4 August 2020

Franco Fenili tra il poetico e il pragmatico: una rondine non fa primavera, ma…

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Franco Fenili, titolare di 4Winds ha dato sfogo alla propria vis poetica abbinandola, con intelligenza, al pragmatismo dell’imprenditore, ferito da questo momento indefinibile della nostra storia umana ed economica.
Lo ospitiamo volentieri su queste pagine, invitando a leggere le sue considerazioni.

“Questa mattina, dopo tanto tempo, ho sentito il rumore amico di un aereo. Mi sono emozionato: era tanto tempo che non ne sentivo più passare. Molte volte in passato mi sono immedesimato nei passeggeri che in quel momento erano sopra la mia testa pensandoli come un’allegra compagnia di persone pronte ad atterrare (io abito vicino a Fiumicino), eccitate da un programma turistico di visita al nostro Paese che tra poco sarebbe incominciato.
Subito dopo però mi sono ricordato di un’immagine che più volte ho visto recentemente in televisione: i vari aeroporti nel mondo con decine e decine di aerei ben parcheggiati che aspettano, e chi sa ancora per quanto, di fare come quell’aereo che stava volando sopra la mia testa.
Oggi, parlando di turismo, lo si fa pensando e preoccupandoci solamente di un turismo prettamente nazionale, senza pensare che il 50% dei turisti che riempiono le nostre strutture, spiagge, alberghi, ristoranti, negozi ed altro ancora, sono stranieri e che, per gestire questo grosso afflusso, c’è bisogno di circa 75.000 dipendenti di Tour Operator, Agenzie di viaggi, Società di Business travel e così via.
Parliamo di circa 13.000 aziende che procurano un giro d’affari di oltre 20 miliardi di euro.
Sentire parlare di suddivisione dello spazio su una spiaggia italiana o su un aereo o su un pullman o negli alberghi, mi fa sorridere perché se quegli aerei che ho visto fermi e ben allineati nei vari aeroporti non inizieranno al più presto a volare, di posti sulle spiagge e nelle altre strutture turistiche ce ne saranno ahimè, più che a sufficienza. 
Non ho ancora sentito che qualcuno si preoccupi di gestire, rivedere, modificare le modalità di accesso con e tra i vari Paesi stranieri che peraltro hanno tutti gli stessi nostri problemi. E per quanto riguarda gli aerei, è inutile che ci mettiamo noi a configurare i numeri dei posti occupabili: questo deve essere fatto solamente da una commissione internazionale. E tutto questo dovrà essere fatto con una urgenza estrema perché in caso contrario molte di queste 13.000 aziende che operano nel campo turistico internazionale moriranno.

Una rondine non fa primavera, ma un aereo che vola, forse, sì!




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