22 February 2019

Ezhaya, Alpitour World: «Crescita dell’11%, ma a macchia di leopardo»

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Pier Ezhaya

Il “settebello” di Alpitour World funziona a meraviglia. Parola del direttore tour operating, Pier Ezhaya, che evidenzia al momento attuale «una crescita globale sui sette marchi dell’11% sul volume delle vendite rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente». Anno che, peraltro, aveva già evidenziato ricavi in aumento di 90 milioni di euro rispetto al 2017. «Il trend tuttavia è diverso: mentre durante l’inverno 2017-2018 l’andamento era lineare su praticamente tutte le aree programmate, nella stagione invernale 2018-2019 riscontriamo alcune eccellenze e qualche criticità. In particolare, l’Egitto sta crescendo a tripla cifra, totalizzando un incremento che procura tre volte i numeri registrati a pari periodo lo scorso anno. Questo trend ha un’inevitabile ricaduta su Canarie, Cuba e Messico, mentre i numeri sulla Repubblica Dominicana restano positivi soprattutto grazie all’accordo di esclusiva sottoscritto con Viva». Secondo Ezhaya, l’Egitto sta andando «quasi troppo bene, in quanto la capacità sulla destinazione comincia a essere incontrollata e il rischio è quello di tornare alla guerra dei prezzi che non gioverebbe a nessuno». Anche sulle vendite per la prossima estate, l’Egitto continua a fare la parte del leone e non sono ancora prevedibili le conseguenze che questo boom potrebbe avere su Grecia e Spagna. «Per quanto riguarda l’Italia, ritengo che per l’estate farà bene la sua partita e che strutture chiave come il Tanka o l’Arenella non avranno problemi in quanto sono best seller molto forti e riconosciuti. Qualche difficoltà potrebbe invece sorgere nella vendita di strutture di seconda e terza fascia, che patiranno la concorrenza del gigante Egitto». Egitto che ha un duplice ruolo: da una parte stabilizza i prezzi dell’area mediterranea, dall’altra destabilizza gli equilibri fra le diverse destinazioni.

Egitto a parte, l’inverno di  Alpitour World ha consacrato il successo del Myanmar, «Partito un po’ in sordina, ma cresciuto fino a totalizzare 90/100 posti a settimana. Bene anche il Qatar, non più programmato come stop over ma come destinazione balneare. Kenya e Zanzibar, al di là dei problemi contingenti, si stanno muovendo bene e anche le Maldive ci stanno dando grandi soddisfazioni».

In merito alla nuova politica di adeguamento in atto per fuel e valuta: «Un parametro fisso a catalogo per l’adeguamento del prezzo carburante valido per tutto l’anno era anacronistico. Abbiamo quindi deciso di optare per una soluzione dinamica: alla fine di ogni mese tariamo i parametri per le vendite nel mese successivo, indipendentemente dalla data di partenza, che vengono indicati su tutta la documentazione. Il valore viene poi adeguato un mese prima della partenza, garantendo una maggiore aderenza alle reali condizioni di mercato.

E per quando riguarda la sinergia con Eden Travel Group, «Continueremo a procedere in parallelo, nel rispetto delle due diverse identità. Grazie al sostegno del gruppo Alpitour, Eden si è rimesso in corsa e sta lavorando molto bene. Ci saranno indubbie integrazioni a livello per esempio di fornitori e tecnologia, ma sicuramente non andremo a intaccare la cultura specifica di questo brand, né il suo modo di fare prodotto». L’obiettivo 2019 dei sette marchi di Alpitour World è quello di «crescere di un ulteriore 9,4%». E guardando alla concorrenza, Ezhaya chiude: «Dobbiamo guardare tutti con grande attenzione, senza tuttavia temere nessuno».




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