola notte.
Nei camper senza bagno integrato, i servizi igienici dei campeggi e delle stazioni di servizio sono il riferimento principale. È severamente vietato fare i propri bisogni in natura. Rispettare queste regole non è solo una questione normativa, ma contribuisce alla tutela di un ecosistema estremamente fragile.
Strade e condizioni di guida in Islanda
Caratteristiche delle strade e regole di circolazione
La Ring Road è interamente asfaltata e percorribile con qualsiasi veicolo. Ma basta allontanarsi di pochi chilometri per imbattersi in tratti sterrati, ponti a corsia unica e passaggi improvvisi da asfalto a ghiaia. Il camper, per sua natura, invita a una guida più lenta e prudente, perfettamente in linea con lo spirito del viaggio islandese.
I limiti di velocità sono di 50 km/h nei centri abitati, 80 km/h sulle strade sterrate e 90 km/h sulle strade asfaltate extraurbane. I fari anabbaglianti sono obbligatori anche di giorno, vige il limite di alcol pari a zero e l’obbligo di cinture di sicurezza per tutti gli occupanti. Le pecore, spesso libere lungo le strade soprattutto in autunno, hanno sempre la precedenza. I dossi ciechi, indicati con il cartello “Blindhæð”, possono nascondere veicoli in arrivo e richiedono particolare cautela.
La rete di distributori di carburante è ben sviluppata lungo la Ring Road ma si dirada nelle zone remote. Le pompe automatiche funzionano in modalità self-service, accettano le carte di credito più comuni e richiedono un PIN a 4 cifre (non a 5). È consigliabile fare rifornimento quando il serbatoio è ancora a metà, soprattutto se il riscaldamento notturno del camper dipende dal diesel: non scendete mai sotto un terzo della capacità prima di fermarvi per la notte.
F-Roads: accesso, limiti e consigli pratici
Le F-Roads sono piste sterrate di montagna che attraversano l’altopiano interno e conducono ad alcuni dei luoghi più spettacolari del Paese. Sono generalmente aperte solo da luglio a metà settembre e accessibili esclusivamente con veicoli 4x4. Percorrere una F-Road con un veicolo non autorizzato comporta sanzioni e responsabilità totale per eventuali danni. I controlli sono frequenti, anche dall’aria.
Non tutte le F-Roads presentano la stessa difficoltà. Alcune, come la Route 35 (Kjölur), sono accessibili a veicoli 4x4 di dimensioni contenute, mentre altre includono guadi e richiedono mezzi più robusti. È importante sapere che alcuni noleggiatori escludono specifiche F-Roads dal contratto (ad esempio la F26, F210, F910): verificate sempre le restrizioni prima della partenza. Se un guado sembra troppo profondo, tornate indietro: i danni da attraversamento sono quasi sempre esclusi dalle coperture assicurative. Attraversate i fiumi lentamente, a circa 5 km/h, senza cambiare marcia.
La guida fuoristrada al di fuori dei percorsi segnalati è severamente vietata in tutta l’Islanda. Se la strada sembra scomparire, fermatevi e cercate a piedi le tracce del percorso. L’ente stradale islandese pubblica mappe aggiornate delle piste aperte su road.is.
Noleggio camper in Islanda: aspetti pratici e consigli
Scegliere il veicolo giusto per il proprio itinerario
Non esiste un camper “giusto” in assoluto, ma esiste quello più adatto al tipo di itinerario e alla stagione. Per percorsi lungo la Ring Road e le strade asfaltate, un camper o van a due ruote motrici può essere sufficiente: è più compatto, facile da guidare e consuma meno carburante. Se si desidera esplorare le F-Roads, un veicolo 4x4 è indispensabile.
I motorhome più grandi offrono comfort superiore (bagno, doccia, maggiore spazio abitabile), ma risultano più impegnativi in caso di vento forte e su strade strette. I van più compatti sono agili e facili da parcheggiare, ma spesso privi di bagno e con spazio limitato. La scelta dipende dalle priorità personali: comfort, maneggevolezza, numero di passeggeri e tipo di percorso.
Cosa verificare nel contratto di noleggio
La maggior parte delle agenzie di noleggio opera nei pressi dell’aeroporto internazionale di Keflavík e offre servizio navetta. Per il ritiro sono generalmente necessari una patente valida e una carta di credito con plafond sufficiente a coprire la franchigia, che in alcuni casi può superare i duemila euro.
Tra gli elementi da verificare con attenzione: il chilometraggio (spesso illimitato, ma non sempre), le strade escluse dal contratto, le condizioni di restituzione e le politiche di cancellazione. Molti noleggiatori includono nel canone biancheria da letto, set cucina e bombole gas, ma conviene sempre confermarlo prima della prenotazione.
Coperture assicurative: un aspetto da non sottovalutare
L’Islanda è un ambiente impegnativo per i veicoli: il vento trasporta ghiaia e sabbia vulcanica che possono scheggiare vetri e danneggiare la carrozzeria. Per questo motivo, le coperture assicurative meritano un’attenzione particolare. La polizza base inclusa nel noleggio copre in genere la responsabilità civile e i danni da collisione con franchigia, ma spesso esclude danni da vento, ghiaia, sabbia, cenere e attraversamento di guadi.
Valutate se aggiungere una copertura cristalli e carrozzeria, una protezione specifica per ghiaia (gravel protection) e, se il vostro itinerario prevede guadi, verificate se esistono opzioni dedicate. Controllate sempre quanto scende la franchigia con l’upgrade e se è incluso il soccorso stradale nelle aree isolate. La tranquillità in viaggio, su strade islandesi, ha un valore concreto.
Orientarsi nella scelta del fornitore
Affidabilità del servizio, chiarezza nelle condizioni contrattuali, stato della flotta e disponibilità di assistenza durante il viaggio sono gli elementi principali da valutare. Leggere le recensioni di altri viaggiatori, confrontare le coperture incluse e verificare la posizione del punto di ritiro rispetto all’aeroporto aiuta a farsi un’idea chiara delle opzioni disponibili.
Per un confronto tra veicoli, servizi e condizioni di noleggio, una risorsa utile da consultare è CamperIslanda, che raccoglie informazioni sulle diverse tipologie di camper disponibili sull’isola e sugli aspetti pratici della prenotazione.
Consigli pratici prima della partenza
Abbigliamento e attrezzatura essenziale
Indipendentemente dalla stagione, portate abbigliamento antivento e impermeabile, strati termici, pile e calzature robuste impermeabili. In estate, una mascherina per dormire è utile per le notti quasi prive di buio. Un buon sacco a pelo resta necessario anche nei mesi più caldi, poiché le temperature notturne scendono sensibilmente. Chi viaggia in inverno dovrebbe optare per un sacco a pelo adeguato a temperature sotto zero. Guanti touch, berretto, scaldacollo e ramponcini per sentieri ghiacciati completano l’equipaggiamento.
Alimentazione e gestione del budget
L’Islanda ha un costo della vita elevato, e cucinare nel camper è uno dei modi più efficaci per contenere le spese. I supermercati Bónus e Krónan offrono i migliori rapporti qualità-prezzo per la spesa alimentare. Non sono distribuiti ovunque, quindi è consigliabile pianificare gli acquisti in base alle tappe dell’itinerario.
L’acqua del rubinetto in Islanda è potabile praticamente ovunque e di ottima qualità: portare borracce riutilizzabili è una scelta pratica e sostenibile. Per i rifiuti, utilizzate i bidoni disponibili nei campeggi e, in aree isolate, adottate il principio del “pack in, pack out”: riportate con voi tutto ciò che avete prodotto. Accendere fuochi all’aperto è vietato, salvo nelle aree attrezzate di alcuni campeggi.
Viaggiare in camper con bambini
L’Islanda è una destinazione adatta anche alle famiglie, a patto di adattare il ritmo del viaggio alle esigenze dei più piccoli. La maggior parte dei noleggiatori offre seggiolini per bambini su richiesta. Vestiteli a strati (termico, pile, guscio impermeabile) e prevedete calzature impermeabili. Alcune attività, come le escursioni nelle grotte di ghiaccio, prevedono un’età minima di otto anni. Avere il camper come base sempre a disposizione rende la gestione della giornata più semplice e rilassata.
Un viaggio che si costruisce strada facendo
Viaggiare in camper in Islanda è un’esperienza che unisce libertà, natura e scoperta. La chiave per godersela appieno sta nella preparazione: conoscere le condizioni stradali, rispettare le regole sui campeggi, scegliere il veicolo giusto, monitorare il meteo e gestire il carburante con attenzione sono accorgimenti semplici che fanno la differenza.
L’Islanda premia chi viaggia con rispetto e apertura, accettando i ritmi di una natura che non si lascia addomesticare. Con la giusta preparazione, il camper diventa lo strumento ideale per vivere questa esperienza al proprio passo – senza fretta, senza vincoli, seguendo il paesaggio che si apre davanti.
Info PR
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Esordisce così Paolo Verri, presidente della Fondazione Mondadori e advisory board della Bit, che ha presentato con entusiasmo il panel: “Olimpiadi. E dopo? L’onda lunga degli eventi sportivi nelle città olimpiche. Milano - Parigi – Barcellona”. Nell’indagare un tema tanto significativo hanno preso la parola Enric Turñó, assessore allo sport del Comune di Barcellona, Sandrine Buffenoir, direttrice di Atout France, Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura della città di Milano e Domenico De Maio Education & Culture Director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Sono con noi due città amiche: Barcellona (che è gemellata con Milano) e Parigi (sede dell’ultima Olimpiade) che tanto ha avuto in comune con Milano: dalla cerimonia d’apertura all’impegno della sindaca Anne Hidalgo nel farla diventare una città totalmente sostenibile. - prosegue Verri - Un impegno che, nel corso di 24 mesi, ha dimostrato di essere un forte traino per una nuova Parigi e una nuova Francia. 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Abbiamo così messo in risalto un patrimonio del passato che conduce verso il futuro, con la digitalizzazione della Francia: grazie all’Ai abbiamo messo a punto strumenti per migliorare la mobilità dei passeggeri e che oggi restano come lascito dei Giochi. Abbiamo anche sviluppato una narrazione intorno alle competizioni invitando gli ospiti a sfruttare al meglio il loro tempo al di fuori delle gare visitando l’intera Francia, oltre a Parigi. Il paese intero ha così tratto beneficio dalle competizioni. È stata anche un’opportunità per la sostenibilità: i giochi dovevano avere il minor impatto in termini di emissioni di carbonio, quindi abbiamo costruito una sola struttura - una piscina e arena acquatica oggi utilizzata dalla città - mentre il Villaggio Olimpico, costruito con finanziamenti privati, ospita ora diverse attività. Per noi era fondamentale che i giochi andassero a beneficio della popolazione, in un progetto che proseguirà con i giochi nelle Alpi Francesi del 2030. 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Quello che rimane sono il soft-power - il potere diffuso della produzione culturale, un lavoro che, a partire dal capoluogo, va a tessere una tela estesa a tante comunità minori della Lombardia e del Veneto - e le strutture come quel Villaggio Olimpico, visitato anche dal Capo dello Stato Mattarella, che sta vincendo la sua sfida grazie a una visione lungimirante nella destinazione degli edifici. Ogni evento guidato da Fondazione, dal Cio e ai soggetti titolati ha portato vantaggi di comunità. Le Olimpiadi avranno poi un impatto nell’accelerazione di progetti culturali della città, come è avvenuto per il restauro della Volta Leonardesca conservata al Castello Sforzesco nella Sala delle Asse (opera mirabile, il cui cantiere era aperto da 18 anni e che rimarrà come futura eredità per tutti gli amanti dell’arte). Abbiamo poi riallestito la Pinacoteca del Castello e realizzato tante altre migliorie, portando anche la mostra di Anselm Kiefer alla sala delle Cariatidi. 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Leggere le recensioni di altri viaggiatori, confrontare le coperture incluse e verificare la posizione del punto di ritiro rispetto all’aeroporto aiuta a farsi un’idea chiara delle opzioni disponibili.\r\n\r\nPer un confronto tra veicoli, servizi e condizioni di noleggio, una risorsa utile da consultare è CamperIslanda, che raccoglie informazioni sulle diverse tipologie di camper disponibili sull’isola e sugli aspetti pratici della prenotazione.\r\nConsigli pratici prima della partenza\r\nAbbigliamento e attrezzatura essenziale\r\nIndipendentemente dalla stagione, portate abbigliamento antivento e impermeabile, strati termici, pile e calzature robuste impermeabili. In estate, una mascherina per dormire è utile per le notti quasi prive di buio. Un buon sacco a pelo resta necessario anche nei mesi più caldi, poiché le temperature notturne scendono sensibilmente. Chi viaggia in inverno dovrebbe optare per un sacco a pelo adeguato a temperature sotto zero. Guanti touch, berretto, scaldacollo e ramponcini per sentieri ghiacciati completano l’equipaggiamento.\r\nAlimentazione e gestione del budget\r\nL’Islanda ha un costo della vita elevato, e cucinare nel camper è uno dei modi più efficaci per contenere le spese. I supermercati Bónus e Krónan offrono i migliori rapporti qualità-prezzo per la spesa alimentare. Non sono distribuiti ovunque, quindi è consigliabile pianificare gli acquisti in base alle tappe dell’itinerario.\r\n\r\nL’acqua del rubinetto in Islanda è potabile praticamente ovunque e di ottima qualità: portare borracce riutilizzabili è una scelta pratica e sostenibile. Per i rifiuti, utilizzate i bidoni disponibili nei campeggi e, in aree isolate, adottate il principio del “pack in, pack out”: riportate con voi tutto ciò che avete prodotto. Accendere fuochi all’aperto è vietato, salvo nelle aree attrezzate di alcuni campeggi.\r\nViaggiare in camper con bambini\r\nL’Islanda è una destinazione adatta anche alle famiglie, a patto di adattare il ritmo del viaggio alle esigenze dei più piccoli. La maggior parte dei noleggiatori offre seggiolini per bambini su richiesta. Vestiteli a strati (termico, pile, guscio impermeabile) e prevedete calzature impermeabili. Alcune attività, come le escursioni nelle grotte di ghiaccio, prevedono un’età minima di otto anni. Avere il camper come base sempre a disposizione rende la gestione della giornata più semplice e rilassata.\r\nUn viaggio che si costruisce strada facendo\r\nViaggiare in camper in Islanda è un’esperienza che unisce libertà, natura e scoperta. La chiave per godersela appieno sta nella preparazione: conoscere le condizioni stradali, rispettare le regole sui campeggi, scegliere il veicolo giusto, monitorare il meteo e gestire il carburante con attenzione sono accorgimenti semplici che fanno la differenza.\r\n\r\nL’Islanda premia chi viaggia con rispetto e apertura, accettando i ritmi di una natura che non si lascia addomesticare. Con la giusta preparazione, il camper diventa lo strumento ideale per vivere questa esperienza al proprio passo – senza fretta, senza vincoli, seguendo il paesaggio che si apre davanti.\r\n\r\n \r\n\r\nInfo PR","post_title":"Viaggiare in Islanda in camper: guida pratica al noleggio, itinerari e pernottamenti","post_date":"2026-02-10T15:11:13+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1770736273000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506994","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina come straordinaria occasione di promozione del territorio, non solo delle regioni interessate ma dell’Italia intera: dal palcoscenico della Bit emerge forte il messaggio che punta su un turismo di qualità, sostenibile e alto spendente per vincere la sfida internazionale. “Nel 2025 – ricorda il ministro del turismo, Daniela Santanchè – abbiamo ottenuto qualcosa come 480 milioni di presenze turistiche, con una ricaduta sul Pil stimata in 237 miliardi di euro. Ma soprattutto, abbiamo registrato 3 milioni di occupati nell’industry”. Numeri importanti, che fanno da trampolino a un 2026 che ha iniziato a correre sui binari delle Olimpiadi: “Le Olimpiadi sono un bene di tutti – aggiunge il ministro -. Un evento che punta i riflettori sulle 8.000 destinazioni turistiche che rendono unica l’Italia”.\r\n\r\nOlimpiadi in primo piano anche nell’intervento di Elena Buscemi, presidente del consiglio comunale di Milano: “Le Olimpiadi rilanciano ancora una volta la grande capacità di accoglienza della nostra città. Nel 2025 abbiamo sfondato il muro dei 10 milioni di visitatori a Milano e gli appuntamenti di quest’anno rappresentano una straordinaria leva per puntare ancora più in alto “.\r\n\r\n“Le fiere – aggiunge Santanchè – rappresentano poi un fondamentale motore per la crescita del turismo, perché portano nel nostro Paese persone di qualità, che a loro volta diventano ambasciatori della destinazione nel mondo”. 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