24 February 2018

L’incognita del regime fiscale e la pioggia di multe in agenzia

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Cinzia Orlandini, regime fiscale, 74ter,

Pioggia di sanzoni dell’Agenzia delle Entrate nelle agenzie di viaggio per l’errata applicazione del regime fiscale, è allarme rosso. La preoccupazione, che ormai da diverso tempo serpeggia tra gli addetti ai lavori, è esplosa durante Bit: tutto esaurito al seminario tenuto dall’esperta di contabilità per agenzie di viaggio Cinzia Orlandini, presa d’assalto anche al termine dell’appuntamento. Frotte di agenti a chiedere consigli, ad appuntarsi norme e commi, a scambiarsi pareri in un clima di ansia generale mista a rabbia. Ad angosciare è l’azione dell’Agenzia delle Entrate, che sta contestando l’applicazione del regime speciale 74-Ter alla vendita di servizi turistici singoli, ossia non inseriti in un pacchetto. «Il nocciolo della questione – ha spiegato Orlandini – è la pre-acquisizione del servizio da parte dell’agenzia di viaggio: si può infatti applicare l’imposta con il 74Ter solo se il servizio è precedentemente acquisito nelle disponibilità dell’agenzia. In caso contrario va applicato il regime ordinario».

Proprio così: la normativa in questione, risalente al 1997 e integrata poi successivamente, dice che il regime speciale non è applicabile nelle ipotesi in cui l’attività espletata dall’agenzia si riduca ad una prestazione singola, per esempio il trasporto o l’alloggio o l’esecuzione di un solo servizio turistico, senza che ci sia la combinazione di almeno due delle prestazioni che compongono il pacchetto turistico.

I casi contestati dai controllori sono numerosi e si parla di sanzioni salatissime: «Le prime multe sono arrivate in Toscana, poi è stata la volta della Lombardia, ma i controlli sono in corso in tutta Italia. E non si tratta certo di sanzioni leggere: ce ne sono state alcune anche da 900mila euro».

A venire contestate alle agenzie sono in particolare le prenotazioni di hotel attraverso i portali b2b, i quali possono invece beneficiare del regime speciale poiché riconosciuti come tour operator che detengono un portafoglio di alberghi precedentemente acquisiti. L’agenzia si trova dunque ad acquistare un servizio con il 74-Ter e a doverlo rivendere con il regime ordinario.

«E’ ora che le associazioni di settore facciano qualcosa – è l’appello lanciato da Orlandini -: queste sono leggi di vent’anni fa ma vent’anni fa i portali b2b non esistevano, vent’anni fa questi problemi non c’erano. Da allora il mercato è cambiato profondamente, per cui c’è assoluto bisogno di una normativa chiara e attuale che permetta agli agenti di viaggio di lavorare senza che lo Stato gli mangi il margine». L’invito all’azione è rivolto in particolare «a Fiavet, la quale spero e credo si faccia sentire molto presto nelle sedi opportune, ma anche Astoi dovrebbe interessarsi perché di mezzo potrebbero finirci anche i tour operator».




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