22 October 2017

Al via il Biz Travel Forum. Patanè: «Serve un sistema comune per i big data»

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«Noi siamo un po’ il faro del mercato per tecnologia, servizi e comunicazione». Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet alza il sipario sulla 16° edizione del Biz Travel Forum ribadendo, neanche troppo tra le righe, le ambizioni su larga scala del gruppo da lui presieduto. Ma il forum d’apertura della due giorni milanesi non è solo la vetrina di Uvet e di Patanè fresco della nomina di Cavaliere del Lavoro.

Il tema del forum d’apertura sono infatti gli scenari per il 2017 con lo spettro – o il monito, dipende dai punti di vista – dei big data neanche troppo sullo sfondo.
Si parte dai dati, per l’appunto, raccolti nell’Uvet Travel Index, studio realizzato in collaborazione con Ambrosetti Group. «L’Italia non va male, il Paese è su una linea virtuosa e per il 2017 prevediamo una crescita del Pil pari allo 0,8%», osserva l’ad Paolo Borzatta per poi cedere la parola agli altri relatori del panel ma non prima dell’intervento, che suona un po’ come provocazione, un po’ come invito, di Luca Patanè. «I nostri dati sono sensibilmente legati ai trend economici – rileva il presidente -. Viaggi, soprattutto d’affari ed economia vanno di pari passo, quindi perché non creare una base di dati in comune?»

Una necessità per il sistema Paese che va a scontrarsi contro le logiche della concorrenza, nonostante Patanè ribadisca, «la competizione mi piace tutta, va bene, stimola» che trova il consenso di Damiano Sabatino, Vp and managing director Southern Europe e North Africa di Travelport, «siamo totalmente dentro la 4° rivoluzione industriale e la sua caratteristica è la connettività totale». Più moderato Gianfranco Battisti, direttore divisione passeggeri long haul di Trenitalia, «senza dati un piano industriale non si mette in piedi – ribadisce -, C’è la necessità di avere una banca dati Paese». Apertura, ancor più misurata quella di Nicola Bonacchi, vicepresidente sales Alitalia «i dati sono indispensabili per saper competere e saper rinascere», mentre la chiosa spetta a Michel de Blust, segretario generale Ectaa. «Se gli attori dell’economia turistica non riescono a federare i dati, tra qualche anno a confrontarsi su palchi come questi ci saranno Google, Facebook e Amazon».

 




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