23 October 2019

Marriott: profitti in calo ma pesa la possibile multa dell’Ico

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Sta cominciando a costare davvero caro a Marriott International la vicenda dell’attacco hacker subito dal gruppo Starwood nel 2014, quando ancora la fusione tra le due compagnie era lungi dall’avverarsi. I primi effetti si sono in particolare visti nella seconda trimestrale del gruppo di Bethesda. Marriott si è trovata infatti costretta ad accantonare ben 126 milioni di dollari, in vista dell’eventuale multa di quasi 100 milioni di sterline  che l’autorità britannica per la privacy e la protezione dei dati (Ico) intende comminare all’operatore Usa proprio a causa di tale episodio.

A seguito di tale mossa, i profitti netti di Marriott si sono quindi fermati a 232 milioni di dollari, corrispondenti a un calo del 65% rispetto al secondo trimestre dell’anno scorso. Non fosse stato per l’ingente accantonamento (che si è sommate ad altre spese eccezionali di varia entità), i risultati della compagnia sarebbero stati sostanzialmente in linea con il 2018. Il margine operativo lordo epurato dagli elementi non ricorrenti (adjusted ebitda) si è infatti attestato nel periodo aprile-giugno 2019 a quota 952 milioni di dollari, pari all’1% in più rispetto all’anno precedente.

Concentrando l’attenzione sui principali indicatori delle performance alberghiere, il ceo di Marriott International, Arne Sorenson, ha quindi sottolineato come «i ricavi medi per camera disponibile (revpar) a livello globale sono saliti dell’1,2%, grazie soprattutto alla crescita della domanda leisure in Europa, nei Caraibi, in America Latina e nella regione Asia-Pacifico». Non solo: «La nostra pipeline di sviluppo è cresciuta del 3% nel secondo trimestre, raggiungendo un livello record di 487 mila nuove camere, di cui circa 213 mila già in fase di effettiva costruzione».




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