26 May 2019

Uvet Travel Index: per l’Italia è ancora crescita zero

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Continua la stagnazione dell’economia italiana. Lo sancisce l’ultima rivelazione dell’Uvet Travel Index riferita al primo trimestre di quest’anno. Stando all’ormai affermato modello econometrico basato sui dati storici dei viaggi d’affari, l’andamento del Pil nazionale è rimasto infatti pressoché invariato rispetto al quarto trimestre 2018. A frenare l’economia tricolore, sarebbe stata in particolare l’incertezza percepita a livello nazionale e globale.

L’analisi congiunturale di Uvet precede tradizionalmente anche i dati dell’Istat. L’indice contiene un database di 3,5 milioni di informazioni relative ai clienti Uvet Gbt, pari a oltre il 20% del mercato. Un campione, il cui trend dei viaggi d’affari rispecchia al 92% l’andamento del prodotto interno lordo del Paese. L’attuale contesto macroeconomico, caratterizzato da una crescente incertezza, ha tuttavia reso necessario l’aggiornamento del modello di analisi, con l’introduzione di alcune innovazioni metodologiche che hanno reso l’Uvet Travel Index ancora più accurato. Una di queste novità riguarda il metodo di deflazionamento dei dati: l’utilizzo dell’indice specifico del settore trasporti è stato sostituito dall’uso dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato, in modo da rendere lo strumento più adeguato allo scopo che si propone.

L’andamento negativo della crescita italiana negli ultimi due trimestri del 2018 ha portato inoltre a rivedere al ribasso i dati sul Pil del 2018 e del 2019. Una tendenza innescata dal rallentamento delle esportazioni, dalla frenata negli investimenti e dalla fine del ciclo espansivo del settore automotive. Il calo dell’export ha per di più influenzato negativamente la bilancia commerciale, che tuttavia rappresenta appena il 2% del Pil tricolore.

Anche le stime di crescita mondiale sono state peraltro riviste al ribasso da quasi tutti gli enti sovranazionali. Per l’Italia, tuttavia, il rallentamento è stato più forte rispetto agli altri Paesi europei. Negli ultimi due trimestri del 2018, il tasso di crescita della Penisola si è infatti attestato su valori negativi (-0,1% il terzo trimestre; -0,2% il quarto): un andamento che ha fatto tecnicamente entrare l’Italia, unico Paese dell’Eurozona, in una congiuntura recessiva.




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