24 April 2019

Alitalia: la quota dello Stato potrebbe superare il 50%

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«Lo Stato» protagonista «è una garanzia per tenere presenti principi fondamentali come la tutela dei lavoratori e i livelli occupazionali»: ed ecco che Alitalia si avvia a tornare inesorabilmente in  mani statali, secondo la dichiarazione fatta ieri dal vicepremier Luigi Di Maio, dopo l’incontro con i sindacati per l’aggiornamento sulla trattativa in esclusiva che Ferrovie dello Stato porterà avanti con Delta Air Lines ed easyJet. 

Di Maio non ha escluso nel corso dell’incontro la possibilità di alzare l’asticella della presenza dello Stato in Alitalia anche oltre il 50%, rispetto al 15% previsto. Questo potrebbe avvenire con l’ingresso di altre società partecipate dal Mef per arrivare al controllo della nuova compagnia aerea. In questo modo i due partner industriali, Delta ed easyJet potrebbero detenere al massimo il 40% – ma la quota è ancora da stabilire in basi ai prossimi negoziati che porteranno alla firma dell’accordo. 

Sul fronte sindacale si chiedono certezze: «Il punto è la credibilità del piano industriale: il lavoro c’è se ci sono gli investimenti e se c’è un progetto che rilanci l’azienda. Aspettiamo che su questo ci sia chiarezza: i tempi si sono allungati, questo è il momento delle decisioni» spiega a Repubblica il segretario generale della Cgil Maurizio Landini prima dell’incontro al Mise. «Aspettiamo di avere con chiarezza un piano industriale perché non ci siano esuberi. Serve un piano industriale per gli investimenti perché il tempo non c’è più». E ancora: «Nulla in contrario a una partecipazione pubblica ma bisogna capire chi siano i soggetti».

 




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