22 January 2019

Visit Tuscia: Viterbo pronta al rilancio del sistema termale.

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Da sinistra Alessandra Sensi, Antonio Castello, Vincenzo Peparello, Aurelio Crudeli, Umberto Fusco

Viterbo è decisa a rilanciare il suo antico sistema termale, per farne un nuovo forte attrattore in un sistema di offerta che integra paesaggio, cultura, buona tavola genuina, la bellezza degli antichi borghi e il fascino misterioso dell’Etruria. 
Ne hanno parlato uomini delle istituzioni, delle associazioni di settore e analisti in un panel riunito da Visit Tuscia, decima edizione della Borsa del Turismo e dell’Agroalimentare del viterbese, rassegna itinerante fortemente voluta da Vincenzo Peparello, presidente di Confesercenti Viterbo. 
Ad accogliere buyer e giornalisti, nel convegno moderato da Antonio Castello, sono venuti il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, con gli assessori al termalismo Claudia Nunzi e alle politiche sociali Antonella Sberna; con il senatore Umberto Fusco, responsabile nazionale termalismo della Lega; il presidente nazionale di Federterme Aurelio Crudeli, e Stefano Landi di S.L & A, analista specializzato con una importante esperienza sul segmento termale. 
L’incontro ha definito i contorni di un sistema termale ricchissimo che nel raggio di circa 12 chilometri pullula di sorgenti, delle quali per ora solo due strutturate in impianti modernamente attrezzati: Le Terme dei Papi, struttura pubblica affidata da 25 anni alla gestione della famiglia Sensi, e le Terme Salus, di proprietà e gestione privata. 
Ma la nuova amministrazione in carica da maggio scorso, come ha spiegato il sindaco Arena con i suoi assessori, intende fare del termalismo il nuovo volano di crescita dell’economia della Tuscia: anzitutto con la riapertura delle ex Terme INPS, grande impianto chiuso da 25 anni – un advisor è già al lavoro sul progetto – e poi con la creazione di un percorso termale ‘lilla’ accessibile ai portatori di handicap, sfruttando presto altre sorgenti da mettere a regime.
Per tutto questo Viterbo conta sull’appoggio dichiarato del senatore Fusco, «anzitutto con la revisione della legge 303 «che ha 18 anni – ha detto – che è obsoleta, va rimodernata per affiancare i numerosi imprenditori che vogliono investire sul termalismo». 
Perché sta crescendo l’interesse «intorno al prodotto che può integrare nel modo più produttivo le sue due componenti – ha sottolineato Stefano Landi – quella terapeutica e quella preventiva, lanciata con successo dagli operatori del wellness». Come ad esempio nel caso virtuoso dell’Alto Adige, dove ora «si curano i sani, e la motivazione wellness cresce più di quella terapeutica. Perché richiama nuove fasce di consumatori sempre più giovani e anche le famiglie, un pubblico che oltre le terme esplora il territorio con le sue attrattive. Così che il visitatore per terapia a conti fatti lascia sul territorio una media di 6 euro al giorno, quello delle termalismo turistico circa 80 euro al giorno». 
Ma per coltivare il turismo termale, ha avvertito il presidente di Federterme Crudeli, sarà necessario affrontare nodi cruciali come il diffuso sfruttamento abusivo delle acque, e nel contempo aggiungere nei percorsi delle Università la formazione termalistica, «per sensibilizzare tutti i nuovi medici, ed evitare che continuino a prescrivere farmaci dove le terme sarebbero al contrario la terapia più efficace».



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