16 February 2020

Ncl potenzia l’offerta europea e conferma l’impegno sull’Italia

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Harry Sommer

Saranno cinque le navi Norwegian Cruise Line che incroceranno al largo delle coste italiane: due con homeport a Civitavecchia e Venezia, e le altre tre che faranno scalo a Livorno, Napoli, Sorrento e Messina. Ha evidentemente avuto successo l’investimento di Ncl sulla Penisola dell’anno scorso, quando la compagnia Usa ha deciso di aumentare la propria presenza nel Paese portandola da tre a cinque unità. A rivelarlo al Sole 24 Ore è stato lo stesso presidente e ceo di Norwgian Cruise Line, Harry Sommer, da poco giunto al timone del gruppo dopo l’addio di Andy Stuart. Unità, ha sottolineato sempre Sommer, che ospitano in media il 50% di passeggeri dal Nord America e l’altra metà dal resto del mondo.

Allo stesso tempo cresce l’impegno per il 2020 di Ncl Holding sull’intera Europa, dove la compagnia dislocherà 15 navi, una in più rispetto al 2020. E un’ulteriore aggiunta è già prevista per il 2021. Il Vecchio continente sta quindi assumendo sempre più importanza nelle strategie del gruppo, che oltre al brand omonimo include anche i marchi Oceania e Regent. Tanto che la compagnia opera da tempo qui con ben due sedi: una a Southampton, nel Regno Unito, e una a Wiesbaden, in Germania. Ma la crescente presenza europea di Ncl si traduce anche in commissioni per i lavori di refit e ristrutturazione delle navi. Nonché soprattutto nella collaborazione con l’italiana Fincantieri. a cui il gruppo ha ordinato ben nove unità: sei di Ncl, due di Oceania e una di Regent. Il tutto senza dimenticare un’ulteriore Regent, la cui consegna è già prevista per il 30 gennaio ad Ancona.

Da segnalare infine la nuova tendenza di alcuni colossi della crocieristica, su tutti i competitor di Msc che hanno già annunciato le all-suite in arrivo nei prossimi anni, a invertire almeno parzialmente la tendenza al gigantismo. Anche Ncl ha infatti in cantiere navi del 15% più corte rispetto a quelle della classe Breakaway Plus e con una capacità passeggeri di 3.300 persone, pari a circa il 25% in meno rispetto alla stessa Breakaway.




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