26 May 2019

Sardegna, l’economia culturale per aumentare i flussi turistici

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L’arte, la cultura, le bellezze archeologiche e la memoria storica del nostro paese hanno il potere di aprire al mondo i singoli territori. Se sono gestiti attraverso le reti, poi, possono generare modelli di sviluppo creando connessioni tra le bellezze turistiche e le produzioni locali. La voce è unanime e arriva dal 5° Expo del turismo culturale in Sardegna che si è svolto a Barumini. «Avere in casa un sito Unesco vuol dire avere un volano di sviluppo per tutta la Sardegna – ha detto dal palco del convegno il sindaco di Barumini, Emanuele Lilliu – e grazie al lavoro della fondazione è stato creato un modello di gestione efficiente del sito che ha permesso di generare ricadute importanti anche per tutta la comunità locale creando opportunità di lavoro per i giovani di Barumini e non solo». Ma oltre alla tutela e valorizzazione turistica del sito, l‟attività di fondazione e comune ha permesso di coinvolgere tutto il territorio con attività di studio, laboratori e formazione professionale. «Negli anni è stata portata avanti una lunga opera di tutela che ha reso la nostra realtà dinamica – ha aggiunto il primo cittadino di Barumini – questo grazie alla gestione anche degli altri siti culturali come il centro Lilliu e casa Zapata, dando un senso al concetto di ‘sistema’ voluto come parte integrante della mission della fondazione – ha continuato Lilliu – il nostro obiettivo primario resta quello di sviluppare processi integrati di promozione tra settore culturale e gli altri comparti economici in un collegamento tra sfera pubblica e privata». La cultura quindi come fulcro dello sviluppo delle regioni. «La cultura deve essere sempre più il fulcro dello sviluppo delle regioni italiane – ha sottolineato il sottosegretario di Stato dei Beni e le attività culturali, Lucia Borgonzoni intervenendo all‟Expo – in questo è fondamentale la memoria collettiva. L’Italia e la Sardegna sono ricche di bellezze storico-culturali ma spesso non riusciamo a valorizzarle abbastanza – ha aggiunto – ecco che allora è necessario fare rete e unirci per raccontare la nostra storia e quella degli altri. Anche con gli investimenti pubblici vogliamo aiutare i territori come la Sardegna a creare reti all‟interno della regione ma che siano capaci di dialogare con il resto del paese».




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