21 September 2017

Bono, monito ai francesi: «Per Fincantieri finirà comunque bene»

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Fincantieri, stx, Saint Nazaire, Francia,

«Se non si vuole fare una politica europea unitaria, ognuno deve guardare avanti: il mondo è vasto e noi siamo già in Cina e siamo già in America». L’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, rompe gli indugi e non risparmia la stoccata ai “colleghi” francesi di Stx-France.

La querelle estiva di Saint Nazaire, a seguito della decisione del presidente Macron di privatizzare i cantieri, torna nel vivo.
Bocciata la proposta transalpina del fifty-fifty lanciata a inizio agosto, tutto era stato rimandato a settembre ma, nel frattempo, in attesa del primo incontro dell’11 settembre e del vertice Gentiloni-Macron del 27 settembre, l’ad di Fincantieri fa sentire la sua voce. «Riteniamo necessario il consolidamento dell’industria europea – ribadisce Bono dalle principali agenzie di stampa nazionali – e ci batteremo per questo ma, per Fincantieri andrà comunque tutto bene e lo stato di salute non dipende da questa operazione: abbiamo lavoro già commissionato per i prossimi dieci anni».

Numeri alla mano, il colosso navale italiano può effettivamente dormire sonni tranquilli, considerato che i ricavi aggregati mondiali delle navi da crociera arriveranno a 37 miliardi di dollari nel 2018 e a 55 miliardi di dollari nel 2027.

Tuttavia l’ad tende comunque una mano ai francesi, spiegando come un grande gruppo navale metalmeccanico europeo «sia un discorso importante per l’Italia e la Francia e più in generale per tutta l’Europa, dopo anni di crisi industriale, se avviamo progetti industriali ne trarremo vantaggi tutti, accelerando la ripresa».
Resta da capire se i francesi avranno le orecchie per intendere il messaggio di Bono.




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