24 May 2019

Luca Patanè, Uvet: «Siamo a metà del guado»

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«Siamo cresciuti in maniera organica, circolare» sintetizza così Luca Patanè, presidente di Uvet Travel System, le operazioni di mercato che allargano il perimetro della sua integrazione orizzontale portata avanti a colpi di acquisizioni. Soprattutto le ultime in ambito leisure: partono proprio oggi le vendite del neo generalista Jump, che con il suo ingresso riorganizza il posizionamento del prodotto da scaffale legato al mondo Uvet, mentre sul fronte business travel, recenti indiscrezioni di mercato avevano fatto trapelare informazioni circa un’operazione in essere, sui cui dettagli però la compagnia mantiene le bocche rigorosamente cucite.

Il patron di Uvet cede alla metafora sportiva, pur sottolineando in modo ironico durante la convention di non essere intenzionato all’acquisizione di alcuna squadra di calcio, per dire che «sono un po’ come un allenatore con la mia impresa, cerco di combinare le differenti realtà del mio gruppo perché le sinergie creano opportunità». L’opportunità fa business. Di qui, i fronti che il gruppo attraverso Blue Panorama è riuscito ad intercettare a livello internazionale, così come l’interessante esperienza di Itaka in Polonia. Parole di orgoglio, inoltre, sono spese anche per la giovane compagnia alberghiera «il primo inverno ci ha dato soddisfazione. E non ci fermiamo qui: entro fine anno apriremo un nuovo resort a Zanzibar».

Passando la palla al suo direttore generale, Patanè non si esime dal complimentarsi per il buon lavoro svolto fino a questo momento: «Siamo a metà del guado, proseguiamo».

«Il network gode di ottima salute» afferma Andrea Gilardi ammettendo senza giri di parole che si tratta di un risultato raggiunto dopo un periodo di intenso lavoro. Un lavoro di risalita, perché Uvet aveva perso smalto negli ultimi tempi e agenzie di viaggio. «Sono oltre 40 da inizio 2019 le adv rientrate nella rete e soprattutto provenienti da altri network. Nel complesso oggi contiamo 850 vetrine: non sono numeri roboanti, ma sono le misure del mercato e coincidono con la nostra idea di network che deve essere forte, solido, di qualità. Una rete di imprenditori con delle direttive da poter seguire e che possa sfruttare i prodotti messi a disposizione».

A metà strada dunque, ma con una strategia ben chiara che punta a riportare le agenzie nel network e i clienti in agenzia. «Non abbiamo ancora raggiunto né la riva, né la cima, proseguiamo il lavoro. La cartina tornasole del reale andamento del network sta tutta nel fatto che non ci sono state disdette negli ultimi quattro mesi, con l’obiettivo di crescere ancora entro l’anno di un 10 % in affiliazioni». Con atteggiamento realistico Gilardi non nasconde la consapevolezza del funzionamento del  turnover naturale del mercato: «Succederà che usciranno alcune agenzie, ma siamo tornati ad affiliare, siamo tornati ad avere appeal: abbiamo rimesso il treno sui giusti binari ed ha ricominciato a correre».




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