9 December 2019

Wedding: settore da incrementare e razionalizzare. L’esempio della Sardegna

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Un momento dell’intervento di Bianca Trusiani al seminario organizzato da Ivonne Concu

Sull’eco delle cifre molto incoraggianti diffuse durante l’ultimo Buy Wedding in Italy, a Bologna in novembre, si stanno muovendo molte realtà locali per dare una struttura organica alla filiera del matrimonio legato a una destinazione che si deve proporre come un unicum organizzato, testato e capace di incontrare le esigenze dei committenti.

Così Ivonne Concu, del paese-museo San Sperate, nel cagliaritano, event manager e wedding planner, sta cercando di strutturare un progetto che non solo porti un vantaggio imprenditoriale a sé stessa, ma soprattutto alla Sardegna, attraverso un’idea in via di concretizzazione, agile e percorribile, partendo dal presupposto che l’appeal dell’isola non è secondo ad altre regioni, che attualmente sono (solo) meglio organizzate.

«Non solo wedding planner, alberghi, arredatori, fioristi, fotografi, videomaker, location – spiega Concu – ma la creazione di una rete, attraverso un progetto che tramite questo network  porti il nome delle eccellenze nella filiera del wedding oltre i confini sardi, per un riconoscimento di destinazione matrimoniale per il wedding – tourism».

Così in una importante occasione, creata nelle sale di Villa Vivaldi, a Cagliari, si è tenuto il primo incontro per l’imminente nascita della Rete del wedding della Sardegna. Il tutto nobilitato dalla presenza in video conferenza di Bianca Trusiani, presidente del comitato tecnico di Buy Wedding in Italy e uno dei massimi esperti del settore nel nostro paese.

«Ho voluto creare Sardinia Destination Weddings, con marchio registrato – precisa Ivonne Concu, creatrice e anima del progetto –  perché secondo la mia visione la chiave di tutto è creare sinergie, dare vita a una rete, per incrementare l’economia di un settore in forte crescita che possa anche inserirsi nell’operazione di destagionalizzazione del turismo, troppo confinato nella stagione estiva, per un incontro tra domanda e offerta anche fuori dai periodi dedicati a sole e mare. In secondo step, credo sarebbe importante dare vita a un flusso di incoming per far conoscere e apprezzare il territorio direttamente ai buyer organizzando con il supporto della Regione, che pare interessata a questo e ad altre reti, come quelle del mice, familiarisation-trip indirizzati agli operatori della filiera del wedding».

Secondo Concu il mercato di riferimento più importante sarà quello europeo con un accento in più su quello britannico, al quale sarà fatto seguire il rapporto con quelli della ex Unione Sovietica e cinese. «In termini di riconoscimento del brand – conclude Concu – dovremo presenziare agli eventi fieristici e/o di riferimento e divenire un unico referente per le amministrazioni locali ed estere».




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