27 September 2020

Veneto: si vedono i primi segnali di ripresa. La regione meta di un turista italiano su cinque

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Da sinistra, Federico Caner e  Mario Pozza

“La strada che porta al superamento della grave crisi economica, che sta colpendo pesantemente il terziario, soprattutto il comparto turistico e le sue varie componenti, dalla ricettività ai servizi, dalla ristorazione all’accoglienza, è tutta in salita, ma dalle analisi dei dati e dalle proiezioni emergono segnali incoraggianti per una rimonta tutt’altro che impossibile, in forza dell’alto tasso di fedeltà della clientela, dell’attrattività per la variegata offerta veneta e dell’affidabilità del sistema sanitario della nostra regione”. E’ il commento dell’assessore al Turismo della regione, Federico Caner, rilasciato in occasione della presentazione dei risultati di due indagini ad hoc sul comparto dei viaggi, svolte per conto dell’Osservatorio turistico regionale federato e presentate oggi presso la Camera di commercio di Treviso.

Dall’analisi emerge in particolare come, nel primo semestre 2020, la flessione registrata in Veneto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia stata del -70%, leggermente migliore del dato nazionale (-71%); con l’allentarsi del lockdown, da giugno si registra però una tiepida ripartenza: confrontando i dati di questo mese con quelli dell’intero primo semestre, si evidenzia che la flessione diminuisce fino al -67%; per quanto riguarda la situazione dei comprensori, l’offerta balneare appare la più gettonata per l’estate, quella che più risponde alla domanda di questo periodo; le città d’arte sono al contrario le mete più in sofferenza, per l’assenza di visitatori di lungo raggio e per il senso di eccessiva contiguità sociale dato dagli agglomerati urbani; il lago ha patito più di altri il lockdown primaverile, azzerando una parte significativa della stagione 2020; la montagna è riuscita a salvare buona parte della stagione invernale e ora sta ricevendo un buon riscontro per l’estate; le terme, infine, rimangono su percentuali stabili;

Nel post-lockdown si evidenzia poi una trasformazione dei mercati di riferimento: oltre a un’inversione delle quote italiani/stranieri rispetto all’anno scorso, scompare il lungo raggio e, tra gli europei, tedeschi e svizzeri confermano il loro interesse per le nostre destinazioni, mentre calano le quote di tutti gli altri, con un crollo significativo del mercato inglese; tra gli italiani che decideranno di spostarsi, in media uno su cinque sceglierà il Veneto, mentre tra i tedeschi e gli austriaci uno ogni dieci opterà per una vacanza nella nostra regione. Analizzando inoltre i punti di forza e di debolezza dell’offerta veneta, in base ai giudizi degli ospiti sono considerati eccellenti l’accoglienza e la pulizia, ottima la ristorazione e la qualità del cibo, buoni i servizi offerti al cliente. Per la ricettività c’è possibilità di miglioramento di camere e bagni, in particolare per le strutture extra-alberghiere; per la ristorazione nel rapporto qualità/prezzo. Sul tema centrale della sicurezza legata al virus, i visitatori dimostrano un sentiment positivo rispetto alle norme anti-Covid messe in campo da territori e operatori, mentre gradiscono meno l’uso delle mascherine. Anche in Veneto si evidenzia la tendenza di tassi di invenduto ancora alti, compensati solo in parte da una fruizione last minute delle offerte turistiche, spesso attraverso un rapporto più diretto con le strutture ricettive, facilitato dal fatto che si tratta prevalentemente di clientela domestica.

“Dal campione regionale delle imprese turistiche – ha aggiunto Caner – si conferma un quadro migliore rispetto alle attese che si erano formate nel primo e secondo trimestre del 2020. La stagione estiva, soprattutto nei comprensori balneare e montano, sta fornendo segnali di speranza e indicazioni sulla direzione nella quale ci dobbiamo muovere per recuperare gradualmente il terreno perduto. Ad avvalorare questa prospettiva è anche il moderato ottimismo di alcuni operatori del settore, dopo l’incertezza e la negatività espresse durante il lockdown”.

“Il comparto turistico – ha concluso il presidente di Unioncamere Veneto, Mario Pozza – ha un peso determinante sulla nostra economia sia a livello regionale sia nazionale. Il quadro presenta dati preoccupanti, ma ci dice anche che il sistema del turismo ha tutte le carte in regola per uscire da questa fase critica, grazie anche alle capacità dei nostri operatori, dei nostri ristoratori e degli imprenditori del turismo. È una delle chiavi di lettura che emerge con forza da questa indagine che vuole essere uno strumento per individuare le soluzioni migliori per supportare gli attori del settore”.

 




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