24 April 2019

Alitalia agli italiani

[ 0 ]
Alitalia

Statalismo in chiave 4.0. Il Governo a trazione pentaleghista ha infatti deciso di statalizzare nuovamente Alitalia, rendendola – ancora una volta – la compagnia di bandiera. Sembra il sequel di un film già visto, con una specifica cadenza decennale. Era infatti il 2008 quando l’allora Governo Berlusconi decise per la creazione di Cai e, grazie all’obolo dei suoi “capitani coraggiosi”, arginò la minaccia transalpina di Air France.

Quello che ne seguì fu un nuovo default, un’altra mezza statalizzazione con Poste Italiane, l’arrivo di Etihad, il divorzio con gli emiratini, un ennesimo commissariamento e via così attraverso, più che un circolo, un groviglio vizioso.
Ora ci si riprova, con il tandem pentastellato Toninelli – Di Maio che pensano di «mantenere il 51% della proprietà italiana», coinvolgendo niente di meno che Cdp, Cassa Depositi e Prestiti, anche se due considerazioni a riguardo vanno pur fatte.
Cdp è prossima al rinnovo dei vertici – voci insistenti fanno il nome di Bonomi – ma il Governo non trova l’accordo e tutto è stato rinviato al 24 luglio.
In seconda battuta Cdp non può investire in società in perdita e, Alitalia, vanta una conoscenza niente male in materia considerato che ad oggi, perde circa 1 milione di euro al giorno.
E se è anche vero che i ricavi aumentano a doppia cifra lo fanno anche i costi.

C’è poi il discorso del prestito ponte, arrivato a quota 900 milioni che deve essere restituito a dicembre mentre, la compagnia stessa, dovrebbe essere venduta entro il 31 ottobre.
Tempi che stringono dunque e che il Governo dovrà in qualche modo rispettare.

Inoltre, anche ammettendo di riuscire a statalizzare la compagnia, servirebbe un «partner che la faccia volare», come hanno spiegato a più riprese i grillini e che quindi acquisisca il 49% del vettore.
Tra i nomi era spuntato anche Ferrovie dello Stato ma qui è stato il vicepremier Di Maio a smentire sulle prime battute.
Il Governo vuole però incontrare gli interessati all’acquisto, che potrebbero ancora essere Lufthansa, easyJet, senza escludere qualche fondo misterioso.

Ma quale partner entrerebbe in gioco come socio minoritario, contribuendo a operare in una società in perdita non avendo neanche diritto all’ultima parola?
Domande lecite che non trovano, almeno nell’immediato, risposte altrettanto sensate.
Infine, statalizzando Alitalia il carico per i contribuenti non sarebbe così risibile, considerato che la compagnia ha perso in dieci anni circa 10 miliardi di euro e il costo del petrolio è destinato a salire quest’estate.

Quest’ultima è una valutazione che il Governo dovrà considerare bene: un Governo del popolo – per non dire populista – avrebbe la faccia tosta di mettere le mani nelle tasche degli italiani per salvare ancora Alitalia?




Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( )

Clicca per lasciare un commento e visualizzare gli altri commenti