14 November 2019

Confindustria Alberghi: estate in sofferenza. Colpa di Brexit e Airbnb?

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Roma è una delle destinazioni che ha sofferto di più la scorsa estate

Dopo un avvio fortemente condizionato dal meteo, la stagione estiva sembrava orientata verso la giusta direzione con un mese di giugno capace di crescere del 2,5% in termini di tassi di occupazione rispetto allo stesso mese del 2018 (+1,5% l’aumento delle tariffe medie). Una performance, rivela l’ultima indagine congiunturale di Confindustria Alberghi, replicata anche a luglio, quando però il trend positivo ha cominciato già a rallentare (+1% l’occupazione e sostanziale stabilità nel prezzo medio praticato). Ad agosto è quindi giunta una brusca battuta d’arresto, con un’inversione della tendenza che ha riguardato soprattutto alcune destinazioni.

A Roma, in particolare, gli albergatori denunciano un trimestre complessivamente difficile: se giugno in qualche modo aveva tenuto (+1% per l’occupazione e prezzi allineati a quello dello scorso anno) nei mesi di luglio e agosto si è assistito infatti a una contemporanea flessione dell’occupazione – rispettivamente -2% per luglio e -3% per agosto – e dei prezzi medi praticati (-1% per luglio e tra -2% e -3% per agosto). A Firenze l’occupazione è risultata in flessione persino a giugno scendendo di oltre il 3% nel bimestre luglio-agosto.

Stando sempre a Confindustria Alberghi, a frenare il mercato capitolino e quello del capoluogo toscano ha contribuito sensibilmente la questione Brexit: la forte svalutazione della sterlina avrebbe infatti influito negativamente sulle scelte dei turisti britannici, che rappresentano da sempre uno dei principali mercati incoming del nostro Paese.

Ma non è solo una questione valutaria. Da non sottovalutare sarebbe infatti anche l’impatto dei cosiddetti affitti brevi. AirDna, alla data di oggi, fotografa solo su Roma 34.580 affitti, in aumento del 30,5% rispetto al primo trimestre 2017; offerta che nell’ultimo anno è cresciuta del 6% in termini di occupazione e del 10% in termini di prezzi medi praticati. Stesso discorso per Firenze dove gli annunci pubblicati sono più di 14 mila – oltre il 57% localizzati nel centro storico – con una crescita del 51% circa rispetto al primo trimestre 2017. «Un fenomeno – sostiene la stessa Confindustria Alberghi – che spinge verso l’alto il mercato degli affitti residenziali, soprattutto nei centri storici, con un progressivo spopolamento che rischia di danneggiare l’economia del territorio».

 




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