19 December 2018

Cassa depositi: 200 miliardi in tre anni per imprese, infrastrutture e territorio

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Il consiglio di amministrazione di Cassa depositi e prestiti ha approvato oggi il nuovo piano industriale per il triennio 2019-2021.

Il gruppo mobiliterà oltre 110 miliardi di euro di risorse proprie per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del Paese, attivando oltre 90 miliardi di risorse aggiuntive da investitori privati e altre istituzioni territoriali, nazionali e sovranazionali. «Questo piano industriale – ha affermato il presidente di Cassa depositi e prestiti, Massimo Tononi (nella foto) – rappresenta un passaggio molto innovativo e allinea le strategie di Cassa depositi e prestiti con i grandi trend globali e gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’agenda 2030 dell’Onu. Al tempo stesso conferma il profondo legame di Cassa depositi e prestiti con i suoi valori storici: il sostegno all’economia del Paese e al suo sviluppo, da un lato, e dall’altro la gestione e la tutela del risparmio che ci è stato affidato da milioni di italiani».   

«Il piano industriale approvato oggi – ha dichiarato l’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti Fabrizio Palermo – sancisce l’avvio di una nuova fase di Cassa depositi e prestiti che, con un impegno senza precedenti, assumerà nel prossimo triennio un ruolo di crescente proattività nel sostenere la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. Stiamo introducendo un nuovo modello operativo che punta all’ulteriore rafforzamento delle competenze di gruppo, alla semplificazione organizzativa e operativa. Una trasformazione di grande respiro, che ci consentirà di attivare ingenti risorse in favore di imprese e territori, aumentando il numero e l’efficacia dei nostri interventi per favorire la crescita del Paese».

Il piano definisce obiettivi e linee strategiche del gruppo alla luce delle principali sfide economiche e sociali dell’Italia, dei grandi trend globali (innovazione e digitalizzazione, transizione energetica e climate change, paesi in via di sviluppo e commercio internazionale, cambiamenti sociali) e degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 dell’Onu.      

Il nuovo piano industriale definisce obiettivi di crescita ambiziosi che il gruppo sosterrà anche con le proprie risorse, interamente private, oggi costituite da 254 miliardi di euro di buoni e libretti postali e 87 miliardi di risorse raccolte sul mercato finanziario nazionale e internazionale.

Con il Piano approvato oggi, Cdp si pone l’obiettivo di attivare complessivamente 203 miliardi di euro tra il 2019 e il 2021 (+32% rispetto al triennio 2016-18), contribuendo in maniera significativa alla crescita sostenibile del Paese. Si tratta di una cifra rilevante, che sarà ottenuta dall’impiego di 111 miliardi (+23%) di risorse proprie e dall’attivazione di 92 miliardi di euro (+47%) di risorse da investitori privati e altre istituzioni territoriali, nazionali e sovranazionali.  

Per supportare concretamente la crescita economica, sociale e ambientale del Paese, Cdp declinerà il suo operato su quattro principali linee d’intervento: imprese; infrastrutture, pubblica amministrazione e territorio; cooperazione; grandi partecipazioni strategiche.  

Per la realizzazione degli obiettivi del piano e alla luce delle nuove linee di operatività è già in corso un’evoluzione del modello operativo, per rispondere in maniera concreta alle sfide del Paese. Il nuovo modello prevede diversi interventi. Tra questi, ha già preso avvio il rafforzamento del capitale umano, il primo asset del gruppo, con l’attrazione e la valorizzazione dei talenti. Processo che verrà rafforzato anche con la creazione di un’Academy interna. Verrà realizzata, inoltre, una semplificazione organizzativa e dei processi operativi e decisionali, oltre alla creazione di soluzioni che si adattino alle esigenze dei clienti: con questa finalità, infine, verrà introdotta la digitalizzazione sia nell’offerta che nell’interazione con le imprese e la pubblica amministrazione.

Cdp con il nuovo piano intende contribuire in maniera proattiva al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta anche dall’Italia. L’integrazione della sostenibilità nelle scelte di Cdp avverrà tramite un graduale indirizzo degli impieghi verso iniziative i cui impatti sociali e ambientali siano evidenti e misurabili. In questa logica, saranno adottati per la prima volta nuovi criteri di valutazione degli investimenti che integrino i tradizionali parametri economico-finanziari con le dimensioni sociali e ambientali, al fine di minimizzare il rischio Environmental Social and Governance e massimizzare gli impatti positivi sulle comunità e sul territorio. 




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