23 October 2019

Amoma fallisce e accusa i portali di comparazione. Ma c’è chi parla di truffa

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Con una mail inviata in tre lingue differenti ai propri clienti e poi pubblicata sul sito, il portale di prenotazioni hotel con sede a Ginevra, Amoma.com, ha annunciato la cessazione delle proprie attività. Il testo invita quindi, chi avesse prenotato una camera, a contattare direttamente il fornitore del servizio, nonché le istituzioni di credito e le eventuali assicurazioni di viaggio per la questione dei pagamenti già effettuati.

Fin qui niente di strano nel panorama purtroppo fin troppo frequente dei fallimenti di aziende legate al turismo. Amoma tuttavia non si limita ad annunciare il proprio fallimento, lancia anche un’accusa pesante. E lo fa a quei portali di comparazione prezzi, che «sono in realtà delle agenzie media specializzate nel reindirizzare gli utenti a siti come il nostro tramite campagne di cost per click. Queste entità sono spesso controllate da compagnie che operano nel nostro stesso segmento. Il che ha un impatto negativo sulla libera competizione, perché genera una concentrazione di mercato insostenibile, nella quale solo un piccolo gruppo di grandi agenzie online è in grado di sopravvivere».

Secondo alcuni clienti di Amoma, però, il portale non racconterebbe tutta la verità. Stando a quanto pubblicato sul sito dedicato alla voce dei consumatori, TrustPilot, riportato da Repubblica, molte persone avrebbero evidenziato infatti comportamenti riconducibili alla frode online. In parecchi casi, in particolare, la Ota svizzera avrebbe accettato pagamenti fino a poche ore prima l’invio della mail con l’annuncio della cessazione delle proprie attività. Non solo: alcuni clienti si sarebbero trovati costretti a pagare due volte il proprio soggiorno, perché la struttura in cui erano stati ospitati non aveva ricevuto alcun compenso da Amoma. Insomma un’altra brutta faccenda, che certo non fa bene all’industria del turismo nel suo insieme.

 

 




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