26 May 2019

Grecia: non solo mare nella penisola Calcidica

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TassiosNon solo mare fra i punti forti della penisola Calcidica. La destinazione greca si è  riconfermata una meta amata anche nell’estate 2016, registrando un flusso turistico consolidato nei mercati europei. Italiani in primis, sempre più attratti dalle spiagge incantevoli e dalla natura incontaminata, ma anche dalla storia, dalla cultura e dalla ricchezza archeologica di questa regione continentale della Grecia, che ha dato i natali ad Aristotele. Divisa in tre dita – Athos, Sithonia e Cassandra – che si spingono nell’Egeo del nord, la Calcidica è una foresta ininterrotta che si spinge fino al mare. Un mare che si è meritato 52 bandiere blu, ai vertici europei e primo in assoluto in Grecia. Un’attrazione irresistibile per gli amanti della spiaggia, alla quale la penisola dove nacque Aristotele aggiunge quindi archeologia, gastronomia e spiritualità. «Nel 2016 il turismo la Calcidica ha registrato buoni risultati – spiega Grigoris Tassios (nella foto), presidente dell’Organizzazione del turismo della Calcidica (Tox) e dell’associazione degli albergatori locali -. Nel mese di luglio, per esempio, i 55 mila posti letto degli alberghi e i 40 mila degli appartamenti erano pieni all’80%. Finora qui si veniva solo per il mare, ma noi vogliamo far sapere che ci sono anche la storia, la cultura, l’archeologia. Per questo vogliamo fare sistema con la città di Salonicco, dove c’è l’aeroporto, e far sď che chi la visita venga anche a vedere questa regione». E’ una svolta epocale per il turismo greco, che in quest’area ha dato vita ad un modello di promozione del turismo unico, dove enti pubblici e organizzazioni private collaborano per conquistare mercati stranieri, contrastando la crisi del turismo nazionale greco. I mercati più forti? Un gran numero di turisti proviene dall’Europa centro settentrionale, soprattutto dai Balcani (Serbia, Romania, Bulgaria), ma anche l’Italia, grazie ai charter di un importante tour operator partiti a inizio giugno, inizia a conoscere in massa la regione. E poi ci sono i turchi, sempre più numerosi. «Il nostro è un modello unico per la Grecia – ha aggiunto Tassios -; abbiamo un budget di 450 euro euro l’anno e gli enti pubblici ci lasciano fare il nostro lavoro. Ora puntiamo molto sul digital marketing, ma abbiamo partecipato anche a 10 fiere di settore di respiro internazionale».




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