3 July 2020

Il fondo di 25 milioni per agenzie e to non serve a niente

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Uno apprezza anche il tentativo del ministro Franceschini di voler ridare ossigeno al turismo. Ma poi, partecipando da spettatore alla conferenza stampa, rimane un po’ attonito. Dalle parole del ministro e dai provvedimenti presi con il Decreto rilancio, si capisce che fra gli interlocutori delle strutture organizzative del turismo italiano, in primis tour operator e agenzie di viaggio, e il ministero, non c’è dialogo.

Nel senso che sicuramente ci sono stati incontri, scambi, prospetti di risoluzione dei problemi, ma poi alla fine di tutta questa massa di richieste è rimasto ben poco. Sembra di stare in una commedia di Samuel Beckett, dove uno parla di una cosa, l’altro lo ascolta e non capisce e quindi risponde a caso.

Per le agenzie di viaggio e i tour operator (in totale più o meno 11 mila imprese) il ministero ha ottenuto 25 milioni di euro di fondo, che verranno erogati con decreti ministeriali dopo aver sentito le parti in causa.

25 milioni di euro. La base del turismo organizzato, quindi agenzie e operatori, per il ministero del turismo vale 25 milioni di euro. E’ possibile? Se il turismo produce il 12, 13, l’11% del Pil nazionale, e una parte cospicua è prodotto da adv e to, come si arriva a sostenere queste imprese con soli 25 milioni di euro? Come faranno queste aziende ad andare avanti? Se uno fa un calcoletto abbastanza stupido e divide 25 milioni per 11 mila imprese, si arriva a 2 mila 700 euro a testa. Quindi con 2 mila 700 euro a testa le imprese del turismo dovrebbero sopperire ai mancati guadagni di mesi e al crollo della stagione estiva. 

Mi sembra sul serio una forma crudele e insensata di gestire un’emergenza senza precedenti. Lo dico senza arroganza ma con molta amarezza e preoccupazione.

Giuseppe Aloe




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