15 October 2018

Alitalia, tocca a Salvini: «Deve restare italiana»

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Matteo Salvini, Alitalia,

Entra in scena anche il vicepremier Matteo Salvini sulla possibile statalizzazione di Alitalia. Il leader della Lega, dietro le quinte sulla vicenda della ex compagnia di bandiera sino ad ora, si allinea agli alleati del M5s.
«Non entro nel merito dei numeri – ha dichiarato alle agenzie di stampa nazionali Salvini, lasciando intendere che quote di maggioranza o minoranza non gli interessano – ma la pianificazione deve tenere l’Italia al centro».
Un proclama in piena regola, con scroscio di applausi da parte di lavoratori e sindacati annessi.

Il ritorno allo Stato di Alitalia però desta qualche preoccupazione in più in Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria che pone l’accento sui costi «che potrebbero ricadere sui cittadini».
Una situazione da rendere perplessi Beckett e Ionesco, tanto pare assurda: se il capo degli industriali prende le difese del popolo verso un governo che si è dichiarato a più riprese “del popolo” (leggesi populista) qualcosa, evidentemente non funziona.

Ma tornando a Salvini, la convinzione del vicepremier è che «ci siano i margini affinché la compagnia torni a guadagnare».
A onor del vero la compagnia vede il segno più davanti ai conti, solo nel mese di giugno i ricavi dei passeggeri sono cresciuti di oltre 10 punti percentuale. Il problema sono i costi, di una struttura elefantiaca che conta più di 10mila dipendenti.
Per Salvini però «l’importante è evitare lo spezzatino» mentre circa il possibile partner si valuta anche la situazione autarchica, con Fs o Cdp, in attesa del cambio di poltrone ai vertici.

Per quanto riguarda invece i colleghi dei cieli di Alitalia, come Lufthansa o easyJet, difficilmente accetteranno di diventare soci minoritari e gettar via denaro senza fiatare.




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