24 May 2018

La profilazione del turismo LGBT: dalla ricerca la soluzione

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Un momento della presentazione della ricerca sul turismo LGBT in BIT

Un momento della presentazione della ricerca sul turismo LGBT in BIT

Sonders & Beach, in collaborazione con l’Associazione Italiana Turismo Gay & Lesbian, ha presentato una ricerca sul turismo LGTB con indicazioni attente ai parametri comportamentali di questo segmento di mercato
I turisti LGTB internazionali e italiani sono persone con forte propensione a viaggiare, lo fanno più volte l’anno e hanno un reddito che permette loro di partire. Essi amano la tecnologia, sono social addicted e, in quanto trend setter, non possono non fare abbondante uso degli strumenti che la “sharing economy” offre loro.
Il turista LGTB internazionale spesso ha una laurea specialistica nel 42% dei casi o triennale nel 41%, occupa una posizione dirigenziale, soprattutto all’estero (16% contro un 9% degli italiani). Gli stranieri guadagnano molto più degli italiani, mentre gli italiani LGBT in media hanno un reddito più elevato del resto della popolazione.
Il segmento LGTB usa strumenti tecnologici evoluti oltre ai servizi delle piattaforme digitali che consentono la condivisione di beni e dunque un’economia sostenibile, all’estero più che in Italia. Il 61% fa uso di car sharing (contro il 26% degli italiani), il 45% per cento almeno una volta si è rivolto a un host sharing (tipo AirBnb), il 40% fa uso di app con oggetto viaggi e vacanze. Un altro aspetto è l’estrema propensione a socializzare on line: il 93% degli stranieri e il 91% degli italiani LGBT fa uso di almeno un social network. Facebook regna sovrano incontrastato nell’85% dei casi, seguito a distanza da Twitter (45% degli stranieri 39% degli italiani). Whatsapp è proprio il “nostro” social con l’87% delle preferenze contro il 43% riscontrato all’estero.




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