29 October 2020

Pagamenti, eToro: 'A giovani piace cashless, più tutela per salute e preferito a contanti'

Roma, 7 ott. (Adnkronos) - Come annunciato già lo scorso anno, dal 1° luglio 2020 il tetto del contante in Italia è stato abbassato a 2mila euro, anzi a 1.999 euro, come parte strategica del Piano per la rivoluzione cashless del governo di Giuseppe Conte inserita nella Legge di stabilità 2019. Una tappa obbligata per incentivare e favorire una digitalizzazione dei pagamenti, che può portare al cambiamento delle abitudini di vita di tanti italiani. Del resto, l'Italia si trovava agli ultimi posti nelle classifiche Ocse e dell'Unione europea per l'utilizzo del denaro elettronico: non più del 29% dei pagamenti, infatti, avveniva tramite digitale e all'interno di questa quota, per il 90%, le operazioni avvenivano con carte tradizionali. Ma il tetto al contante può essere una misura sufficiente per far sì che ci sia una spinta concreta verso i pagamenti digitali? Quanto ha cambiato le abitudini degli italiani in materia di acquisti e di investimenti e come è stata percepita questa riforma? A questo proposito eToro – piattaforma di investimento multiasset con 15 milioni di iscritti - ha condotto una ricerca per sondare le opinioni degli italiani in merito, attraverso il portale internazionale di sondaggi e brand monitoring Attest. La ricerca è stata condotta, con il metodo Cawi, su 2.000 persone, rappresentative di ogni fascia di età e di ogni regione italiana.

Gli italiani, in linea di massima, sarebbero propensi alla crescita della moneta elettronica. Il 70% degli intervistati, infatti, si è detto favorevole ad un progressivo abbandono del contante purché (condizione sottolineata dal 35% del campione) i metodi di pagamento cashless garantiscano la privacy. L’entrata in vigore del tetto ai contanti però, non sembra avere influito sulle abitudini degli italiani: negli ultimi due mesi il 65% non ha cambiato approccio con contanti e carte di credito a causa del limite al cash.

Il vero driver per il cambiamento? La tutela della salute. Per la generazione Z le banconote sono potenzialmente pericolose, ma per gli over 35 non si dice addio al contante senza incentivi. La pandemia, inutile dirlo, ha cambiato varie abitudini della vita quotidiana. Alla domanda “a seguito della pandemia da covid-19, hai cominciato a utilizzare maggiormente i pagamenti contactless per evitare di toccare monete e banconote?”, il 60% ha dichiarato di utilizzare maggiormente questo tipo di pagamenti proprio per evitare di maneggiare contanti, più volte descritti come potenziale mezzo di contagio. E forse proprio nella tutela della salute potrebbe risiedere un motivo importante per cui gli it italiani potrebbero cambiare abitudini e passare a un utilizzo più assiduo della moneta elettronica, anche se questo motivo trova riscontro soprattutto tra i giovani.

Poca dinamicità, infine, si riscontra anche per quanto riguarda gli investimenti: il 55% non ha cambiato abitudini, c’è però una fetta di popolazione non trascurabile (il 26%) che ha iniziato a studiare modi per investire, o per tutelarsi in caso di nuova crisi o perché pensa che dalle crisi derivino buone opportunità. Per i giovani tra i 18 e i 20 anni (la cosiddetta ‘Generazione Z’), il motivo principale per usare carte o altri sistemi elettronici di pagamento risiede nel fatto di sapere quanti germi ci sono su banconote e monete.

Più pragmatico il gruppo degli intervistati tra i 35 e i 60 anni, che ritiene possibile un progressivo abbandono del contante solo a fronte di sconti, vantaggi, concorsi e programmi di incentivazione. Sentimento condiviso dalla maggioranza del campione intervistato (il 56%) che ritiene necessaria un’offerta di prodotti convenienti da parte delle aziende per poter diffondere maggiormente l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento. Percepite invece solo come “mediamente efficaci” le leggi specifiche dello Stato che impongono riduzione del contante.

Che gli investitori ipotizzino un futuro sempre più cashless viene confermato anche dalle tendenze della piattaforma eToro: analizzando i CopyPortfolios (portafogli di investimenti ‘tematici’ composti da aziende operanti nello stesso settore), vediamo come alcune delle performance migliori arrivino proprio da quei CopyPortfolios che includono realtà attive nei pagamenti digitali: solo per fare un esempio, vediamo che il Portfolio Future Payments (focalizzato appunto sull’industria dei pagamenti digitali) ha ottenuto un + 13% a luglio - mese dell’annuncio del governo Conte sul tetto al contante – e un +8% a agosto. Anche il CopyPortfolio Mobile Payments ha fatto registrare incrementi in estate, con un + 8% a luglio e un + 11% ad agosto.

Fonte Adnkronos






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