4 July 2020

Sardegna, uno dei luoghi più ambiti per le vacanze: ed ora cosa accade?

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Christian Solinas, governatore della Sardegna

Il 18 maggio è una data di grande speranza. Dovrebbero riaprirsi le attività  al dettaglio, ma è aspra battaglia sul “Modus operandi”.
Bar, ristoranti, centri estetici, parrucchieri e negozi al dettaglio sono solo alcune delle attività che si preparano in vista della riapertura, ma soprattutto della stagione estiva alle porte.
Il primo risultato è che i sardi potranno circolare liberamente, nella regione, senza necessità di “autodichiarazioni” e incontrare amici e parenti, per un apparente ritorno alla normalità “sociale”…ma con delle regole.
Per quello che attiene i gestori di esercizi pubblici non sarà come prima, infatti dovranno attenersi, come i propri avventori, alle prescrizioni contro la diffusione del Covid definite nell’ultimo documento della Conferenza delle Regioni, che tiene anche conto delle linee guida di Inail e Iss, parte integrante del Dpcm.
I governatori delle singole regioni, potranno adottare i protocolli di sicurezza più adatti alle esigenze del proprio territorio e, magri, disporre misure più restrittive, ma non meno stringenti.
La Sardegna ha l’indice di contagio più basso d’Italia (0.24 contro il 0.62 della Lombardia, ad esempio) in miglioramento giorno dopo giorno.
Per questo è molto attesa l’ordinanza del governatore Solinas con l’elenco degli esercizi commerciali che riapriranno e gli ipotetici aggiustamenti ai protocolli di sicurezza nazionali.

Spiagge – 
capitolo molto importante, da oggi sarà possibile una vita sociale ha annunciato Conte. Solinas la scorsa settimana, aveva chiesto ancora una decina di giorni di tempo per rendere accessibili i litorali e gli arenili. SI attende di vedere cosa si è deciso in merito, considerando la posizione dell’assessore al turismo, Gianni Chessa, che riferendosi alle tante spiagge libere presenti in regione ha dichiarato: «Credo che bisogni lasciarle libere e affidare al buon senso dei cittadini il rispetto delle regole».

Aeroporti – Un altro enigma, considerando che sui controlli manca ancora una procedura comune. Mancano test sierologici rapidi e spazi da dedicare ad essi, non si ha certezza sulle date di riapertura dei collegamenti e discrepano le tendenze governative nazionali da quelle regionali. Il CDM, secondo come si evolveranno i dati epidemilogici è pronto a riaprire tutto dal 3 giugno, data in cui sarà possibile spostarsi tra regioni e, per coloro che provengono dall’estero non ci sarà obbligo di quarantena.

Sono misura per tentare di rimettere in moto il turismo, risorsa imprescindibile per l’Isola. Ma in Sardegna lo scenario è diverso tanto che Solinas, nei giorni scorsi, ha identificato il 15 giugno come data in cui riavviare i collegamenti aerei nazionali, il 25 gli internazionali, ma  Uno scenario che a questo punto potrebbe cambiare, per non far ripartire l’Isola con settimane di ritardo rispetto al resto d’Italia.




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