EsteroSri Lanka: 2,5 milioni di turisti entro il 201623.02.2010 12:31Lo Sri Lanka si rilancia nel turismo internazionale, prevedendo di avere 2,5 milioni di arrivi turistici entro il 2016. Dopo la fine della guerra contro i Tamil, il numero dei turisti che si sono recati nel Paese è raddoppiato: nel dicembre 2009 si è registrata una crescita del 16%, nonostante la crisi economica globale. «Il turismo dello Sri Lanka è destinato a decollare – afferma Hemantha Warknakulasuriya, ambasciatore Sri Lanka – rilanciando l’immagine del nostro paese a livello mondiale, tanto che il New York Times lo ha posizionato al primo posto su 31 destinazioni da visitare nel 2010”. Dati alla mano dal 1992 ad oggi “abbiamo avuto un incremento dell’offerta ricettiva che ci ha permesso di oltrepassare la soglia delle 13 mila camere, stimando per il 2016 un giro d’affari pari a due miliardi di dollari. Una crescita di tali proporzioni permetterà di impiegare il 15% della popolazione nel settore turistico». Le ottime previsioni mostrano la necessità di sviluppare ulteriormente l’offerta alberghiera per un totale di 40 mila camere, a fronte di un importante investimento: infatti entro il 2016 saranno stanziati quattro milioni di dollari per il progetto più importante del Paese dopo l’indipendenza. «A completare l’offerta dello Sri Lankasarà l’apertura ai flussi turistici di nuove zone come quella di Kuchavelli, ancora sconosciuta al pubblico». Repubblica Dominicana: buoni segnali dal 2010 - 2 -
Il ministro della Repubblica Dominicana, Francisco Javier Garcìa, è stato accompagnato in Bit dal presidente dell’associazione nazionale hoteles y restaurantes (Asonahores) dominicana, Haydée Rainieri. «Molti cambiamenti sono stati fatti negli ultimi anni nell’offerta turistica dominicana: il servizio che offriamo è sempre più di alto livello e si investe in infrastrutture; invitiamo gli italiani a tornare nel nostro Paese, per dimostrare loro quanto abbia inciso la collaborazione fra pubblico e privato per il riposizionamento dell’offerta turistica». Neyda Garcia, direttore dell’ufficio del turismo dominicano in Italia, ha poi fatto il punto degli arrivi in Repubblica Dominicana. «In generale il nostro turismo ha tenuto, tanto che da tutto il mondo sono arrivati nel 2009 16 mila passeggeri in più del 2008: un numero irrisorio, ma che significa lo 0,36% in più, qundi un segno positivo. La crescita nel 2010 segna una ripartenza: gennaio 2010, con oltre 400 mila turisti, ha registrato un incremento del 5,8% rispetto al gennaio 2009. Nel 2009 i turisti sono stati 4 milioni 414 mila 756, di cui un milione 245 mila 925 europei e in particolare 121 mila 317 italiani». La Repubblica Dominicana si riposiziona sul mercato italiano - 1 -
Francisco Javier Garcìa, ministro del turismo della Repubblica Dominicana, ha ufficializzato la presenza di 83 progetti di sviluppo turistico a medio e lungo termine nell’isola caraibica, per quindici miliardi di dollari di investimento in alberghiero e immobiliare. Questi investimenti sono parte di un piano per il riposizionamento della destinazione. «Stiamo non solo aumentando il livello del servizio e degli investimenti - ha dichiarato il ministro - ma dopo due anni di crisi economica siamo finalmente in ripresa e questo per via della solidità del nostro sistema economico e turistico, che non ha registrato fallimenti nei comparti bancario e assicurativo né crolli di quotazioni immobiliari. Gli italiani, tradizionalmente, preferiscono la zona est (Punta Cana, La Romana, Bayahibe), ma nel nostro piano turistico c’è la promozione di alcune zone ancora poco conosciute come Puerto Plata, Samanà e la zona di Barahona e Pedernales a sud». - segue - Mauritius, obiettivo un milione di turisti internazionali22.02.2010 18:34L'ente del turismo di Mauritius ha annunciato in Bit l'obiettivo 2010 di superare un milione di turisti internazionali. Per supportare questa crescita il governo prevede investimenti infrastrutturali, interventi di turismo eco-sostenibile e l'ampliamento dell'offerta alberghiera d'eccellenza. Polinesia francese, crescono i turisti italiani in estate22.02.2010 18:03Nell'estate 2009 sono stati 6 mila 445 i turisti italiani in Polinesia francese tra giugno e agosto, +2,9% rispetto alla media del periodo estivo degli ultimi cinque anni, mentre sono 11 mila 601 gli italiani che da gennaio a novembre 2009 hanno scelto di visitare la Polinesia francese. Le stime di Tahiti Tourisme Italia sul totale degli arrivi italiani a fine anno ammontano a circa 12 mila 50 passeggeri, confermando il nostro Paese come quarto mercato al mondo. «Nel 2009 Tahiti Tourisme ha orchestrato una grande campagna di comunicazione integrata che ha coinvolto l’intera catena distributiva fino al consumatore finale - dichiara Alessandra Bitetti, direttore Tahiti Tourisme Italia - e generato vendite per circa 4 milioni di euro nell’ambito del programma di incentivazione dedicato agli agenti iscritti al Tiare Tahiti Program. Anche per il 2010 l’obiettivo è consolidare le performance della destinazione e sostenere gli arrivi in estate. Tahiti Tourisme Italia manterrà quindi alta l’attenzione verso il segmento honeymooner con iniziative specifiche per le coppie, da sempre uno dei target più importanti. Al tempo stesso ci concentreremo anche sulla comunicazione verso i viaggiatori che hanno un interesse specifico come il diving o la vela». Il Tiare Tahiti Program si riconferma lo strumento principe per la formazione e l’incentivazione della forza vendita qualificata, che conta oggi oltre 4 mila 400 agenti iscritti e 89 Tiare Tahiti Agent certificati, i consulenti di viaggio esperti sulla Polinesia francese. Il Nepal verso un turismo responsabile22.02.2010 15:26Il Nepal rilancia la sua vocazione turistica e presenta in Bit il Tims, "Trekkers' information management system". «Si tratta di un sistema che consente di monitorare i turisti che scelgono di effettuare un trekking nel Paese appoggiandosi a una delle agenzie appartenenti alla Taan, la Trekking Agencies' Association of Nepal - spiega il presidente del Taan, Sitaram Sapkota -. Occorre conoscere gli spostamenti dei turisti per pianificare meglio l'accoglienza e proteggere al contempo il territorio». Il trekking in Nepal fa parte di un progetto di sviluppo ecosostenibile del territorio che consente di rallentare l'abbandono delle montagne da parte degli abitanti delle vallate nepalesi. ««Si tratta di un modo di viaggiare ecologico, che redistribuisce piccole risorse economiche fra gli abitanti dei villaggi visitati» commenta il capo progetto Nepal del Cesvi, Daniele Panzeri. L'organizzazione umanitaria è infatti impegnata insieme al Club Alpino Italiano, al Taan, alla Fondazione Cariplo e all'ente del turismo del Nepal in un progetto di gestione del turismo nelle aree protette del Nepal |
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