Il passaggio da tradizione a innovazione ha messo in crisi il turismo e l'Italia perde ancora in competitività. E' quanto risulta dal V rapporto annuale della Società geografica italiana, secondo cui è implausibile pensare realisticamente all'Obiettivo Italia 2016, vale a dire a un ritorno del Bel Paese ai vertici delle classifche turistiche mondiali entro nove anni. Gli autori dello studio sono infatti arrivati alla conclusione che la competizione con i Paesi del Mediterraneo si gioca sul rapporto qualità-prezzo, campo in cui l'Italia continua a perdere punti, e che l'unico modo per rivitalizzare l'offerta nel nostro paese è di assecondare la domanda e proporre vacanze più brevi, diversificate nella stagionalità e con un buon rapporto qualità-prezzo. Nonostante l'emergere di nuovi segmenti di nicchia, come l'enogastronomia, la crocieristica o la filmografia, per l'Italia la principale leva competitiva resta il patromonio culturale, che va etichettato in modo chiaro e univoco come tutti gli altri prodotti del "Made in Italy".