17 November 2017

Digital mice: la Ota hanno cambiato pelle

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digital mice, ota, giulia eremita, Sono passati ormai vent’anni dalla nascita delle prime Ota che, inevitabilmente, dalle intenzioni iniziali hanno in qualche modo preso le distanze, nella misura in cui è cambiata la percezione che il mercato avesse delle stesse online travel agency.

Dell’evoluzione delle Ota e del loro ruolo per il mondo dell’hotellerie e il business travel, se ne è parlato all’interno del convegno “Ota, seo e business travel: vantaggi e pericoli della disintermediazione”, contenuto all’interno della prima edizione di Digital Mice, giornata di approfondimento organizzata da Quality Travel.
Dal ricco panel di relatori, spetta a Davide Rosi, managing director di Bcd Travel per l’Italia, rompere gli indugi. «Parlare di disintermediazione, riferendosi alle Ota, è anacronistico o, per lo meno, non è più corretto – afferma Rosi -, sono soggetti che all’interno del business system del turismo hanno un ruolo diverso rispetto agli esordi ma riportano i servizi e i prodotti al consumatore in ogni caso. Ci sono tutta una serie di altre realtà, penso a Facebook o a Google, che guardano al turismo da anni e che dovranno essere collocate, in qualche modo, nel sistema».
Che le Ota non siano il nemico ma un potenziale alleato è una lezione che in qualche modo anche i più tradizionalisti del turismo, hanno assorbito.

Così come lo sono i meta search, i motori comparatori, in grado di fornire agli hotel «valori aggiunti differenti a seconda del comparatore scelto – interviene Massimo Del Giacco, senior sales manager hotels di Skyscanner -. Quello che mi sento di consigliare agli albergatori è di esserci, non solo per incrementare le vendite ma soprattutto per migliorare la brand awarness».
Un pensiero condiviso da Giulia Eremita, hotel relations e industry management Italy di Trivago. «Per noi è fondamentale che gli albergatori riscoprano il marketing: quello che magari per mancanza di risorse hanno dovuto accantonare per diverso tempo, ora si può fare, gli strumenti ci sono e le competenze si possono creare. Noi diamo indicazioni di target e anche dati sulle nostre piattaforme: gli albergatori devono solo essere presenti, mai statici e sempre coerenti, ovunque sia presente la propria struttura».




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