4 July 2020

Cuba: il polo turistico di Varadero ancora off limits

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L’accesso alla penisola turistica di Varadero, Cuba, sarà limitato a partire dalla prossima settimana per impedire la diffusione del covid-19. Lo ha stabilito il Consiglio provinciale di difesa (CDP) della provincia di Matanzas di cui il presidio turistico più famoso dell’Isla Grande fa parte.

La decisione del CDP è stata approvata dalle autorità di Cuba e solo gli operatori turistici che stanno cercando di far ripartire i loro investimenti negli hotel e gli edili che stanno realizzando costruzioni e ammodernamenti potranno accedere ai resort.

I lavoratori saranno sottoposti a rigorosi test, ha dichiarato il Governatore di Matanzas.
Al fine di prevenire i rischi, il funzionario ha osservato che l’ingresso alla penisola di Hicacos, dove si trova la spiaggia di Varadero, sulla costa settentrionale, sarà limitato.

Il Ministero del Turismo (MinTur) ha confermato che i confini dell’isola rimarranno chiusi fino a quando il governo non lo indicherà, ma ha assicurato che sta preparando le strutture per quando verrà il momento della riapertura.
Una nota ufficiale del MinTur, pubblicata sui suoi social e media dell’isola, afferma che “per motivi di protezione della sicurezza sanitaria nazionale, che considera una premessa fondamentale dello Stato cubano”, i confini non saranno aperti, né saranno attivati ​​i servizi turistici, fino a quando indicato dal governo della Repubblica di Cuba.
La nota recita anche che “tenendo conto della situazione attuale dello sviluppo della pandemia a Cuba e nel mondo, MinTur è concentrato sul miglioramento continuo delle strutture alberghiere e non. Il turismo è una fonte di reddito vitale per Cuba che, già precedentemente, stava attraversando una complessa situazione economica aggravata dall’embargo e dalle nuove sanzioni statunitensi, molte delle quali focalizzate sul settore turistico, come il divieto delle crociere e la restrizione dei voli per l’isola dagli Stati Uniti.
Per quest’anno, Cuba aveva preventivato di ricevere 4,5 milioni di visitatori internazionali e invertire il trend negativo del -9,3% riportato nel 2019, (4,2 milioni), 436mila 352 in meno rispetto al 2018.
Causa la pandemia, l’isola ha limitato l’ingresso dei viaggiatori dal 24 marzo, consentendo solo l’ingresso dei residenti e, il 2 aprile, ha chiuso completamente i suoi confini tranne il traffico di merci e casi eccezionali come la partenza di voli di rimpatrio di stranieri o missioni mediche, una misura che rimane in vigore. Anche così, diverse compagnie aeree hanno riferito questa settimana che avrebbero riaperto la vendita dei biglietti per Cuba a partire da luglio, ma il governo dell’isola non ha annunciato una data di riapertura, né ha annunciato l’estensione delle chiusure dei confini, inizialmente prevista fino al fine aprile ma rimasto in vigore fino ad oggi.
Nonostante l’impatto negativo della chiusura e lo scenario post covid-19, ancora incerto, le autorità cubane e le società internazionali che investono sull’Isola, rimangono fiduciose di poter recuperare l’industria turistica il più rapidamente possibile, una volta che l’epidemia sarà sotto controllo nel paese e in base alla situazione sanitaria internazionale. Il turismo è la seconda fonte di reddito per Cuba dopo la vendita di servizi professionali all’estero, contribuisce per circa il 10% del prodotto interno lordo e impiega circa mezzo milione di persone nel settore statale. L’isola ha oltre 70mila camere d’albergo in circa 300 hotel distribuiti in tutto il paese, mentre un’alta percentuale degli oltre 600mila lavoratori del settore privato svolge attività legate al turismo.

 




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