20 May 2019

Tunisia, alla scoperta delle “porte” simbolo della storia del paese

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Chi visita la Tunisia non può non restare incantato dalla bellezza delle sue porte. Belle, colorate e cariche di significati. Le più particolari sono porte ad arco a due battenti, aventi una piccola sottoporta. Se si ha la fortuna di notare questa tipologia, si conoscerà il frutto dell’astuzia di una donna, che è poi rimasto nei secoli nella cultura delle porte tunisine. La Khoukha (pesca), così viene chiamata questa porticina nella porta, è stata inventata dalla principessa spagnola, sposa di Abdulaziz Ibn Moussa Ibn Noussair.  In Tunisia le porte si differenziano anche per i colori, ognuno dei quali ha un significato particolare. I colori dominanti sono il verde e il giallo ocra. Il colore blu è stato introdotto solo in tempi recenti, ricordiamo il “blu di Sidi Bou Said”, il villaggio a nord di Tunisi, che ha ispirato tanti artisti. Le decorazioni sopra le porte sono effettuate tramite chiodi grandi e piccoli con i quali vengono fatti disegni stilizzati e simbolici.  Le altre decorazioni “disegnate” con le hilia e le geometriche sculture delle porte hanno significati storici e sociologici molto importanti e sono un po’ come il libro della storia della Tunisia. Ritroviamo il simbolo di Tanit, la dea cartaginese della fertilità, la stella di Davide a sei punte, la croce cristiana, il mihrab musulmano, la mezza luna turca, l’occhio, la mano di Fatima e il pesce. Il simbolo più frequente è la stella di Davide che secondo la leggenda scaccia i djinng, gli spiriti maligni (da cui deriva il nostro “genio”). La croce fa pensare al passato cristiano della Tunisia. Il mihrab, luogo della moschea dove l’imam guida i fedeli nella loro preghiera, non è altro che il simbolo dell’Islam. La mezza luna simbolizza la Turchia ottomana e il contrasto con la croce e il mondo cristiano.




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