12 July 2020

Igv: gli effetti della pandemia per ora si vedono soprattutto sul lato fatturato

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I Grandi Viaggi pubblica i numeri del proprio primo semestre fiscale, chiuso lo scorso 30 aprile, evidenziando un netto calo del fatturato, a quota 15.47 milioni di euro contro i 20,36 milioni dell’anno precedente. I risultati netti e i margini operativi lordi (ebitda) sono invece in miglioramento (rispettivamente a -4,1 milioni e a -1,89 milioni, rispetto a -4,86 milioni e -3,16 milioni).

Le cifre sono particolarmente interessanti perché sono le prime pubblicate da una società quotata del mondo del tour operating riferibili, almeno in parte, ai mesi dell’emergenza Covid. Gli effetti della pandemia paiono quindi essersi riverberati soprattutto sul fatturato, generando per contro un certo miglioramento a livello di profitti. La contraddizione tuttavia è solo apparente, in quanto il trend positivo in termini di ebidta è principalmente da ascriversi alla diminuzione dei costi per il personale (-470 mila euro). E ciò “per effetto dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel periodo di emergenza e della chiusura anticipata dei villaggi esteri e italiani di proprietà a causa della pandemia, nonché al contenimento di altre spese anche in attuazione a quanto previsto dalle attuali misure di sostegno governative”, si legge in una nota ufficiale della compagnia.

Per quanto riguarda i ricavi, invece, “seppur le vendite invernali avevano fatto registrare un miglioramento nei margini – prosegue la nota -, l’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del Covid-19, ha determinato dalla fine di febbraio il blocco del fatturato nel semestre in esame. Inoltre, il perdurare della pandemia nei mesi successivi ha determinato la necessità di procedere agli annullamenti dei viaggi verso tutte le destinazioni estere, sia di proprietà sia commercializzate, oltre ai viaggi organizzati verso tutte le destinazioni nel mondo, in vendita dal comparto tour operator”. Il fatturato del semestre ha pertanto registrato un decremento delle vendite del 24% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. In particolare, le destinazioni di proprietà estere hanno registrato un calo pari a circa il 16%, mentre le strutture di proprietà italiane hanno registrato un calo del 14%. Per quanto concerne il settore commercializzato, il decremento del fatturato è stato pari al 69%, mentre per il settore tour operator il fatturato è diminuito del 18% rispetto al precedente periodo.

“Il perdurare dell’emergenza sanitaria – riprende il documento – è un fattore da tenere in considerazione anche nella valutazione del risultato atteso a fine esercizio, tenuto anche conto che la parte preponderante dei ricavi del gruppo viene conseguita nel periodo estivo, durante l’apertura dei villaggi italiani di proprietà. Quest’anno i villaggi riapriranno necessariamente a fine giugno e dovranno predisporre tutte le misure di sicurezza preventiva inerenti il distanziamento sociale; di conseguenza, i villaggi avranno livelli di occupazione limitati rispetto a una situazione normale. A causa della ridotta attività che oggi è circoscritta ai villaggi italiani di proprietà, tenuto conto delle difficoltà tuttora in essere per la scarsità dei voli e della ridotta utilizzazione delle camere imposta dalle regole Covid-19, la società stima quindi che al termine dell’esercizio possa contenere la perdita dell’Ebitda tra gli 1,5 e gli 1,8 milioni di euro“.

Al 30 aprile 2020 la liquidità del gruppo ammontava a 22,7 milioni di euro e la posizione finanziaria netta complessiva era positiva per 14,86 milioni (nello stesso periodo del 2019 era di 16,22 milioni), in lieve calo a causa principalmente dei minori flussi di cassa da attività operativa correlati agli annullamenti dei pacchetti di viaggio programmati nel semestre di riferimento.




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